La baia affonda?
A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le major.
Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria – sulla pagina principale del portale compare la scritta Don’t worry – we’re from the internets. It’s going to be alright.
- il processo costituirà un precedente che, probabilmente, porterà a processi – e condanne – del tutto simili.
Normalmente il principale argomento della difesa consiste nel sostenere che non viene ospitato alcun tipo di materiale sul proprio portale. Nel caso di questo processo la decisione della corte verte sul fatto che il portale fornisce i mezzi, in particolare un motore di ricerca, ed ospita i file torrent utilizzati poi dagli utenti per scambiarsi materiale coperto, in buona parte, da diritti d’autore.
Il portale è stato al centro di accuse a livello internazionale da parte delle major che sono state ridicolizzate dagli accusati in più occasioni. Nel corso di un raid da parte della polizia svedese il principale server del portare fu confiscato. Da quel momento in poi, dopo una raccolta fondi da parte degli utilizzatori del sito stesso, il portale è ospitato su più server contemporaneamente.

Il National Museum of Science and Technology svedese ha acquistato il server confiscato – per $ 243 – espondendolo nell’ala dedicata alle macchine che hanno cambiato la vita all’umanità.
Un’analista della Forrester Research Inc. sostiene che la conclusione del processo non avrà un impatto “considerevole” sulla pirateria informatica. Gli utenti utilizzano un insieme di tecnologie per lo scambio di musica, video, immagini, ecc. come streaming o servizi di messaggistica immediata che sono molto più difficili da tracciare.
La domanda però rimane: dopo Kazaa, Napster e Grokster è arrivata l’ora di PirateBay.org?
Link: www.nytimes.com



19. apr, 2009 







L'Autore





Il processo non sembra essere finito. Pare infatti che il giudice che ha presieduto al processo fosse collegato a due associazioni per la difesa del diritto d’autore.
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