Lambro dolosamente ucciso
Martedì 23 Febbraio 2010 si è verificato l’ennesimo disastro ambientale. La marea nera che si è riversata sul Lambro proveniva dai serbatoi della raffineria Lombarda Petroli a Villasanta, in provincia di Monza. Circa 10 milioni di litri di gasolio e olio combustibile hanno invaso il letto del fiume. L’onda nera di petrolio, che dal fiume Lambro si è riversata nel Po, ha raggiunto negli ultimi giorni i comuni della provincia di Parma. In un primo momento la marea era stata contenuta dal depuratore di Monza San Rocco, che ha contribuito a contenere i danni, ma gli oli hanno comunque inquinato il Lambro e parte del Po. Alle 19.15 di sabato sera la centrale Enel Green Power di Isola Serafini, a Monticelli d’Ongina (Pc), ha interrotto ogni attività per permettere l’apertura delle paratoie inferiori in modo da far defluire l’acqua dal basso e trattenere così la macchia oleosa.
La quantità di idrocarburi che ha inquinato il fiume è nettamente superiore alla capacità delle cisterne dichiarata dalla ditta (2500 metri cubi). Si pensa quindi al danno doloso. La raffineria ad oggi funge da deposito; all’interno sono rimasti 17 operai, di cui 12 sono andati in cassa integrazione. La notte del disastro l’unico presente all’interno della raffineria fino alle 3.30 era un guardiano, che testimonia di non aver notato nessun movimento sospetto. Per questo l’ora del reato è da ricondurre alle quattro, quando il guardiano ha finito il suo turno. Il perimetro è comunque controllato costantemente da telecamere per cui è da pensare che dietro ad un tale colpo ci sia una mano molto esperta.
I danni creati al fiume ammontano a milioni di euro, che dovranno essere stanziati dalla ditta come risarcimento, una volta dimostrata la loro colpevolezza. In prefettura è stato attivato lo stato di crisi: centinaia di vigili del fuoco e la protezione civile sono schierati sulle rive muniti di enormi spugne assorbenti e polveri gettate in acqua per provare a distruggere, o quantomeno rimpicciolire, un quantità d’olio e gasolio che riempirebbero 670 autocisterne parcheggiate una dopo l’altra. Gli interventi che hanno riguardato il fiume Lambro si sono concentrati principalmente sulla pulizia degli argini del fiume dagli idrocarburi, sul recupero della fauna colpita dall’emergenza e sull’apertura di accessi ai mezzi operativi per il recupero delle sostanze inquinanti. Il presidente della Provincia di Piacenza, Massimo Trespidi, ha emesso un’ordinanza per interdire immediatamente l’attività di pesca lungo il Po nel tratto tra il comune di Calendasco, a monte della foce del Lambro, fino al comune di Villanova d’Arda, alla fine del tratto di Po di competenza piacentina.
Una pastiglia di carbone attivo da somministrare subito agli animali per far loro smaltire la tossicità degli idrocarburi, una confezione di olio di vasellina per pulire le zone glabre come zampe, becco, occhi e orecchie, garze e un paio di guanti di lattice. È il contenuto del kit di pulizia e di primo soccorso dei volatili che la Lipu di Reggio Emilia sta distribuendo da qualche giorno ai centri di coordinamento degli operatori che sono a lavoro per fronteggiare l’emergenza. Intanto, al centro Lipu di Reggio, almeno una ventina di volontari sta facendo i turni anche di notte, per garantire l’accoglienza degli animali 24 ore su 24. Malgrado tutte le cure e precauzioni che si prenderanno, in seguito alla futura bonifica dell’alveo del fiume si creerà inesorabilmente un “deserto biologico” che sarà la piaga dell’ecosistema per molto tempo. A tal proposito, anche la Lega Italiana Protezione Uccelli- BirdLife Italia si costituirà parte civile contro i responsabili del disastro ambientale. A rischio molte specie che popolano le rive del Po quali aironi, gabbiani e cormorani ed infatti già si è vista almeno una decina grandi macchie oleose contenenti pesci ed uccelli morti.
La Lipu Ferrara diffonde infine queste indicazioni di massima in caso di ritrovamento di animali ricoperti da petrolio e affini:
1) Raccogliere l’animale delicatamente ma con fermezza utilizzando un paio di guanti da lavoro
2) Riporlo dentro uno scatolone BEN AREATO e di dimensioni poco più grandi dell’animale stesso (questo per evitare che agitandosi si possa procurare altri danni)
3) NON DARE ASSOLUTAMENTE NULLA DA MANGIARE (per evitare che gli idrocarburi vengano inavvertitamente ingeriti)
4) Portarlo al più presto presso il Centro di Recupero più vicino.



01. mar, 2010 







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