Lettera agli adulti

Scrivo a quella generazione di adulti che rimprovera a noi “giovani” di essere fiacchi, pigri, futili nei nostri desideri, capricciosi, svogliati.
Scrivo a quella generazione di adulti che vuole cambiamento, novità e ci accusa di non prenderci le nostre responsabilità.
 Scrivo a quella generazione di adulti che è talmente terrorizzata da non riuscire neanche a formulare la domanda più giusta, l’unica domanda: “Cosa abbiamo fatto dei nostri ragazzi?”.
 Scrivo a quella generazione che ci ha insegnato che ogni differenza è malattia, ogni sofferenza è vana, ogni volontà di cambiamento stupida; quella generazione che ci ha fatto sentire inadatti, strani nei nostri dolori, nella nostra creatività, nei nostri turbamenti di fronte a un mondo che non ci piaceva; quella generazione che ha permesso che ogni problema venisse risolto con un “antidepressivo”; quella generazione che non ha visto nella nostra lotta, nella nostra insoddisfazione un principio di nuova vita, ma solo un principio di morte per la sua cultura.

Ora, mentre ci date antidepressivi, insegnandoci che tutto è bene così, che niente vale la pena di essere cambiato e che quindi, caso mai qualcuno lo pensasse, significherebbe solo che è incapace di stare al mondo senza metter minimamente in discussione le sue di ragioni; dopo che ci avete levato la lotta, la gioia del percorso; dopo che ci avete insegnato a fingere, a non ascoltarci, a diffidare di noi stessi e a fidarci invece sempre e solo ciecamente degli altri, della tv, dei giornali…mentre fate tutto ciò reclamate alla nostra generazione un approccio “critico” ai problemi, ci chiedete di sostenere in maniera “creativa” il vostro mondo, ci chiedete niente di più che essere delle macchine con un bel sorrisino e…guai a versare lacrime, guai!

Solo agli artisti è dato di contestare l’occidente, loro sono sempre un pò “al di là” e si sa che un grande impatto sulla realtà non ce l’hanno…e stanchi forse si chiuderanno in circoli privati, stanchi fuggiranno.
 Solo ai depressi è dato dire che forse qualcosa non va, un brivido percorre chiunque non gli stia attorno, quel brivido che sa di verità. 
Con gli antidepressivi state uccidendo i vostri figli, state uccidendo ogni cambiamento, ogni cosa che ancora non sapete e non potete controllare, state salvando una visione del mondo, ma solo la vostra; drogando i vostri figli, chiudete gli occhi su ciò che in voi non vuole cambiare, su ciò che di voi non volete sentire; lentamente insegnate abilmente come morire. 
Chiunque avverta quella gabbia stringente in cui si trova, viene isolato, non ascoltato, deriso. Peccato, si dovrebbe vedere in lui quel germe di cambiamento. 
Pensate di pensare a noi nei mille talk-show che affollano le nostre tv, pensate di pensare a noi con i mille articoli, con i mille farmaci?
Veramente ci ascoltate?
Parole nuove, potenti, parole di cambiamento, di vita…dove sono?

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2 Risposte a “Lettera agli adulti”

  1. Flaminia Ripani

    Mille volte grazie Cesare! scusa per aver risposto tardi, ma mi trovo fuori dall’italia in questo periodo e sono un po’ disorientata=)
    per sentirci, certo quando vuoi!

  2. Complimenti davvero per i tuoi articoli! Perchè non mi scrivi, se hai tempo? E’ da tanto che non ci sentiamo! Mandami la tua e-mail, se vuoi.
    Cesare