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	<title>il Grimaldello &#187; L&#8217;arca</title>
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		<title>Quando Due è meglio di Uno</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 06:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei principi fondamentali che nessun cristiano si sognerebbe mai di mettere in discussione è quello di riconoscere il Cristianesimo, e di conseguenza l&#8217;Ebraismo, come una religione monoteista. D&#8217;altra parte il primo dei dieci comandamenti è conosciuto da tutti e viene recitato più o meno come &#8220;Io sono il Signore, tuo dio, non avrai altro dio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2739" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/quando-due-e-meglio-di-uno/dei/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2739" title="dei" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/dei-200x136.jpg" alt="" width="200" height="136" /></a>Uno dei principi fondamentali che nessun cristiano si sognerebbe mai di mettere in discussione è quello di riconoscere il Cristianesimo, e di conseguenza l&#8217;Ebraismo, come una religione monoteista. D&#8217;altra parte il primo dei dieci comandamenti è conosciuto da tutti e viene recitato più o meno come &#8220;<em>Io sono il Signore, tuo dio, non avrai altro dio all&#8217;infuori di me&#8221;. </em>Leggendolo con attenzione, solamente quest&#8217;ultimo basterebbe per accorgersi che viene implicitamente affermato che esistono quindi altre divinità nel mondo. Secondo il senso che gli viene comunemente associato, se il Signore fosse stato veramente l&#8217;unico non avrebbe dovuto avere la necessità di specificarlo.</p>
<p>Questi semplici passaggi logici diventano comunque inutili se li paragoniamo alla vera natura di Dio che traspare da una lettura attenta e genuina della Bibbia. Una fondamentale differenza che il Cristianesimo ha eliminato, ma che per esempio i rabbini conoscono seppur con altri significati, è quella tra la figura di DIO e quella del SIGNORE DIO (o Signore solamente). Si può facilmente notare nella Bibbia quando viene usata una oppure l&#8217;altra; in inglese c&#8217;è GOD oppure LORD, in tedesco GOTT oppure HERR. Questi non sono solo due diversi nomi di un&#8217;unico dio, ma due entità ben distinte che hanno caratteristiche proprie e operano in modo diverso.</p>
<p><strong>DIO</strong> in ebraico è &#8216;ELOHIYM che si potrebbe interpretare in geroglifici come &#8220;L&#8217;energia che cresce ed è sempre più in là&#8221;. E&#8217; una parola di per sé molto strana visto che è plurale ma considerata singolare all&#8217;interno del testo, quanto ad indicare le molteplici forme di un&#8217;unica essenza. Il dio creatore della Genesi, che fa esistere il cielo e la terra, è quindi il divenire, il giungere sempre avanti, quello che noi contemporanei chiameremmo il futuro, e non certo un uomo con la barba bianca.<br />
&#8220;E questo cosa c&#8217;entra con me?&#8221;, potrebbe chiedere qualcuno. Innanzitutto la tua realtà cambia quando ti accorgi che non è il passato a creare il mondo e a dare le vere risposte ai tuoi &#8220;perché&#8221;, ma è il futuro. Passare da una prospettiva causale ad una finalista (a che fine succede tutto ciò?) permette di rivalutare un sacco di parole e situazioni a cui non si sa comunemente dare una spiegazione soddisfacente. Perché esiste lo Stato Italiano? Perché è così importante il matrimonio? Perché ho preso l&#8217;influenza? Perché faccio un lavoro che non mi piace? Cercare le risposte a queste domande con lo sguardo rivolto al futuro permette di cogliere un senso più profondo e apre la mente per un reale cambiamento della persona.<br />
&#8216;Elohiym, la dimensione del divenire, il futuro, è dentro ogni essere vivente perché in ogni essere vivente è ciò che viene dopo. E&#8217; la sua strada. Sono le sue possibilità. Sono le opere e le scoperte che farà. Perché tutto questo ogni giorno crea il mondo.</p>
<p><strong>IL SIGNORE DIO</strong> è invece nella Bibbia il più conosciuto YAHWEH. In geroglifici ebraici si potrebbe tradurre come &#8220;Colui che rende visibile la vita invisibile e la blocca nella forma che le ha dato&#8221;. E&#8217; infatti il dio che plasma concretamente l&#8217;umanità dalla polvere e, a differenza di Elohiym, è il dio del presente, dell&#8217;essere, delle cose come stanno, è &#8220;l&#8217;arconte di questo mondo&#8221; come lo chiama Gesù. Andando a leggere la Bibbia si scopre che è Yahweh che vieta all&#8217;uomo l&#8217;albero della conoscenza, che caccia l&#8217;umanità dall&#8217;Eden, che opprime Caino, che fa crollare la torre di Babele, che provoca il diluvio (mentre è Elohiym a salvare Noè), che indurisce il cuore del Faraone in Egitto e così via. Yahweh è infatti il dio dei divieti, delle regole, dei limiti che in quanto tali devono essere superati dall&#8217;uomo, una creatura che il Signore Dio ama profondamente sebbene gli provochi grandi frustrazioni e preoccupazioni. Yahweh è infatti un Dio iniziatore. Impone delle regole all&#8217;umanità perché vuole che vengano superate; solo in questo modo il mondo può cambiare, l&#8217;umanità può crescere ed evolversi in nuove forme d&#8217;essere. Lo stesso Gesù sembra spiegarlo molte volte quando dice per esempio &#8220;I peccati di questa donna le vengono perdonati, perché lei ha molto amato; chi invece ha poco da farsi perdonare, è perché ama poco&#8221;.</p>
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		<title>I libri sacri</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'arca]]></category>
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		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Bibbia e i vangeli cristiani, il Corano islamico, i Veda induisti, la Torah ebraica&#8230;questi e molti altri sono i testi sacri su cui si basano le varie religioni del mondo. Ma che cos&#8217;è un libro sacro e perché si dice tale? Vista la mia scarsa preparazione nelle religioni fuori da quella occidentale, mi limiterò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2111" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/01/i-libri-sacri/libro/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2111" title="libro" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/libro-167x250.jpg" alt="" width="167" height="250" /></a>La Bibbia e i vangeli cristiani, il Corano islamico, i Veda induisti, la Torah ebraica&#8230;questi e molti altri sono i testi sacri su cui si basano le varie religioni del mondo. Ma che cos&#8217;è un libro sacro e perché si dice tale? Vista la mia scarsa preparazione nelle religioni fuori da quella occidentale, mi limiterò a considerare solamente quella cristiana, anche se penso che lo stesso ragionamento si possa tranquillamente applicare anche agli altri testi sacri.</p>
<p>Quando in un luogo accade un &#8220;miracolo&#8221;, o un&#8217;apparizione, le autorità religiose si apprestano subito a recintare la zona. Non lo fanno per proteggere il posto dalla folla curiosa, come si potrebbe pensare, ma al contrario per proteggere la gente dall&#8217;energia e dalla &#8220;sacralità&#8221; di quel che è accaduto (se non ci credete, chiedetelo al vostro parroco). Questo è quello che succede tutte le volte che si ha a che fare con una religione e le sue interpretazioni. Sacro deriva dal latino sacrum e significa &#8220;venerabile&#8221; e allo stesso tempo &#8220;temibile&#8221;, ma non a caso la sua radice indoeuropea è la parola sak che significa &#8220;separazione&#8221; e &#8220;recinto&#8221;. Le autorità religiose si vedono sempre costrette a definire un libro sacro quando il suo potere continua ad essere percepibile ed indispensabile alle persone per lungo tempo.</p>
<p>Come gli altri testi sacri, anche la Bibbia presenta due caratteristiche:<br />
- quando si inizia a leggere e ad imparare qualcosa si inizia nello stesso momento a disimparare tutto ciò che la tradizione religiosa cristiana ci insegna e ci fa credere, come pure la morale corrente;<br />
- il libro in questione è un libro che tutti i fedeli credono di conoscere, ma appena iniziano a leggerlo si accorgono di non saperne nulla; e il modo migliore per non saperne nulla è proprio pensare di conoscere già quello che dice.</p>
<p>A dimostrazione di quest&#8217;ultima caratteristica, provate a chiedere a tutti i cristiani che conoscete chi sia Seth nella Bibbia. Figlio di &#8220;Adamo&#8221; ed &#8220;Eva&#8221;, fratello di Caino e Abele, è presente a pagina 4 della Bibbia. Pochi arrivano a leggere personalmente così &#8220;avanti&#8221; e si affidano alle istituzioni religiose per avere delle spiegazioni spesso fuorvianti e di difficile comprensione. Paolo di Tarso scriveva invece: &#8220;Propter nos scripta sunt&#8221; (Sono state scritte per noi). Non vi è infatti modo migliore di leggerle se non chiedendosi continuamente &#8220;io cosa c&#8217;entro con tutto ciò&#8221; e cercando coraggiosamente la risposta. Un libro è quindi sacro quando parla personalmente di ognuno di noi, quando quello che c&#8217;è scritto si riferisce proprio alla nostra vita, alla nostra famiglia, al nostro lavoro.</p>
<p>Fin dalla nascita del cristianesimo (ufficialmente intorno al IV secolo) non si può dire che l&#8217;istituzione ecclesiastica abbia fatto male il suo lavoro. Essendo appunto un&#8217;istituzione, si è premurata di tenere ben lontano dalla portata della gente il grande potere che scaturisce dalla Bibbia prima e dai vangeli poi. Troppo grande sarebbe stato il cambiamento nell&#8217;uomo se avesse compreso e messo in pratica gli insegnamenti dei patriarchi e di Gesù. Talvolta questo occultamento serviva per proteggere i testi stessi, in attesa di tempi migliori; molto più spesso invece, serviva per proteggere l&#8217;istituzione religiosa dalle critiche e accuse che era ben facile muoverle contro se quei testi si fossero letti veramente. Non è un caso se fino a due secoli fa tra i libri messi all&#8217;indice dalla chiesa, e quindi fortemente sconsigliati, ci fosse anche la Bibbia.</p>
<p>E&#8217; solo esponendoci in prima persona che possiamo trovare un nostro personale senso ai libri sacri, alle loro parole  e alle storie che narrano. Troppo spesso vengono percepite come lontane nel tempo, in luoghi della Terra che non abbiamo mai visto né vedremo. Al contrario invece parlano di tutti noi, qui e ora. Solo così potremmo accorgersi che, nella Bibbia, Dio non è solo uno, Adamo non è un maschio, Eva non è una donna, la &#8220;costola&#8221; non esiste, Caino non è un cattivo e Abele un buono, l&#8217;arca non è una barca e il diavolo non è una creatura con le corna e le coda. Ma queste sono altre storie&#8230;</p>
<p>Alla prossima settimana.</p>
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		<title>Un&#8217;arca personale</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 23:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fin dalla più tenera età, ad ognuno di noi è stata raccontata la storia di Noè e della sua gigantesca barca di legno piena di animali. All&#8217;asilo venivamo assillati con la storia dei leocorni scomparsi. Da grandi, navi spettacolari salvano l&#8217;umanità dall&#8217;estinzione in emozionanti spettacoli cinematografici. Ma è veramente di questo che si parla nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1898" title="Arca di Noè con picchio" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/arcadinoe1-200x150.jpg" alt="Arca di Noè con picchio" width="200" height="150" />Fin dalla più tenera età, ad ognuno di noi è stata raccontata la storia di Noè e della sua gigantesca barca di legno piena di animali. All&#8217;asilo venivamo assillati con la storia dei leocorni scomparsi. Da grandi, navi spettacolari salvano l&#8217;umanità dall&#8217;estinzione in emozionanti spettacoli cinematografici. Ma è veramente di questo che si parla nella Bibbia?</p>
<p>La parola usata nel libro sacro comunemente tradotta in arca è <em>thebah </em>e significa &#8220;parola&#8221;, &#8220;linguaggio&#8221; (una possibile traduzione letterale potrebbe essere &#8220;Il senso più alto delle cose invisibili&#8221;). Quella che costruì Noè non era quindi una nave carica di coppie di animali diversi; molto più seriamente era un suo personale linguaggio, un suo sistema di valori e parole che avessero un reale significato per la sua vita. Le coppie di parole erano tali per essere fertili, per ridefinire il suo mondo e far nascere il nuovo.</p>
<p>Certo questo cambia non poco le cose. Non è Dio a scatenare di propria mano il diluvio ma Noè stesso. Scegliendo le sue parole, Noè crea un suo spazio, un suo modo di vivere, troppo diverso dal mondo stesso perché potesse trovarvi posto. E&#8217; così che produce il superamento, l’annientamento del mondo di cui prima d’allora Noè era riuscito ad accontentarsi. Durante il diluvio nessuno muore, ma tutti possono rinascere.</p>
<p>Spiegato in questi termini può sembrare impossibile ma non è poi una cosa così difficile da sperimentare nella propria vita. Quante volte ci siamo sentiti cresciuti, maturati, tanto che ci risultava faticoso tornare a parlare delle vecchie questione con le solite persone? In noi stava avvenendo un vero e proprio diluvio; crescevamo e tutto ciò che non aveva più significato per noi restava sotto. Così dovrebbe essere ogni giorno, così dovrebbe essere per tutte quelle cose di cui non riusciamo più a trovare un valore per noi stessi, che non ci significano più nulla.</p>
<p>Solo in questo modo scompaiono i cliché, i tabù, le false istituzioni, i ruoli, le classi, le gerarchie e i pregiudizi su ciò che ancora ignoriamo. Ed è proprio ciò che questa rubrica cercherà di fare nel suo piccolo. Con l&#8217;aiuto di quei capolavori di filosofia e psicologia che sono le nostre religioni (nessuna esclusa&#8230;) si cercherà di scorgere l&#8217;essenza delle cose, le parole importanti per la nostra vita. Perché ognuno di noi possa costruirsi la sua personalissima arca.</p>
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