Referendum elettorale

referendumIl prossimo giugno si verrà chiamati alle urne per dare il proprio parere riguardo la corrente legge elettorale.

La polemica che si è sviluppata in questi giorni riguarda l’accorpamento o meno del referendum con le elezioni europee ed amministrative. Secondo i promotori del referendum un mancato accorpamento verrebbe a costare ai cittadini una cifra che varia tra i 300 e i 400 milioni di euro a seconda che il referendum venga accorpato al turno di ballottaggio delle amministrative o meno. La cifra corrisponderebbe invece a 150 milioni di euro per il ministro dell’Interno Maroni.

Secondo gli oppositori del referendum accorpare quest’ultimo alla tornata elettorale sarebbe lesivo della costituzione poiché mai ciò è stato fatto nella storia della Repubblica.
I quesiti referendari proposti sono tre. I primi due riguardano l’abrogazione degli articoli della legge che prevedono il premio di maggioranza (a livello nazionale per la camera e a livello regionale per il senato) alla coalizione che ottenga la maggioranza dei voti. In caso di vittoria del sì il premio di maggioranza verrebbe dato non più alla coalizione ma alla lista che ottenesse la maggioranza. Questo porterebbe inoltre ad un aumento dello sbarramento (4% alla camera e 8% al senato) in quanto sarebbe la singola lista a dover superare lo sbarramento e non più la coalizione.

Il terzo quesito referendario propone di abrogare gli articoli che prevedono la possibilità di candidature multiple, cioè la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni. Questa possibilità consente a chi viene eletto in più seggi di scegliere un seggio e cedere quelli delle altre circoscrizioni ai primi non eletti compiendo in questo modo, secondo i promotori del referendum, una truffa verso gli elettori.

In conclusione in caso di vittoria del “sì” il sistema tenderebbe più al bipolarismo con la presenza di pochi partiti grandi e non più di coalizioni. L’intento del referendum è inoltre quello di evitare che vi possano essere politici eletti non per le loro capacità ma per il fatto che un candidato plurieletto (eletto cioè in più circoscrizioni) ha ceduto loro il posto.

Link: http://www.referendumelettorale.org

Altri articoli

Twitter Digg Delicious Stumbleupon Technorati Facebook Email

Nessun commento... Lascia per primo una risposta!