25 APRILE

25_aprile1Un giorno, un simbolo, contestato e a volte usato a sproposito per sterili beghe politiche. Ma che cosa rappresenta un giorno per ricordare la liberazione?
Innanzitutto liberi da cosa? La storia ci consegna il 25 aprile come il giorno in cui l’esercito tedesco abbandonò Milano nella sua ritirata verso nord incalzato dagli alleati. Liberi quindi da un esercito? Liberi dai nazisti? E perchè proprio il 25 aprile e non un’altra data? Perchè Milano e non Roma o Napoli? Giusto, ma oggi non possiamo limitare la nostra riflessione solo a questi scontati episodi storici.
Milano era la sede dell’ultimo governo presieduto da Mussolini, rappresenta prima di tutto la liberazione quindi da un qualcosa di tutto italiano, il 25 aprile è la fine del ventennio di dittatura. E’ la fine di un’idea autoritaria di Italia in favore dell’idea democratica e liberale del nostro paese, quella che conosciamo. E’ la data in cui ricordiamo che i nostri nonni si sono trovati a dover scegliere da che parte stare, con la dittatura o con la democrazia. Per fortuna, possiamo dire oggi a qualche decennio di distanza, ha vinto la parte “giusta”. Già, perchè è giusto che non ci siano discriminazioni tra le persone per il colore della pelle, la religione o le idee politiche, perchè è giusto che tutte le diverse idee politiche possano partecipare alla competizione elettorale, perchè è giusto che si possa venire arrestati solo per un motivo valido, perchè è giusto che si possa votare e quindi scegliere i nostri rappresentanti nelle istituzioni.
Questo basterebbe per giustificare il ricordo di quella data, ma con l’andar del tempo così rischierebbe di perdere di attualità se limitata ad un puro e semplice discorso storico. Una bella e imponente cattedrale in mezzo ad un deserto arido, senza nessuno che possa ammirare il suo splendore.

Il 25 aprile deve essere anche un giorno in cui ripensare al conflitto interno che è sempre presente in noi; tra la nostra anima liberal-democratica e quella autoritaria. Perchè è facile rivendicare i diritti per se stessi, e dimenticarseli velocemente quando parliamo di altre persone. Perchè le garanzie costituzionali valgono anche per chi è accusato di reati gravi, e se si è democratici non si può invocare giustizia sommaria solo sulla base di sospetti. Non si può pensare a pene esemplari, perchè la vita di tutti, anche di chi ha commesso dei reati atroci ha una sua dignità che va difesa. Giustizia non vuol dire vendetta.
Ogni anno il 25 aprile dobbiamo quindi festeggiare la liberazione dalle tendenze autoritarie e illiberali che nascono in noi di continuo, è un ripeterci che nonostante alcune difficoltà il metodo democratico è l’unico possibile, il migliore che l’uomo ha inventato, perchè l’unico che mette tutti sullo stesso piano, perchè l’unico che permette a tutti, a prescindere dalle proprie origini e status economico, di partecipare alla vita attiva della società. Libertà è innanzitutto partecipazione.
Il 25 aprile sta alla Costituzione come il concepimento sta alla nascita. Ciò che l’Italia è oggi, più di 60 anni fa era nelle speranze e nei sogni dei cittadini che festeggiavano la fine di un incubo, e l’inizio di un’avventura in cui i protagonisti sarebbero stati i cittadini, tutti.

PER APPROFONDIRE:

- Resistenza e Costituzione:

Discorso del Presidente Napolitano a Biennale Democrazia: http://www.quirinale.it/Discorsi/

- La vita partigiana:

Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio, Einaudi Editore
Il partigiano Johnny (il Film) di Guido Chiesa

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