Bamboccioni italiani
Giovani italiani, bamboccioni o svantaggiati? Non è facile dirlo, ma un’indagine ISTAT cerca di svelare il mistero. Svolto tra il 2003 ed il 2007 (i risultati sono però usciti il 28 dicembre 2009) lo studio mette chiaramente in luce come sia sempre più difficile per i giovani italiani uscire dalla famiglia d’origine.
“I dati dell’indagine di ritorno hanno evidenziato che tra il 2003 e il 2007 pochi uomini e poche donne – il 20,8% nel complesso – hanno lasciato la casa dei genitori. Su 100 che nel 2003 avevano dichiarato di essere certi di uscire dalla famiglia di origine, ne sono usciti poco più della metà (53,4%).Tra coloro che invece avevano dichiarato che probabilmente avrebbero lasciato la casa dei genitori, solo il 24,2% l’ha fatto. Dunque, nonostante l’intenzione (certa o probabile), molti sono i giovani che poi non si sono resi indipendenti dalla famiglia.”
In Italia il 70% dei giovani tra i 25 e i 30 anni vive con i genitori, in Francia e Germania sono il 20% e in Inghilterra il 10%.
“Tra le persone di 18-39 anni al 2003 che sono rimaste in famiglia tra il 2003 e il 2007, il 47,8% dichiara che il motivo per cui vive con la famiglia di origine è la presenza di problemi economici, il 44,8% sta bene così mantenendo comunque la sua libertà e il 23,8% sta ancora studiando.”
Ma davvero è così importante la questione economica? Perchè durante l’università molti studenti sperimentano con successo la coabitazione, e poi questo strumento viene dimenticato e non riproposto anche nel post laurea?
Il 44,8% dichiara di star bene così, di mantenere bene comunque la propria libertà. Ma l’idea di libertà e di autonomia dei giovani italiani è così diversa dagli altri giovani d’europa da determinare questa disparità nella scelta di andar fuori di casa?
Forse è vero che un po’ in fondo siamo dei bamboccioni. Uscir di casa significa anche maggior fatica e il nostro desiderio di autonomia e libertà è così poco sviluppato da venir spazzato via dalla prospettiva di qualche sacrificio in più! Cari giovani, dobbiamo dirlo, abbiamo probabilemente meno voglia dei nostri coetanei europei di imposserssarci della nostra vita!
E voi cosa ne pensate? La discussione è aperta.



07. gen, 2010 







L'Autore









E ancora si parla di bamboccioni italiani…un articolo de L’express
tralasciando ogni introduzione…ma ad una donna chi glielo fa fare di mettersi con uno che a casa non fa un cavolo?Noi siamo i meglio vestiti del mondo, eppure nessun uomo si sa lavare stirare le sue cose, e nessuna giovane donna ha intenzione di rinunciare alla palestra per fare da cameriera ad un fashion victim, che si cambia due o tre volte al giorno e questo è esclusivamente colpa delle mamme.
Abbiamo la parità dei diritti? Sì, quello che ognuno si tenga la mamma sua che ci lava e ci stira e ci cucina, con cui prendercela, perchè convivere o sposarsi?Veramente, la motivazione quale sarebbe?
E’ sopratutto la donna che non ha nessuna voglia di impegolarsi con uomini così, non ha nessuna voglia di incarcerarsi a vita, magari è lei che và a vivere da sola , stanca dei favoritismi fatti al fratello maschio, l’uomo mammone esiste in quanto esistono madri impiccione, autoritarie che non vedono l’ora di sfasciare qualsiasi tentativo di accoppiamento da parte del loro figliolo.Un film horror è molto più divertente di una vita a due con un mollusco mammizzato.Basta leggere Simone De Beauvoir per capirlo, eppure sono passati si e no 50 anni da “Le deuxieme sexe” .
L’uomo ideale? Un orfano.
Perchè tutte le vedove che incontro sono allegrissime e i vedovi invece girano “a vuoto” finchè non trovano la donna dell’est di turno e si risposano?
Perchè hanno bisogno di una cameriera-badante ecco perchè.
Mamme italiane, le vere detentrici di un potere occulto, le Mammassoneria…..il matriarchesimo che ti silura l’indipendenza…che uccide le nuore se ce la fai a sposarti.La prossima generazione andrà meglio, se ci sarà.
La questione secondo me è piuttosto complessa!!
Innanzitutto in Italia esiste un concetto di famiglia molto diversa da quella vigente nel resto d’Europa e molto spesso si pensa di lasciare la casa materna solo in concomitanza ad un matrimonio o ad una convivenza.
Nella nostra cultura non viene considerata cosi importante l’emancipazione dalla famiglia di origine.
Il fattore economico è una nuova componente che costringe a stare in casa anche chi avrebbe il desiderio e l’esigenza di vivere in modo autonomo: la precarietà,l’inflazione,i prezzi delle case alle stelle rendono praticamente impossibile trovarsi una casa,anche piccola e spesso i genitori,ormai anziani,hanno una pensione talmente bassa che che non potrebbero pensare a se stessi,cosi il nucleo famigliare d’origine è costretto anche da situazioni contingenti a rimanere tale.
Aggiungerei anche un altro aspetto,non economico bensì sociale ovvero la necessità,indotta dai media, dei giovani di spendere e spandere per accessori non sempre necessari o utili,così da scegliere di rimanere in casa pur di non rinunciare ad una vita un po’ più frivola che altrimenti non si potrebbero permettere.
Penso che a 32 anni ci si posso anche dare una mossa, soprattutto con l’università…
leggete qui
Io credo che sia proprio un problema culturale degli italiani, di prendersi la responsabilità della propria vita e di fare fatica per ottenere le cose. Credo sia per questo motivo che poi quando si ritrovano catapultati nel mondo scoprono di dover affrontare problemi e fatiche che non sanno gestire e quindi ricorrono tutti a sotterfugi, “furbate”…diciamo a fregare il prossimo il più possibile perché, si sa, questo è molto più facile e alla portata di tutti. Direi che non sanno proprio come vivere, e con questo intendo anche nella gestione di sè stessi e del rapporto con gli altri. Dobbiamo darci una svegliata generale!