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	<title>il Grimaldello &#187; Alin A. Hantig</title>
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		<title>Tutti virtualizzati</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 23:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di virtualizzare le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo. Realtà molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1647" title="3040894815_2e06343996" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/3040894815_2e06343996-200x125.jpg" alt="3040894815_2e06343996" width="200" height="125" />Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di <em>virtualizzare</em> le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo.<span id="more-1835"></span></p>
<p><strong>Realtà molto diverse </strong>tra di loro sono accomunate dal desiderio di &#8220;ottenere di più con meno<strong>&#8220;</strong>. In quest&#8217;ottica un&#8217;azienda che desidera risparmiare deve analizzare le proprie necessità e organizzarsi in modo da avere le risorse adeguate. È inutile che il panettiere locale acquisti un server da qualche decina di migliaia di euro per inviare/ricevere ordini. D&#8217;altra parte una azienda che progetta siti web con 20 impiegati non può farli lavorare a turni su 5 postazioni.<br />
Queste scelte, spesso, non possono essere basate solo sul buon senso. Ci sono aziende che prosperano analizzando la situazione di altre realtà per realizzare la migliore lista della spesa da proporre.</p>
<p><strong>Per capire meglio</strong> l&#8217;uso più comune della <em>virtualizzazione</em> possiamo considerare la seguente situazione:<br />
un&#8217;azienda con 30 impiegati ha una serie di clienti, che vengono registrati con i loro dati – nome, cognome, numero di telefono, ecc. &#8211; su una base di dati che risiede su un server. Per la gestione delle pratiche viene usato un sistema diverso che funziona solo su macchine Linux, di fatto incompatibile con il precedente. A questo punto l&#8217;azienda dovrebbe avere due server operativi nello stesso orario lavorativo.<br />
In alternativa si può usare un unico calcolatore – che non deve essere più potente dei precedenti – dove siano attive entrambe le funzionalità (base di dati e gestionale), ognuna con la sua <em>macchina virtuale </em>indipendente dall&#8217;altra. Si avrà così il 50% di risparmio sul costo iniziale e sulla bolletta elettrica. Inoltre c&#8217;è anche un guadagno d&#8217;<em>efficienza</em>: se la base di dati viene interrogata una volta ogni 20 minuti impegnando la macchina per qualche secondo impatterebbe pochissimo sul gestionale perché questo non ha bisogno di risposte in tempo reale.</p>
<div id="attachment_1631" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1631" title="Esempio divisione parti" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/virtualizzazione.png" alt="Esempio divisione parti" width="400" height="276" /><p class="wp-caption-text">Esempio divisione parti</p></div>
<p>La tecnologia che sta dietro a questo sistema è relativamente semplice. In una visione a livelli, la macchina ospite, ovvero quella dove risiede fisicamente l&#8217;hardware, è alla base. Al livello sopra c&#8217;è la &#8220;piattaforma&#8221; o <em>Hypervisor</em>, software che comunica con il sistema operativo dell&#8217;ospite, reinterpretando le richieste delle macchine virtuali in modo da poterle eseguire correttamente. Infine ci sono gli ambienti virtualizzati. Questi sistemi operativi considerano un calcolatore come se avesse delle caratteristiche che si possono impostare a piacere: spazio sul disco rigido, memoria RAM, schede di rete, scheda audio, unità ottiche. Quindi è possibile impostare dei limiti ben precisi sulle risorse dedicate al singolo ambiente.</p>
<p>La chiave del successo di una soluzione di virtualizzazione rispetto ad un&#8217;altra sta nella &#8220;piattaforma&#8221;. Vista la complessità dei sistemi e le infinite possibili combinazioni hardware è estremamente difficile rendere tale componente efficiente. Per venire incontro alle esigenze degli sviluppatori e degli utenti i costruttori di processori hanno introdotto nei loro prodotti alcune direttive. Queste consentono di aumentare le prestazioni direttamente – maggiore numero di processi che possono essere eseguiti contemporaneamente – o indirettamente – consentendo a sistemi a 32 bit di gestire memoria RAM fino a 64 GB (normalmente ne potrebbero gestire appena 4GB).</p>
<p>Sono due le principali tipologie di &#8220;piattaforma&#8221;:</p>
<ul>
<li>ospitata o Full virtualization</li>
<li>nativa o Paravirtualization</li>
</ul>
<p>Nel primo caso tutte le comunicazioni tra la <em>macchina virtuale</em> ed l&#8217;hardware vengono intercettate dalla &#8220;piattaforma&#8221; per essere interpretate e poi indirizzate ai driver corretti del sistema operativo ospite. Questo tipo di sistema è  facilmente implementabile – basta installare un programma – e consentono di ottenere buone performance. Tra i nomi di maggiore successo c&#8217;è <strong><em>Vmware Inc.</em></strong> che offre soluzioni a tutti i livelli: da versioni gratuite per l&#8217;utente casalingo a quelle per multinazionali.<br />
Nel secondo caso viene ridotta all&#8217;osso la parte di software della &#8216;piattaforma&#8217; così da impattare il meno possibile sui tempi di calcolo. Questa soluzione richiede che il sistema ospite sia stato configurato in modo adeguato. <strong><em>Xen</em></strong> è tra i nomi più conosciuti, nato in ambiente accademico è stato sviluppato come free software sotto licenza GPL2.</p>
<p><strong><em>Per approfondire:</em></strong></p>
<ul>
<li><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_machine" target="_blank">Wikipedia &#8211; La macchina virtuale</a><br />
</em></li>
</ul>
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		<title>WiMax: vita e miracoli</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/wimax-vita-e-miracoli/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[wifi]]></category>
		<category><![CDATA[wimax]]></category>

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		<description><![CDATA[WiMax si pone la sfida di allentare la presa del digital divide &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-515" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax-wireless-connessione-italia-gentiloni.png" alt="wimax" width="200" height="100" />WiMax si pone la sfida di allentare la presa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank"><em>digital divide</em></a> &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine vedremo a che punto è lo sviluppo e le aree coperte al momento.<br />
<span id="more-514"></span></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Introduzione alla tecnologia</strong></p>
<p>4.2 milioni di cittadini italiani (7.5% della popolazione e 32% dei comuni) sono privi di banda larga. WiMax e&#8217; una tecnologia molto flessibile, con una grande efficienza e capacità di trasporto dati. E&#8217; inoltre in grado di supportare comunicazioni punto-a-multipunto e multipunto-a-multipunto (un &#8220;punto&#8221; può essere un&#8217;antenna oppure un apparecchio), diverse tecniche di crittografia ed autenticazione, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QoS" target="_blank">QoS</a> per applicazioni quale VoIP, video, Ftp, ecc. La ciliegina sulla torta è la facilità d&#8217;installazione: basta una antenna.</p>
<p>Come il WiFi, WiMax può funzionare su differenti frequenze. In particolare queste frequenze devono essere concesse in utilizzo dal governo. Quelle messe all&#8217;asta in Italia ed in generale nel Sud Europa, 3.4 e 3.5 GHz, sono diverse da quelle utilizzate in altri paesi quali Gran Bretagna e Stati Uniti dove è stata assegnata una fascia intorno ai 2.5 GHz.<br />
Il problema, se tale si possa chiamare, non è a livello hardware: basta modificare un valore (o un interruttore come quello per scegliere il voltaggio: 120/220 V) e apparecchi proveniente dagli USA funzionerebbero anche da noi. A 2.5 GHz c&#8217;è una migliore propagazione del segnale: una frequenza altissima è simile ad un fascio di luce e quindi può essere fermato da un foglio di alluminio; se invece la frequenza è bassa può attraversare muri più facilmente. Probabilmente WiMax aprirà la strada anche a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LTE_(Long_Term_Evolution)" target="_blank">LTE (Long Term Evolution)</a> come ponte tra tecnologie 3G (UMTS) e 4G. Molte aziende sperano in un&#8217;unione di fatto tra LTE e WiMax e rimangono in attesa prima di lanciare i propri prodotti/servizi.<br />
Persino <strong>Intel</strong>, che ha investito considerevole risorse in questa tecnologia, ritiene che si debba aspettare e vedere come procederanno le discussioni sulle frequenze intorno ai 2.5GHz in Italia. Nel frattempo si impegna ad offrire una piattaforma scalabile per ogni necessità: Intel Centrino 2 può supportare WiFi e WiMax.</p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>WiMax a confronto con HSDPA e WiFi</strong></p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>HSDPA</strong></p>
<p>HSDPA è l&#8217;evoluzione dell&#8217;UMTS, rilasciato dalla 3GPP &#8211; il consorzio internazionale che si occupa di standardizzare sistemi di telecomunicazione. Introduce una serie di miglioramenti rispetto all&#8217;UMTS che consentono di indirizzare in modo veloce i pacchetti dati apportando grossi miglioramenti in una rete con capacità limitata.<br />
Il principale vantaggio di questa tecnologia è data dal fatto che i costi per implementarla sono irrisori. Le strutture sono le stesse già presenti per le reti attuali. Si tratta di aggiornare il software oppure, al massimo, installare dei MODEM specifici.</p>
<p>WiMax è stato pensato (anche) per comunicazioni usando VoIP. Il Mobile WiMax (IEEE 802.16E &#8211; in fase di sviluppo) consentirà all&#8217;utente di essere sempre connesso, anche durante i suoi spostamenti.</p>
<p>La concorrenza sta diventando efferata: se WiMax, nato in &#8220;ambito&#8221; scambio dati si sta spostando verso la telefonia attraverso l&#8217;utilizzo del VoIP, HSDPA invece cerca di fornire banda larga per i dispositivi mobili.</p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>WiFi</strong></p>
<p>WiFi e&#8217; ormai diffuso in tutte le case, uffici, scuole, biblioteche, eccetera; ormai anche le TV hanno schede che consentono una connessione alla rete senza l&#8217;ausilio di fili. Grazie alla standardizzazione promossa dalla Wi-Fi Alliance i prodotti presentano le stesse caratteristiche tecniche ma, a differenza del WiMax, che può funzionare su bande di frequenza con licenza o senza, WiFi funziona utilizzando solo bande senza licenza quindi soggette ad <em>interferenze</em>. Questo impatta negativamente sulla copertura ed anche sulla larghezza di banda. Onde ovviare a questo tipo di problemi, con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11#802.11n" target="_blank">versione &#8220;N&#8221;</a>, è stata introdotta la possibilità di utilizzare più antenne per la ricezione ed invio dati attraverso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MIMO" target="_blank">MIMO</a> (Multiple-input and multiple-output).</p>
<p><img class="size-large wp-image-568 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wifi-contro-wimax-600x185.jpg" alt="wifi-contro-wimax" width="600" height="185" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Confronto copertura Wi</em>Fi e WiMax</p>
<p><strong>Intel</strong> afferma in una brochure: &#8220;WiMAX won’t replace Wi-Fi, but rather will fill in between hotspots and extend your Internet access on the go.&#8221; &#8211; <em>WiMax non sostituirà il WiFi, piuttosto si posizionerà tra hotspot ed estenderà il vostro accesso  ad Internet. </em> E&#8217; quindi possibile creare una rete dove gli utenti finali si connetteranno attraverso WiFi ad Internet (o Intranet) mentre i singoli punti d&#8217;accesso (hotspot) saranno collegati tra di loro attraverso WiMax.</p>
<p><img class="size-full wp-image-592 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax.jpg" alt="Uso WiMax" width="466" height="480" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una rete WiMax</em></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Comparazione</strong></p>
<p>Confronteremo le caratteristiche fondamentali di ogni tecnologia:</p>
<ul>
<li><strong>copertura</strong>: superficie coperta con distinzione tra zone urbane e rurali.</li>
<li><strong>larghezza di banda</strong>: quella massima e quella correntemente disponibile.</li>
<li><strong>investimento iniziale:</strong> necessario per avere una rete funzionante. Vista la scarsa documentazione disponibile verrà fatta una valutazione per ordini di grandezza.</li>
<li><strong>mobilità</strong>: distinzione tra statico (uscendo fuori dall&#8217;area coperta si perde la connessione), nomadico (entrando in un area coperta posso connettermi con le stesse credenziali) e mobile (disponibile virtualmente ovunque).</li>
<li><strong>sicurezza</strong>: disponibilità di protocolli di criptazione ed autenticazione.</li>
<li><strong>QOS (qualità del servizio)</strong>: capacita&#8217; di adattarsi al carico della rete, garantire una certa larghezza di banda in qualsiasi situazione.</li>
</ul>
<p><img class="size-large wp-image-657 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/riassunto-600x242.jpg" alt="Confronto - Riassunto" width="600" height="242" /></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Stato attuale</strong></p>
<p>I <a id="stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX#WiMAX_in_Italia" target="_blank">vincitori della gara</a> d&#8217;appalto per l&#8217;assegnazione delle licenze d&#8217;utilizzo delle bande radio comprese tra i 3.4 e 3.5GHz sono stati pubblicati più di un anno fa dal Ministero delle Comunicazioni. Ai vincitori fu chiesto di impegnarsi entro 30 mesi perché almeno il 60% del territorio controllato fosse coperto. Ecco la situazione 15 mesi dopo.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.linkem.com/max/" target="_blank">Linkem</a></strong></em>, aggiudicatasi le licenze in 13 regioni ed a livello nazionale, elogia i ridotti costi d&#8217;installazione e manutenzione nonché l&#8217;impatto ambientale. Secondo i loro piani raggiungeranno, entro il 2012, 75% della popolazione: 500.000 clienti senza banda larga con un investimento di 200 milioni di euro.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ariadsl.it/" target="_blank">Aria</a></strong></em> è stata tra le compagnie che hanno investito maggiormente nell&#8217;acquisizione delle licenze. Il loro obbiettivo non è quello di coprire l&#8217;intero paese ma di raggiungere chi ne ha bisogno. Le aree coperte possono essere velocemente espanse qualora necessario.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.retelit.it/" target="_blank">Retelit</a></strong></em> opera principalmente nel Centro-Nord. I test eseguiti durante l&#8217;inverno scorso hanno dimostrato, oltre ogni ombra di dubbio, che WiMax non risente di condizioni meteorologiche avverse, come avviene di solito con trasmissioni radio ad alte frequenze. Sono partite delle reti pilota in Emilia e Valtellina con un ampliamento in Lombardia.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.mandarin.it/" target="_blank">Mandarin</a></strong></em>, attiva in Sicilia, si auspica di creare un prodotto molto semplice attorno al quale i rivenditori possano costruire i loro servizi. Il loro modello di vendita prevede l&#8217;apertura di una rete di Mandarin Point (punti di contatto all&#8217;interno di negozi d&#8217;informatica, SKY e piccoli distributori). Un rapporto di 3 Mandarin Point per 5 mila abitanti consentirebbe di fornire l&#8217;assistenza necessaria all&#8217;utente finale in modo veloce.</p>
<p><img class="size-full wp-image-666 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/italia1.jpg" alt="Distribuzione WiMax in Italia - Aprile 2009" width="400" height="479" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Distribuzione delle reti WiMax sul territorio nazionale &#8211; Aprile 2009</em></p>
<p>Dal lato dei produttori di hardware abbiamo:</p>
<p><strong>Samsung</strong> ritiene che la tecnologia sia matura almeno dal 2006. In occasione delle Olimpiadi di Torino è stata utilizzata una rete che si è dimostrata molto affidabile. Anche se WiMax e LTE dovessero confluire, le opportunità ci saranno per tutti, basta saper rispondere alle esigenze del cliente.</p>
<p><em><strong>Alvarion</strong></em> non si limita a considerare il trasferimento di dati o VoIP ma prende in considerazione anche applicazioni machine-to-machine utilizzate da consorzi o distretti scolastici.</p>
<p><em><strong>Alcatel-Lucent</strong></em> cita stime secondo le quali nel 2013 l&#8217;80-90% degli utenti utilizzerà il WiMax per applicazioni fisse o nomadiche, il 20% invece saranno mobili.  WiMax e LTE possono convivere e loro si impegnano a svilupparle in parallelo.</p>
<p>Nel secondo quadrimestre 2008 <em>Infonetics Research</em> <a href="http://www.infonetics.com/pr/2009/cr09.wmx01.nr.asp" target="_blank">ha stimato</a> che Motorola e Alcatel-Lucent contavano da sole i due terzi dell&#8217;equipaggiamento globale WiMax Mobile. Alvarion contava invece un quarto dei dispositivi fissi garantendosi una posizione leader.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: Top Trade Informatica, n°4, anno XVII, pagine 64, 65 66, 67 e 68.</em></p>
<p><strong>Ulteriori Approfondimenti</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.comitatobandalarga.it/index.php" target="_blank"><em>Comitato Banda</em>Larga</a></li>
<li><a href="http://home.intekom.com/satnac/proceedings/2007/papers/access/Paper%2078%20-%20Amimo-Rayolla.pdf" target="_blank"><em>Wireless Broadband: Comparative Analysis of HSDPA vs. WiMAX</em></a></li>
<li><a href="http://www.knightcenter.org/FileUploads/Z6003%20WiMAX%20Overview%20-%20January%202009.pdf" target="_blank"><em>Knight Center of Digital Excellence Resource Center &#8211; WiMAX Overview</em></a></li>
</ul>
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		<title>La tecnologia dei giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 13:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-379" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/young-family-using-internet.jpg" alt="La famiglia su internet" width="200" /> Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  7 e 11 anni e tra 12 e 19 anni. <span id="more-367"></span> Agli intervistati è stato chiesto di rispondere ad alcune domande sulla loro conoscenza ed utilizzo delle tecnologia di ultima ed ultimissima generazione.</p>
<p><strong>Bambini</strong> Il 73,4% degli intervistati dichiara di avere un computer ed oltre la metà afferma di usarlo almeno un&#8217;ora al giorno. In particolare:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</p>
<p>L&#8217;utilizzo di Internet è un altro importante fattore di avvicinamento dei più piccoli alla tecnologia. Più della metà (il 56.3 %) dichiara di utilizzare regolarmente internet:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</p>
<p>L&#8217;età in cui si impara a navigare nella rete è molto diminuita negli ultimi anni. Una buona percentuale dei bambini &#8211; età compresa tra 7 e 11 anni  &#8211; si confronta con Internet già dalle scuole elementari:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;utilizzo della connessione ad Internet si ha una concentrazione principalmente nelle aree di &#8216;trend&#8217; ovvero quelle più gettonate:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
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</object>
</p>
<p>Il 60.6% dei bambini ha a casa una console portatile/videogioco ma solamente il 25.3% dichiara di possedere un televisore al plasma con maxischermo; il 64.2% possiede un televisore tradizionale. Il 32.4% gioca al massimo un&#8217;ora al giorno, contro 19% che gioca tra 1 e 2 ore. Un dato preoccupante è che il 47.6% ha dichiarato di aver giocato con videogiochi non adatti alla propria età, contro il 47% che sostiene il contrario. Un bimbo su 5 afferma di riconoscere che i videogiochi non adatti impattano sul comportamento.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della TV è molto elevato in queste fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5901"></param>
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</p>
<p>Il lettore collegato alla TV viene utilizzato almeno un&#8217;ora al giorno dagli intervistati e, nel 26.5% dei casi, tra 1 ora e 2 ore; 19.8% afferma di non utilizzarlo affatto.</p>
<p>I bambini hanno una propria percezione del grado di conoscenza in ambito tecnologico delle persone che li circondano:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
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</p>
<p><strong>Adolescenti</strong> Appena il 3.2% afferma di non avere il telefono cellulare e il 5.4% un personal computer. Gli adolescenti ascoltano musica utilizzando il proprio lettore MP3 almeno un ora al giorno nel 39.2% dei casi contro il 9.3% nel caso dei bambini.</p>
<p>Per quanto riguardo l&#8217;utilizzo del lettore DVD le percentuali sono del tutto simili nelle due fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Gli adolescenti trascorrono anche più tempo in Rete:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Il periodo in cui si iniziano a fare i primi passi nell&#8217;intricato mondo di Internet risale, in entrambe le fasce d&#8217;età, a circa 4 anni fa. Questo rende i bambini molto più precoci dei ragazzi:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5907"></param>
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</object>
</p>
<p>Gli adolescenti tendono ad utilizzare la Rete per ricercare informazioni di interesse, scaricare musica, guardare video, mantenersi in contatto con altri e prendere confidenza con l&#8217;acquisto di prodotti online:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
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</object>
</p>
<p>Cambia anche la percezione dell&#8217;alfabetizzazione informatica delle persone vicine. Il personale docente risulta &#8220;abbastanza&#8221;o &#8220;molto&#8221; preparato nel 48.1% e nel 10.2% dei casi. La divisione tra i genitori vede come vincitore ancora una volta il padre. I nonni invece vengono visti, nell&#8217;84.9% dei casi, come totalmente all&#8217;oscuro delle tematiche informatiche.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: TopTrade Informatica, n° 3, anno XVII, pagine 40 e 41.</em></p>
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		<title>Il Sole dell&#8217;Oracolo</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/il-sole-del-oracolo/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 20:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[sun]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Oracle Corporation (Oracle DB), in un communicato stampa, ha dichiarato di voler acquisire Sun Microsystems (Java e Solaris) per $ 7.4 miliardi. Il principale obiettivo è di entrare nel competitivo campo del corporate computing (capacità di calcolo per ambienti con &#62;1000 utenti) cercando di sottrarre quote di mercato al leader I.B.M. Voci dell&#8217;acquisizione di Sun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-216" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/sunoracle2.png" alt="sunoracle2" width="200" height="100" />L&#8217;Oracle Corporation (Oracle DB), in un <a href="http://www.oracle.com/us/corporate/press/018363" target="_blank">communicato stampa</a>, ha dichiarato di voler acquisire Sun Microsystems (Java e Solaris) per $ 7.4 miliardi. Il principale obiettivo è di entrare nel competitivo campo del <em>corporate computing</em> (capacità di calcolo per ambienti con &gt;1000 utenti) cercando di sottrarre quote di mercato al leader I.B.M.<span id="more-145"></span></p>
<p>Voci dell&#8217;acquisizione di Sun da parte si Oracle si sono susseguite per diversi mesi da fonti più o meno attendibili. Pare però che la compagnia ideatrice della diffusissima piattaforma Java fosse conducendo accordi con I.B.M. ma le trattative si sono interrotte; la causa potrebbe essere l&#8217;abbassamento dell&#8217;investimento di Big Blue da $10/azione a $9.4. Due settimane dopo arriva l&#8217;annuncio ufficiale dell&#8217;acquisizione. Oracle ha offerto $9.5 per azione.</p>
<p>Da una parte c&#8217;è l&#8217;<strong>Oracle Corporation</strong> è considerato uno dei leader nella realizzazione di prodotti a livello <em>corporate</em>, in particolare sistemi per la gestione della basi di dati (DBMS). Nel 2007 Oracle fu stimata come la <a href="http://www.softwaretop100.org/" target="_blank">terza maggiore azienda</a> realizzatrice di software dopo Microsoft e I.B.M. Il reddito netto a fine 2008 è stato di circa $ 5.5 miliardi. Questa acquisizione è l&#8217;ultima di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oracle_Corporation#Oracle_acquisitions" target="_blank">lunga lista</a> che permetterà ad Oracle di creare un pacchetto servizi completo per le aziende.</p>
<p>Dall&#8217;altra c&#8217;è la <strong>Sun Microsystems</strong>, famosa in tutto il mondo per la piattaforma Java. L&#8217;azienda della <em>Silicon Valley </em>produce anche server e workstation basati su CPU proprietarie, ha realizzato e supporta il sistema operativo SunOS e Solaris &#8211; utilizzati su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unix" target="_blank">architetture UNIX</a>. Il redditto netto a fine 2008 è stato di circa $403 milioni. Seppure fosse considerata da molti una compagnia &#8216;moderna&#8217; Sun stava iniziando a soffrire la crisi. L&#8217;investimento da parte di Oracle è stato un vero e proprio toccasana per l&#8217;azienda.</p>
<div id="attachment_149" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><img class="size-full wp-image-149" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/snap_chart_bufferasp.png" alt="Andamento Borsa SUN" width="188" height="160" /><p class="wp-caption-text">Andamento Borsa SUN </p></div>
<div id="attachment_150" class="wp-caption alignright" style="width: 198px"><img class="size-full wp-image-150" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/snap_chart_bufferasp_oracle.png" alt="Andamento Borsa ORACLE" width="188" height="160" /><p class="wp-caption-text">Andamento Borsa ORACLE</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Vediamo qui l&#8217;andamento in borsa delle due aziende. L&#8217;andamento delle azioni della Sun è chiaro. Per quanto riguarda l&#8217;Oracle c&#8217;è stato un po&#8217; di sconcerto iniziale ma dopo che le vere intenzioni sono venute a gala il valore delle azioni ha ricominciato a crescere.</p>
<p>L&#8217;azienda che nascerà da questa acquisizione avrà la possibilità di fornire delle soluzioni complete per imprese molto grandi. Grazie alla capacità della Sun di fornire l&#8217;hardware ed il sistema operativo sottostante, Oracle può aggiungere il suo sistema di gestione delle basi di dati e software <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enterprise_Resource_Planning" target="_blank">ERP</a> . Quindi sarà un prodotto <em>end-to-end</em> completo.</p>
<p>Non essendo ancora passato il periodo di crisi per fare fronte ai costi di acquisizione ed adeguamento una taglio del personale sarà sicuramente necessario. I dirigenti delle due compagnie non hanno fatto commenti a tal proposito ma analisti del settore ritengono che almeno 10.000 lavoratori Sun &#8211; dei circa 30.000 &#8211; saranno mandati a casa.</p>
<p>Per l&#8217;utente &#8216;normale&#8217; non ci saranno cambiamenti: la piattaforma Java è stata valutata dall&#8217;Oracle come uno dei principali software acquisiti. Si spera quindi che continuino a supportarlo anche in futuro.</p>
<p>Link: <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/21/technology/companies/21sun.html" target="_blank">www.nytimes.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La baia affonda?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 17:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[thepiratebay]]></category>
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		<description><![CDATA[A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le major. Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-139" title="piratebay" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/piratebay-200x200.jpg" alt="piratebay" width="200" height="200" />A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le <em>major</em>. <span id="more-125"></span></p>
<p>Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; sulla pagina principale del portale compare la scritta <em>Don&#8217;t worry &#8211; we&#8217;re from the internets. It&#8217;s going to be alright. <img src='http://www.ilgrimaldello.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </em>- il processo costituirà un precedente che, probabilmente, porterà a processi &#8211; e condanne &#8211; del tutto simili.</p>
<p>Normalmente il principale argomento della difesa consiste nel sostenere che non viene ospitato alcun tipo di materiale sul proprio portale. Nel caso di questo processo la decisione della corte verte sul fatto che il portale fornisce i mezzi, in particolare un motore di ricerca, ed ospita i file <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BitTorrent#Il_file_.torrent" target="_blank">torrent</a> utilizzati poi dagli utenti per scambiarsi materiale coperto, in buona parte, da diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Il portale è stato al centro di accuse a livello internazionale da parte delle <em>major</em> che sono state <a href="http://thepiratebay.org/legal" target="_blank">ridicolizzate</a> dagli accusati in più occasioni. Nel corso di un raid da parte della polizia svedese il principale server del portare fu confiscato. Da quel momento in poi, dopo una raccolta fondi da parte degli utilizzatori del sito stesso, il portale è ospitato su più server contemporaneamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://torrentfreak.com/images/tpb-museum.jpg" alt="Server TPB in museo" width="400" height="225" /></p>
<p>Il National Museum of Science and Technology svedese ha acquistato il server confiscato &#8211; per $ 243 &#8211; espondendolo nell&#8217;ala dedicata alle macchine che hanno cambiato la vita all&#8217;umanità.</p>
<p>Un&#8217;analista della <em>Forrester Research Inc.</em> sostiene che la conclusione del processo non avrà un impatto &#8220;considerevole&#8221; sulla pirateria informatica. Gli utenti utilizzano un insieme di tecnologie per lo scambio di musica, video, immagini, ecc. come streaming o servizi di messaggistica immediata che sono molto più difficili da tracciare.</p>
<p>La domanda però rimane: dopo Kazaa, Napster e Grokster è arrivata l&#8217;ora di PirateBay.org?</p>
<p>Link: <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/18/business/global/18pirate.html">www.nytimes.com</a></p>
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