Influenza Suina: Problema Reale?
In questi giorni la notizia dell’influenza suina viene continuamente riproposta in telegiornali, quotidiani e riviste, sembra quasi sia scoppiata un’epidemia. Ma cos’ è veramente questa Influenza Suina? La scorsa settimana alcuni giornali (online) l’hanno addirittura chiamata “Sindrome del Suino Pazzo” come se avesse qualcosa a che fare con la famigerata “Mucca Pazza” (Encefalopatia Spongiforme Bovina- BSE). Al solito la stampa crea allarmismi inutili che sfociano poi in articoli che riportano notizie incomplete, fasulle o inadeguate. L’influenza suina è una malattia infettiva ad andamento acuto caratterizzata da sintomi respiratori e provocata da Influenza Virus (Orthomyxoviridae) tipo A, B o C. In questo caso ci troviamo di fronte ad un tipo A con un set glicoproteico di tipo H1N1. In base a queste glicoproteine (che si trovano sulla superficie del virus) è possibile classificare i virus tipo A con H (da 1 a 15) e N (da 1 a 9). Il suino solitamente è recettivo a H1, H3 e sporadicamente ad H9, N1 ed N2, nelle varie possibili combinazioni. L’uomo è recettivo verso H1 H2 e H3 e sporadicamente H5, H7 e H9, N1, N2 e sporadicamente N7. Ciò implica che virus come ad esempio H1N1 possano, in determinati casi, essere trasmissibili dal suino all’uomo. Solitamente causano Influenze non distinguibili da quelle prettamente “umane” (cioè con medesima sintomatologia), più spesso sono asintomatiche, altre volte possono causare decessi ( e comunque al pari di una banalissima influenza). Ciò che ha creato allarme è il fatto che, a differenza dell’ormai purtroppo (e inutilmente) famoso virus dell’influenza aviare H5N1 di qualche anno fa, H1N1 suino può essere trasmesso da persona infetta a persona sana direttamente (cioè non è obbligatorio che la persona entri a contatto con un suino). Osservando il tutto con un po’ di occhio critico si capisce immediatamente come questa influenza sia bene o male al pari della normalissima influenza che ogni inverno ci colpisce e che il fatto che causi o meno decessi dipenda, come sempre, dallo stato sanitario della popolazione, dallo stato immunologico del singolo individuo e dal contatto più o meno diretto e prolungato con dei suini (cosa che qui puo’ avvenire solo all’interno di allevamenti intensivi e comunque in modo limitato). E’ però importante dire, ai fini di evitare che il tutto finisca come nel caso dell’influenza aviara, che il virus non è assolutamente trasmissibile con l’ingestione di carne cotta di maiale. Il virus si localizza prevalentemente a livello di apparato respiratorio e in quantità veramente ridotte nel muscolo, tanto che la carne potrebbe essere mangiata tranquillamente anche cruda ma, con una semplice cottura, il problema è risolto.



04. mag, 2009 







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