Quadrato rosso su fondo bianco
È partita in questi giorni, in tutte le regioni d’Italia, la campagna di comunicazione della CGIL presentata a dicembre da Guglielmo Epifani. La campagna andrà a sostenere la mobilitazione per “un fisco giusto”, iniziativa nata per comunicare la posizione del sindacato in materia di politica fiscale. Durante tutto il mese di febbraio si discuteranno le proposte di riforma. Attraverso manifesti e volantini informativi, la CGIL vuole sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica e far conoscere la situazione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, sottoposti ad una tassazione che è la più alta in Europa.
Se il proposito sembra buono, accendere i riflettori su di un grosso problema che coinvolge tutti i cittadini italiani, l’approccio creativo non sembra esserlo altrettanto. Invece che cercare “l’immediatezza e la chiarezza”, come dichiarato in conferenza stampa, i manifesti rasentano la noia più tetra. Il quadrato rosso predominante comunica la solita retorica di sinistra e un messaggio veicolato con una comunicazione visiva così semplice ed essenziale, quasi Suprematista, difficilmente potrà essere colto dalla mancanza di cultura visiva che attualmente caratterizza le menti italiche. Senz’altro l’impostazione grafica dà alla campagna un’immediata riconoscibilità. Se ne riconoscono, per esempio, lo schieramento politico e l’attenzione ai lavoratori tipica della CGIL ma aspetti negativi come la staticità e l’immobilismo tolgono senza ombra di dubbio una qualsiasi personalità alla campagna. L’utente non viene stimolato in alcun modo e, anche se i titoli sono molto diretti ed efficaci, la parte visiva non regge il confronto con la provocazione che si vuole lanciare. Il messaggio è giustamente molto duro e diretto, per far luce su di un tema molto ostico e sottovalutato. Ma questo suo essere così “pesante” può benissimo diventare un’arma a doppio taglio rivolta contro gli utenti, messi di fronte ad un documento freddo, poco attraente e faticoso da fruire.
In un’epoca in cui siamo tutti sommersi da stimoli visivi, il mezzo vale come, o forse di piu, del messaggio (M. McLuhan); il manifesto o il volantino non sono certo il modo più nuovo per comunicare. Questo, unito ad una comunicazione poco attraente, non aiuta a trasmettere alla gente il messaggio per “un fisco giusto”, sul quale invece varrebbe la pena riflettere e confrontarsi.
Link: CGIL dettaglio sulla campagna



01. feb, 2010 







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