Un osservatorio sulle notizie “nascoste”

Il progetto è già in moto da qualche settimana. L’annuncio è stato dato durante la tre giorni di Acquasparta (Tr) promossa da Articolo21, in difesa della Costituzione. Si tratta della nascita di un osservatorio sulle notizie non date, dunque “nascoste” dai telegiornali in particolare del servizio pubblico. Un mese fa a Milano la Fondazione Unipolis ha presentato, in collaborazione con l’osservatorio di Pavia, un rapporto sulla Sicurezza e i media in Italia. All’interno del rapporto, fra l’ altro, l’analisi del sociologo Ilvo Diamanti, su quella che ha definito la nostra “Tv della paura”: una vera e propria anomalia nel contesto europeo. Nei Tg italiani vi è una costante rappresentazione della criminalità, con una sorta di serializzazione di singoli casi, meglio se omicidi. Basti pensare che sul tema criminalità il Tg1 presenta il doppio di notizie del corrispettivo spagnolo e ben venti volte in più dell’omonimo tedesco. Altro dato interessante è quello che vede il 60% delle notizie di criminalità diffuse dai Tg italiani dedicato alla microcriminalità o criminalità comune.

Tutto questo mette in primo piano alcuni fatti e ne nasconde inevitabilmente altri. Molto spesso il racconto di quei fatti che hanno al centro fenomeni e problemi sociali: dal lavoro, alla salute dei cittadini, dal diritto allo studio, alle mafie sul territorio. Anche a partire da quest’analisi nasce l’esigenza di dare vita subito ad un osservatorio che “permetta di vedere in pochi minuti e in pochi sguardi, tutto ciò che i Tg non dicono” – dichiara uno degli animatori del nascente osservatorio, il giornalista Alberto Baldazzi. Lo stanno realizzando con l’appoggio del nucleo radiofonico di Articolo 21, Roberto Secci, Alberto Baldazzi e la redazione di Italia web radio. “Molto spesso – dichiara Alberto Baldazzi alla tre giorni di Acquasparta – i dati parlano da soli, talvolta la lettura dei titoli dei Tg è sufficiente. Quello che questo osservatorio intende creare è un’analisi asettica che includa l’orizzonte di un commento, che non sia meno aggressivo del necessario, ma diventi sempre più ancorato scientificamente ai fatti. Lo dobbiamo – commenta Baldazzi – ai nostri lettori. Alla stessa Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che da tempo lo chiede. Con tutti loro è arrivato il momento di mettere in comune questo servizio, sempre più indispensabile per un’osservazione attenta dei media e una capacità di lettura di quello che accade nella realtà”.

Il caso dei ricercatori dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) è singolare e a tal proposito Baldazzi racconta: “Il giorno dopo la chiusura positiva della vicenda Ispra, c’è stata una sparuta citazione solo nei titoli del Tg3. Così abbiamo scelto di sentire proprio loro ai nostri microfoni, per un’analisi che reputiamo una sintesi del sistema di comunicazione eccellente”. Dall’Ispra, Emma Persia, ha commentato: “Siamo soddisfatti perché non ci aspettavamo nulla, ci ha seguito una sola rete, il Tg3; aveva cominciato il Tg5 ma poi quando il Tg1 ha sentito Franceschini, spostando l’ attenzione sul versante politico, il Tg5 si è ritirato. Comunque meglio questo che niente, abbiamo vinto grazie ad una battaglia e grazie ad Articolo21”.

L’osservatorio ha già prodotto dei numeri zero, alcuni podcast sono stati messi sul portale. Queste prove hanno già messo sotto osservazione il lavoro fatto dai Tg della sera, il non visto e il sistema della critica alla comunicazione, a partire dai dati. Nei prossimi giorni si deciderà come proseguire, come continuare con questa sperimentazione, che molto probabilmente, troverà sede proprio ad Acquasparta e sede virtuale, naturale, sul portale di Articolo 21. L’Osservatorio – commenta Giulietti – produrrà ogni sei mesi un libro bianco che racconterà quest’Italia non illuminata dalle emittenti radiotelevisive italiane.

Link: articolo21

FonteLibera Informazione

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