Intervista in libreria
Ormai diventata un importante punto di riferimento per i lettori trevigiani, la libreria Lovat si sta facendo conoscere anche in altri territori, con l’apertura negli ultimi anni delle sedi di Padova e Trieste. Incontri con gli autori, laboratori per i più piccoli, conferenze e seminari sono solo alcune delle iniziative che le librerie Lovat propongono ad un pubblico che è sempre più numeroso e desideroso di nuove prospettive. La redazione ha incontrato Carlotta Borghi, responsabile di comunicazione e marketing delle librerie Lovat.
Salve Carlotta. Ci puoi raccontare brevemente come è nata la libreria Lovat e come è cambiata nel tempo?
Buongiorno a tutti. La libreria Lovat nasce 30 anni fa grazie a mio suocero. Infatti tornato in Italia dalla Svizzera, iniziò a lavorare in alcune agenzie e librerie venete finché decise di aprire il Centro Servizi Biblioteche. L’idea era nuova perché si trattava di una libreria che forniva libri e servizi associati, come la schedatura e catalogazione, alle biblioteche. Pian piano lo spazio si ingrandisce spostandosi in varie costruzioni fino a quella attuale a Villorba, dove il centro apre al pubblico. Poi due anni fa i figli hanno preso in mano l’azienda, hanno ristrutturato e riorganizzato la sede di Villorba fino all’apertura del centro di Padova in giugno 2008 e Trieste nell’ottobre 2009. A dicembre dello scorso anno è nata anche Lovat vini e vinili, due prodotti che con i libri pensiamo si leghino molto bene.
Come mai questa ristrutturazione? Perché avete deciso di espandervi in questo modo?
Nella famiglia Lovat c’è sempre stata una grande passione per i libri. Si è sempre lavorato per cercare di portare i libri e la cultura al di fuori dei sistemi tradizionali. Quindi organizzando mostre del libro in comuni dove non ci fossero librerie, proponendo sconti per i clienti finali, portando gli autori a contatto con i lettori. Questa è sempre stata la nostra idea. Creare un format, una nuova piazza, un nuovo contenitore di stimoli, di cultura e di incontro. Dove ci si possa anche divertire ed ascoltare cose diverse dal solito. Quindi per esempio abbiamo creato il Lovat Café, un posto di ritrovo dove scambiare due chiacchiere in un ambiente un po’ originale come può essere una libreria. L’area giochi per i bambini dove ogni settimana facciamo un’attività dedicata a loro, come per esempio le fiabe animate o i laboratori. Un luogo importante dove ci si possa ritrovare.
E le persone rispondo bene a queste nuove iniziative? Hanno successo?
Sì, sicuramente. Soprattutto con i bambini abbiamo grosse soddisfazioni ma devo dire che anche gli adulti rispondono positivamente. La sala incontri è attiva quattro giorni alla settimana e spesso i posti a sedere si esauriscono. Anche quando proponiamo un incontro con l’autore di un libro poco conosciuto o difficile vengono comunque una ventina di persone. C’è movimento, c’è interesse.
Più in generale, come è la situazione al giorno d’oggi? E’ vero che le persone leggono sempre meno?
In Italia sì, sì legge poco. Il mercato del libro in Italia è sempre stato in crisi. E’ un fatto storico.
E personalmente come lo spieghi?
Beh, fino a poco tempo fa’ la Chiesa non permetteva al popolo di leggere. Il potere doveva rimanere nelle loro mani quindi non si promuoveva la cultura, la lettura.
E anche al giorno d’oggi la situazione non è cambiata?
Più che altro non c’è la cultura del libro. Per esempio nei paesi anglosassoni è completamente diverso. La religione era diversa e ti insegnava a leggere ed interpretare i libri sacri, perché è da là come sappiamo che poi è nata la lettura. C’è quindi una tradizione del libro, c’è un investimento in questo senso da parte delle istituzioni. In Italia ancora no. La colpa però è anche dei librai. Fino a pochi anni fa’ le librerie sembravano delle farmacie. Entravi e chiedevi – “Scusi, io vorrei…” – e c’era il libraio, dietro al bancone, che incuteva sempre una certa paura. Mentre negli Stati Uniti, nei paesi anglosassoni, ma anche nei paesi dell’est, è diverso. Si può vedere che in viaggio in autobus, in metropolitana, quasi tutti hanno un libro in mano. Qui non è così.
La famosa crisi economica ha influito in questi ultimi anni sul mercato?
Il mercato come dicevamo prima è sempre stato in crisi. Quindi c’è solo da tirarsi un po’ su, più in giù di tanto non si può andare. E’ noto però che in momenti di crisi la gente si fa più domande e quindi cerca più risposte, chiarimenti, che spesso si trovano attraverso i libri. Poi per le feste, per esempio, con pochi euro puoi fare un bel regalo, importante.
Quindi sei ottimista sul futuro? Sul mercato del libro? Sui lettori?
Sì, io sono ottimista. Secondo me può crescere molto questo mercato. Sicuramente si possono creare nuovi lettori. Infatti diamo molta importanza ai bambini. Un terzo dello spazio delle nostre librerie è dedicato ai libri per ragazzi. Abbiamo un’ampia scelta e cerchiamo di avere di tutto. Così si creano nuovi lettori, appassionandoli fin da piccoli.
E i giovani d’oggi come li vedi? Per esempio pensi che Internet abbia influito in qualche modo?
I giovani d’oggi, o almeno una parte, la vedo molto sensibile ed interessata, soprattutto a tematiche sociali e ambientali. Internet sicuramente ha aiutato visto che si legge di più. E quando si legge di più, ci si fa più domande, si cercano più approfondimenti, ci si appassiona.
In quanto alle librerie Lovat, avete progetti per il futuro?
Beh abbiamo appena aperto le due nuove sedi. Di idee ce ne sono tantissime solo che per ora abbiamo fatto questo grosso passo, anche economico, di aprire queste tre grandi librerie e la vineria, quindi per ora pensiamo a far girare tutto bene e a valorizzare ciò che abbiamo. Poi se tutto andrà bene, di idee ce ne sono davvero tante.
Da appassionata di libri quali sei, ce ne suggerisci uno che ti ha colpito? Che magari ti ha cambiato la vita?
Ce ne sono tanti! Un libro che mi ha fatto tornare il piacere di leggere a 15 anni è la “Cripta dei Cappuccini” di Joseph Roth, proprio per il modo in cui è scritto. Me lo ricordo perché dopo di quello, leggevo un libro a settimana. Poi mi viene in mente “Il vento è mia madre” di Bear Heart, che è sicuramente uno di quei libri che possono cambiarti la vita, o per lo meno migliorartela.
Link: Librerie Lovat



25. mar, 2010 







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