Giochi Online: nuova droga?

Un nuovo mondo in continuo sviluppo, specialmente in oriente, è quello dei videogiochi online. La categoria comprende varie tipologie caratterizzate da differenze sia di ambientazioni e finalità sia di caratteristiche tecniche per il corretto funzionamento su un computer. Si può variare da programmi con notevoli richieste a livello di computer sino ad arrivare ai browser games, dove basta un semplice “internet explorer” o “firefox” nel computer per giocare.
I browser games si affiancano al fenomeno sempre più diffuso dello “svago” durante il lavoro. Principale promotore è il noto Facebook, social network che permette anche l’accesso a giochi e svaghi. A rendere il tutto accattivante è la competizione: ogni gioco possiede una classifica da scalare. Noti browsergame con milioni di iscritti sono Ogame, dove si gestisce un impero galattico, Travian, dove si governa un impero ai tempi dei romani, ma ve ne sono molti altri con i più disparati scopi.
Di differente approccio sono videogiochi che necessitano l’installazione nel proprio computer di un apposito software. Parte predominante sono i MMORPG (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game): videogiochi di ruolo dove il giocatore guida un personaggio virtuale in un mondo popolato da altre migliaia di persone. Per citarne alcuni: World of Myr 2-3, Lineage II, Word Of Warcraft etc… Ciò che rende il tutto accattivante non è la storia, ma la crescita del personaggio: aumentare di livello e procurarsi l’equipaggiamento più forte. Per ottenere risultati degni di nota sono richieste quantità notevoli di tempo. Il tutto viene inserito in un contesto dove il giocatore si trova a relazionarsi con altra gente e finisce per sentirsi parte attiva di un gruppo.
A seguito della diffusione di questi giochi si è creato un vero e proprio mercato nero. Molti giocatori, specialmente quelli provenienti da paesi poveri, sfruttano la cosa per vendere account già avviati, oggetti specifici o soldi virtuali. Molte di queste transizioni ovviamente sono totalmente illegali e vietate. Persino alcuni giochi si sovvenzionano rendendo disponibili alcuni equipaggiamenti o vantaggi solamente a pagamento. Altri, invece, utilizzano un canone mensile. Altri ancora “obbligano” l’acquisto di aggiornamenti ogni tot mesi per proseguire il gioco. Degno di nota è il mondo di Second Life: realtà parallela virtuale del mondo reale dove moneta virtuale e reale si scambiano liberamente.
Una recente inchiesta condotta dal Guardian ha rivelato che dal 2004 oltre 1700 dipendenti pubblici in Inghilterra sono stati licenziati o sottoposti a controllo disciplinare per uso improprio di internet. Pare che tali provvedimenti stiano venendo adottati pure in Italia da alcune aziende. Impressionante è che l’84% dei giocatori in oriente sia catturata da questo genere di giochi e una buona fetta sacrifichi la vita reale per quella virtuale. Nonostante l’Assemblea Nazionale Popolare Cinese definisca questi giochi “deleteri per la salute delle nuove generazioni”, il settore è in continua crescita. Preoccupa il fatto che questo fenomeno, di riflesso, stia colpendo pure il mondo occidentale.
Link: it.wikipedia.org
Link: punto-informatico.it



23. apr, 2009 







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