Pagina bianca, tabula rasa

In questi giorni sempre più spesso mi è capitato di imbattermi in articoli di giornale, blog e pubblicazioni su internet riguardanti quella che già viene chiamata “legge bavaglio”.  Non c’avevo fino a ieri prestato troppa attenzione, non perché l’argomento non mi interessi, ma perché una vena di pessimismo riguardo il mio Paese è nata da qualche anno in me ed è finita per diventare sempre più grande, al punto che non riuscivo quasi più a preoccuparmi per le questioni che riguardavano il subdolo mutamento della nostra giovane repubblica, il rovesciamento dei valori che dovrebbero essere parte fondante di un Paese civile, la perdita di capacità di pensiero dell’opinione pubblica. L’ho iniziata a vedere come una deriva lenta ed inesorabile.

Una cosa, anzi due, hanno però riacceso qualcosa nella mia mente. Un misto tra paura, disgusto, sensazione di vivere qualcosa già vissuto o meglio, letto da qualche parte. La prima cosa è stata la pagina di apertura di un quotidiano nazionale, ieri. Un foglio completamente bianco. Non vi era scritto nulla sopra, se non il nome della testata stessa; nulla più. La spiegazione sul retro: quelle sarebbero le notizie rilevanti per l’opinione pubblica se la legge bavaglio dovesse superare il vaglio della Camera. Sicuramente il gesto è provocatorio, ma efficace. Una pagina bianca a significare l’assenza di informazione, di pensiero, di parola, di libertà. Perché nell’ignoranza non può esservi libertà.

Ed ecco la seconda cosa. Mi è tornato alla memoria un libro letto anni fa. Una frase in particolare: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”. E una scena. Gli animali della fattoria spiano nelle finestre della casa e vedono i loro capi, i maiali, trattare con i loro nemici, gli uomini. E con orrore notano che non riescono più a distinguere i maiali dagli uomini. Tragico epilogo di quella che doveva essere la rivincita degli animali sugli uomini. Forse il paragone non è così chiaro o azzeccato, ma questi animali durante tutto il libro si fidano ciecamente dei loro capi. Si ribellano alla tirannide del padrone, l’uomo, creano una loro Costituzione, danno il governo ai maiali, che tra loro sono i più brillanti ed intelligenti. Pian piano però, la Costituzione cambia, chi la pensa diversamente viene isolato, i maiali promettono uguale dignità a tutti, ma voltano subdolamente le spalle agli animali di cui non hanno più bisogno. Un cambiamento sottile ma continuo. E alla fine la situazione non è più tanto diversa dal principio.

Una pagina bianca. Una mente bianca. Incapace di pensare, di farsi un’opinione. Perché senza notizie, senza pareri diversi da confrontare, senza qualcuno con coi essere d’accordo o meglio ancora, in disaccordo, non si può avere un’opinione che sia propria. Facile, perché è faticoso informarsi, pensare, avere un’idea propria. Ma se questo è quello che vogliamo, dobbiamo già sapere che finiremo nel paese dei balocchi, e verremo venduti come animali da soma.

Se pensiamo che per far sparire il marcio che ci circonda sia sufficiente turarci il naso e chiudere gli occhi, siamo sulla buona strada, altrimenti dovremmo alzare un pelo la voce, prima che sia troppo tardi.

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