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	<title>il Grimaldello &#187; Little Italy</title>
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		<title>Enorme potenziale esplosivo nella proibizione del crocifisso</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:21:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’Italia e dieci altri paesi europei cercano di far revocare alla Corte europea dei diritti dell’uomo il divieto di esporre i crocifissi nelle scuole pubbliche. La settimana scorsa sono iniziate le negoziazioni e la sentenza può portare conseguenze per tutta l’Europa.
In Italia il caso Lautsi è diventato dinamite pura, scatenando l’offensiva del governo e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3305" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/07/enorme-potenziale-esplosivo-nella-proibizione-del-crocifisso/croce/"><img class="alignleft size-large wp-image-3305" title="croce" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/07/croce-600x399.jpg" alt="" width="250" height="166" /></a>L’Italia e dieci altri paesi europei cercano di far revocare alla Corte europea dei diritti dell’uomo il divieto di esporre i crocifissi nelle scuole pubbliche. La settimana scorsa sono iniziate le negoziazioni e la sentenza può portare conseguenze per tutta l’Europa.</p>
<p>In Italia il caso Lautsi è diventato dinamite pura, scatenando l’offensiva del governo e del Vaticano. Ma anche all’estero il caso “Lautsi contro l’Italia” attira l’attenzione in quanto rispecchia un dibattito europeo sui simboli religiosi nelle scuole e la crescente immigrazione.</p>
<p>La controversia è iniziata quando l’italofinnica Soile Lautsi nel 2001 ha preteso che il crocifisso fosse rimosso dalla scuola dei suoi figli ad Abano Terme.</p>
<p>L’Italia è uno stato laico, e i crocifissi alle pareti delle classi nelle scuole statali sono in contrasto con il pluralismo e la neutralità, secondo la donna. Tuttavia il preside si rifiutò di rimuoverli, così Lautsi si rivolse alla Corte europea dei diritti dell’uomo accusando l’Italia di reato contro la Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo.</p>
<p>Vinse la causa, e nel novembre dell’anno scorso la Corte stabilì che i diritti dei figli della signora Lautsi fossero stati effettivamente violati. La Corte non può obbligare l’Italia a togliere i crocifissi, ma alla famiglia Lautsi è stato concesso un risarcimento di 5000 euro.</p>
<p>L’arrivo della sentenza sconvolse il governo italiano e il Vaticano. Il primo ministro Silvio Berlusconi si rifiutò di effettuare il pagamento e impugnò la sentenza all’autorità superiore alla Corte, la Grande Camera di Strasburgo. Le trattative sono iniziate mercoledì scorso, e la sentenza è attesa entro qualche mese.</p>
<p>Il governo italiano ritiene che il crocifisso non sia un simbolo religioso, ma che sia così strettamente legato alla cultura e alla storia italiane da essere un simbolo per l’intero paese. Si tratta dell’identità italiana, non di indottrinamento religioso, sempre secondo il governo.</p>
<p>L’alleanza tra paesi cattolici e ortodossi, che comprende la Romania, l’Armenia, la Polonia, la Bulgaria, la Grecia e la Russia, è dalla parte di Berlusconi</p>
<p>Anche in questi paesi è usanza tenere i crocifissi alle pareti dei locali pubblici, e c’è preoccupazione per un possibile precedente della Corte Europea verso una rigida secolarizzazione in Europa. Se la sentenza non viene revocata, i simboli religiosi nelle scuole potrebbero venire proibiti in tutti i 47 stati membri della zona europea.</p>
<p>La forza esplosiva della questione ha fatto sì che il ministro degli Esteri Franco Frattini chiamasse il caso Lautsi “un colpo alla libertà e ai nostri valori cristiani”. Altri hanno invece preso le parti di Soile Lautsi.</p>
<p>Gunilla von Hall, Svenska Dagbladet (Svezia)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/9754" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.svd.se/nyheter/utrikes/stor-sprangkraft-i-krucifixforbud_4980389.svd" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>La famiglia italiana comincia a scricchiolare</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità.
La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni.
Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il vecchio detto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3125" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/05/la-famiglia-italiana-comincia-a-scricchiolare/famiglia/"><img class="alignleft size-large wp-image-3125" title="famiglia" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/05/famiglia-387x600.jpg" alt="" width="200" height="310" /></a>Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità.</p>
<p>La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni.</p>
<p>Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il vecchio detto che significa che tutto è peggiorato, “non c’è più religione”, non è mai sembrato così vero.</p>
<p>Ma la cosa più grave è il tracollo della famiglia, l’ultimo bastione della società italiana. In nessun paese al mondo la retorica della famiglia è altrettanto solenne. Ancora oggi a scuola, in occasione della festa della mamma e del papà, i bambini imparano a memoria poesiole che poi declamano a casa davanti a genitori con le lacrime agli occhi.</p>
<p>In omaggio alla sacra “famiglia normale” vengono allestite grandi manifestazioni, ed ogni tentativo di estendere questo concetto a costellazioni meno tradizionali muore già allo stadio embrionale. Ogni volta che se ne comincia a parlare, sui ponti di Roma si nota un intenso sfrusciare di tonache di cardinali diretti verso il parlamento: la famiglia è uomo, donna, figli, fine del discorso.</p>
<p>I figli del resto sono sacri, così come la madre, strettamente imparentata con la Vergine Maria, sempre che non si allarghi troppo, voglia lavorare a tempo pieno e pretenda un posto all’asilo per il figlio. Il padre non ha uno status altrettanto elevato, ma essendo, per così dire, necessario, può stare anche lui sul piedistallo. Il tutto benedetto dal papa, dal presidente del consiglio e da tutti i loro discepoli e i loro savi, che ovviamente hanno tutti una famiglia, (tranne il papa e i preti, si capisce, Dio ce ne scampi e liberi), e oltre ad essa alcuni hanno poi tante altre cose.</p>
<p>Ma nonostante tutti questi sforzi la famiglia comincia a vacillare. Nel 1995 divorziava l’8 % di tutte le coppie sposate in Italia. Nel 2005 il 15 %, nel 2007 il 27 %.</p>
<p>Poiché praticamente tutto stimola il commercio, lo scorso fine settimana ha aperto la prima fiera del divorzio italiana. Gli inesperti italiani potranno imparare come amministrare al meglio le loro nuove vite. Tra gli espositori si trovano detective privati, agenti matrimoniali, baby-sitter, dog-sitter, psicologi e truccatori.. La cosa senz’altro più divertente è lo stand dove i visitatori possono vendere o barattare i propri regali di nozze più brutti.</p>
<p>Il divorzio comunque non turba La Mamma, che nel bene e nel male rimane sempre la roccia nella vita di quasi tutti gli italiani. L’istituto di statistica italiano Istat ha appena pubblicato recenti statistiche sulla relazione tra madri e figlie adulte. Il 43 % delle figlie intervistate parla con la mamma ogni giorno e il 38 % la vede quotidianamente. Quando una coppia divorzia, è normale per l’uomo tornare a casa dalla mamma.</p>
<p>Infatti lì trova conforto, buona cucina, pulizia perfetta e camicie stirate. A meno che la mamma e il papà non se la prendano e trovino che l’improvvisa devozione del figlio puzzi un po’ di approfittatore. C’è anche un altro sintomo dei problemi della famiglia: succede infatti che i genitori si rivolgano al tribunale per liberarsi dei propri pargoli adulti per vie legali.</p>
<p>Per non parlare poi dei crimini violenti in seno alla famiglia. Nel paese in cui la venerazione della famiglia è maggiore, avvengono più omicidi tra le mura domestiche che in qualsiasi altro paese dell’UE.<br />
In Italia, un giorno sì e uno no viene commesso un omicidio in famiglia. La vittima è quasi sempre una donna.</p>
<p>Kristina Kappelin, Sydsvenskan (Svezia)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/9493" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.sydsvenskan.se/varlden/article870759/Det-knakar-i-den-italienska-familjen.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>L’uomo che predisse un terremoto</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due terremoti devastanti in rapida successione, a Haiti e in Cile, avevano iniziato a oscurare le memorie di un disastro simile avvenuto esattamente un anno fa: la distruzione della città medioevale de L’Aquila e di altri cinquanta paesini vicini, nella provincia montagnosa dell’Abruzzo. Fino a quando dalle pagine del Giornale di Zoologia è apparsa la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/04/l%e2%80%99uomo-che-predisse-un-terremoto/giuliani-giampaoloo/" rel="attachment wp-att-2913"><img src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/04/giuliani-giampaoloo-200x200.jpg" alt="" title="giuliani-giampaoloo" width="200" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-2913" /></a>Due terremoti devastanti in rapida successione, a Haiti e in Cile, avevano iniziato a oscurare le memorie di un disastro simile avvenuto esattamente un anno fa: la distruzione della città medioevale de L’Aquila e di altri cinquanta paesini vicini, nella provincia montagnosa dell’Abruzzo. Fino a quando dalle pagine del Giornale di Zoologia è apparsa la notizia di alcuni rospi che avrebbero “predetto” il disastro.</p>
<p>La scorsa settimana, la stampa britannica riportava notizie di una colonia di rospi comuni, presente in un lago a settanta chilometri di distanza, che avrebbe in qualche modo previsto il sisma de L’Aquila. Nel corso di uno studio di routine sui rospi, la Dott.ssa Rachel Grant della Open University ha notato che il 96% di quest’ampia colonia, in costante riproduzione, era scomparso all’improvviso. Cinque giorni dopo si è verificata la scossa tellurica, in seguito alla quale i rospi non sono ricomparsi per altri cinque giorni. Secondo la Grant: “La nostra scoperta suggerisce che i rospi siano in grado di recepire i segnali presismici, quali il rilascio di gas e di particelle cariche, sfruttandoli come sistema d’allarme preventivo”.</p>
<p>Come hanno dimostrto gli eventi dell’anno scorso, nessun fattore dovrebbe essere trascurato nella ricerca di un sistema affidabile per predire l’attività sismica. E mentre i rospi hanno attirato molta attenzione, il terremoto de L’Aquila aveva già fatto emergere un altro più eloquente, e forse anche polemico, “preveggente”: Giampaolo Giuliani, un tecnico scientifico che lavora vicino L’Aquila e che per anni ha lottato per essere preso sul serio. Poi, alle 3:32 del 6 aprile 2009, il disastro ha colpito la città in cui lui e la sua famiglia vivevano.</p>
<p>In mezzo a un improvviso frastuono, il suolo è stato devastato da violente scosse per 22 terribili secondi. Nel buio reso soffocante dalla polvere, i sopravvissuti storditi brancolavano in mezzo alle macerie, mentre le scosse di assestamento creavano ulteriore confusione. I servizi di emergenza, pur non essendo in allarme rosso, sono arrivati molto velocemente, portando esperti, attrezzature speciali e 5.000 borse per cadaveri. Nell’arco di pochi giorni si sono contati 307 morti, 1.500 feriti e 80.000 sfollati.</p>
<p>Giuliani era sconvolto come qualsiasi altro sopravvissuto. Non tanto per il terremoto, perché lui l’aveva previsto, bensì dalla sua potenza e dalla vastità dei danni. Si sarebbe aspettato qualcosa intorno ai 4 gradi di magnitudo sulla scala Richter, ma il terremoto è stato di 6,3 gradi, il che vuol dire mille volte più potente. (Facendo un paragone, il terremoto di Haiti è giunto ai 7 gradi e quello in Cile agli 8,8).</p>
<p>Per diversi giorni Giuliani aveva tenuto d’occhio con crescente ansietà le quattro unità misuratrici di radon collocate intorno e all’interno di L’Aquila che registravano valori molto elevati e sempre crescenti di gas radon proveniente dal suolo. Domenica 5 aprile era convinto che entro 24 ore ci sarebbe stata una scossa, ma non poteva dare l’allarme al pubblico. Era vincolato da un decreto ingiuntivo, rilasciato una settimana prima, che gli vietava di farlo con la motivazione che le sue predizioni avrebbero generato panico infondato.</p>
<p>In privato, quella fatidica sera, Giuliani ha avvertito telefonicamente parenti, amici e colleghi. Infine, si è messo a letto vestito completamente con sua moglie e le sue due figlie, lasciando porte e finestre spalancate in modo da favorire una rapida uscita. Un paio d’ore dopo, sono scappati alle prime scosse. La modesta villa in calcestruzzo è sopravvissuta intatta, ma nel corso dei successivi sette mesi hanno dormito in un camper per calmare le paure della figlia più piccola. La loro seconda casa, in un paese vicino, è finita in macerie, ma fortunatamente il figlio maggiore di Giuliani, che vi abitava, si trovava a Roma.</p>
<p>Il terremoto ha messo fuori uso anche 3 dei preziosi misuratori di radon di Giuliani. Nell’accingersi a ripararli, ha attaccato le autorità che gli avevano negato i finanziamenti, che avevano deriso l’attendibilità scientifica delle sue ricerche e che si erano appellate alla legge per imbavagliare le sue predizioni. Infine, in un attacco di rabbia, ha chiesto pubblicamente delle scuse, che però non ha ricevuto.</p>
<p>L’Italia è l’area geologicamente più instabile in Europa, ha quattro vulcani attivi, montagne in crescita, e molti terremoti. (L’Aquila era stata devastata anche in passato: 1349, 1461, 1703 e 1915, anno in cui la conta dei morti è arrivata fino a 30.000). Il centro della ricerca italiana sui terremoti è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, diretto da Enzo Bosci con sede a Roma. L’istituto possiede anche un importante laboratorio distaccato appena fuori L’Aquila, sui pendii del Gran Sasso, collegato con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che si trova in profondità dentro la montagna. E’ proprio questo il posto dove Giuliani è stato impiegato, durante gli anni ‘90, come tecnico di laboratorio, lavorando sugli strumenti per gli studi astrofisici dei raggi cosmici.</p>
<p>Nel 1999, Giuliani venne a conoscenza per la prima volta delle anomalie nel gas radon osservate da scienziati russi poco prima di un terremoto nella Turchia orientale. Questo attirò così tanto la sua attenzione da portarlo al trasferimento all’esterno della montagna nel laboratorio di geofisica, sperando di fare ricerca sull’argomento. Il suo ruolo, tuttavia, è rimasto quello di un tecnico piuttosto che di uno scienziato ricercatore di ruolo.</p>
<p>A questo punto, il governo italiano aveva cominciato a elargire lauti finanziamenti destinati alla protezione antisismica e ai sistemi d’allarme preventiva. Le normative antisismiche per le abitazioni sono state rese più severe; il numero dei sismografi (i quali misurano e registrano le scosse di terremoto) è stato quadruplicato; e il ministero degli interni ha creato due nuovi enti: la Protezione Civile, un’organizzazione nazionale per rispondere alle emergenze, e un comitato con il compito di prendere decisioni rapide, denominato Commissione Grandi Rischi, il quale contava il Dr. Bosci tra i membri del gruppo di 12 esperti.</p>
<p>Nel 2003, Giuliani ha fatto richiesta all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per un finanziamento per un progetto avente lo scopo di studiare le emissioni di gas radon come possibile indicatore dell’imminenza di un terremoto, usando uno o più rilevatori di radon da lui ideati. Ha incontrato sia Bosci che Bertolaso, il capo della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma la sua proposta è stata rifiutata con la motivazione di non essere sufficientemente scientifica.</p>
<p>Questo giudizio doveva aver tenuto conto di studi sul radon precedenti, portati avanti tra i tanti tentativi di trovare un indicatore affidabile in grado di predire l’arrivo dei terremoti. Giapponesi, americani, russi e cinesi, così come gli italiani, hanno provato tutti vari tipi di misuratori di radon e diverse procedure, ma nessuno è mai riuscito ad ottenere risultati definitivi o coerenti. E, secondo una dichiarazione successiva del vice di Bosci, Walter Mazzochi: “Il lavoro presentato da Giuliani è di basso livello da un punto di vista scientifico. Non vi era alcuna prova che il suo metodo potesse funzionare”.</p>
<p>Per nulla scoraggiato dalla critiche, nel 2006 Giuliani aveva costruito i suoi primi due rilevatori di radon, a proprie spese. Incoraggiato dai risultati dei test, ha riprovato a fare domanda di finanziamento e assistenza. Ancora una volta, la richiesta è stata rifiutata. Perciò ha continuato a fare ricerche in privato, aiutato soltanto da suo figlio maggiore e da un paio di colleghi, mentre continuava a costruire altri rilevatori di radon, collegandoli in una piccola rete.</p>
<p>In seguito, il 14 dicembre 2008, l’aumento dell’attività sismica nella zona de L’Aquila è iniziato con uno “sciame sismico” di piccole scosse. Queste sono continuate in maniera intermittente fino a gennaio e i successivi mesi del 2009. Nessuna delle scosse ha fatto dei veri danni; la maggior parte delle persone continuava con la propria vita quotidiana senza nemmeno farci tanto caso.</p>
<p>Ma Giuliani ci fece caso. Il 27 marzo inviò un messaggio al suo amico, il sindaco de L’Aquila, che l’aveva aiutato ad installare una delle sue stazioni per la misurazione del radon nel piano interrato di una scuola del centro storico. Giuliani lo avvertì del pericolo di un terremoto nelle successive 24 ore. Il giorno dopo ci furono delle scosse, ma ancora quasi impercettibili, di magnitudo 2.3.</p>
<p>Oramai, tuttavia, Giuliani aveva individuato una minaccia più grande a sud-est, verso la città di Sulmona, a 50 km da L’Aquila. Il sindaco venne contattato e prese sul serio l’allarme, mandando in giro per la città dei camioncini muniti di altoparlanti per avvertire la popolazione (fatto erroneamente collegato a L’Aquila dalla stampa britannica). Come era d’aspettarsi, si scatenò il panico. Fu questo a preoccupare Bosci, Bertolaso e le autorità, portandole a chiedere un decreto ingiuntivo nei confronti di Giuliani rilasciato il 30 marzo.</p>
<p>Il giorno dopo, L’Aquila venne colpita da una scossa di magnitudo 4.2. Esattamente una settimana dopo, la città era ridotta in rovine. Se la scossa più forte fosse arrivata durante le ore lavorative, alle nove del mattino invece che alle 3:32 della notte, gli esperti dicono che il numero dei morti sarebbe arrivato fino a 30.000, proprio perché le strutture maggiormente colpite, oltre chiese antiche e case vecchie, sono stati i palazzi governativi, le scuole e gli ospedali, costruiti senza tener conto delle più moderne normative antisismiche.</p>
<p>La sensazione di shock è rimasta viva per molti mesi, mentre un’operazione di recupero di ammorevole energia ed organizzazione si occupava delle zone colpite. Quello che una volta era il bel centro storico de L’Aquila, era ora silenzioso, vuoto, una rovina piena di macerie in cui soltanto i vigili del fuoco, coordinati dalla Protezione Civile, avevano il permesso d’entrare. Le loro squadre hanno anche messo su i vasti campi di tende blu, denominate tendopoli, per migliaia di sfollati che non potevano accettare di lasciare la città in favore di Pescara, sulla costa, dove Berlusconi aveva allegramente e indelicatamente suggerito loro di andare in vacanza a spese dello Stato.</p>
<p>La cosa più impressionante è stata la velocità con cui i modernissimi condomini antisismici, conosciuti come le “case di Berlusconi”, sono stati costruiti da zero. Soltanto sette mesi dopo, 5.000 persone vi abitavano, mentre nuovi condomini venivano completati ogni settimana e le tende venivano smontate, in una gara contro il cambio della stagione.</p>
<p>La lunga estate è terminata a metà ottobre ed è arrivato il freddo. Ci sono state piogge abbondanti su L’Aquila, insieme alla prima neve sulle sovrastanti cime appenniniche. Nella propria abitazione, Giuliani aveva l’aria stanca. Aveva controllato la sua rete di rilevatori di radon al computer e stava cercando di scrivere un resoconto del suo lavoro in inglese per una pubblicazione specializzata. Fuori, vicino al loro camper-camera da letto, sua moglie stava esercitando il suo mestiere di estetista e parrucchiera su un’unica e allegra cliente. Il salone presso cui lavorava giaceva distrutto nel centro della città, dove tutta l’attività commerciale si era arrestata.</p>
<p>All’inizio della propria carriera, Giuliani aveva lavorato per qualche mese nel Regno Unito. Si ricorda di esserci stato in vacanza con quella che era allora la sua fidanzata, aprendo le tende la mattina di fronte al paesaggio marino di Folkestone. Il suo inglese non era male all’epoca, ma l’ha perso per mancanza d’uso. Adesso, però, aveva bisogno di ritrovarlo. L’Unione Geofisica Americana l’aveva invitato a presentare il suo lavoro ai propri membri, nella città di San Francisco.</p>
<p>In fin dei conti, la presentazione di Giuliani lo scorso dicembre è andata molto bene. Gli americani forse non reggono il confronto con gli italiani per quanto riguarda la gestione dei disastri (paragonate New Orleans a L’Aquila), ma apprezzano uno spirito libero e indipendente nella ricerca scientifica. Le prove presentate da Giuliani hanno sollevato interesse e dibattito, e in seguito l’Unione Geofisica Americana l’ha invitato a partecipare, assieme alla Chapman University e la Nasa, allo sviluppo di un sistema mondiale d’allarme sismico preventivo.</p>
<p>Inoltre, quando Giuliani è tornato a casa, le autorità italiane hanno sollevato il decreto d’ingiunzione emesso contro le sue predizioni, che si sono rivelate accurate anche nei primi mesi del 2010, anche se questa volta le scosse sono state clementemente minori. Che conclusione possiamo trarre da tutto questo, un anno dopo il terremoto de L’Aquila? E’ troppo presto per dire se Giuliani abbia scoperto una tecnica in grado di predire i terremoti, capace di funzionare in tutte le zone sismiche del mondo (diventando potenzialmente un salvavita per milioni di persone). Oppure, effettivamente, se la tecnica possa essere perfezionata per anticipare la potenza, così come la certezza delle scosse prima che si verifichino.</p>
<p>Sicuramente, però, grazie alla sua ostinata determinazione, Giuliani ha aperto un nuovo campo scientifico. Dalla tragedia de L’Aquila, e da rospi che scompaiono, nascono nuove speranze.</p>
<p>&#8220;The man who predicted an earthquake&#8221;, The Guardian, Gran Bretagna.</p>
<p>Link:<a href=" http://italiadallestero.info/archives/9355" target="blanck"> il sito dell’articolo tradotto</a><br />
Link:<a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/apr/05/laquila-earthquake-prediction-giampaolo-giuliani" target="blanck"> il sito dell’articolo originale</a></p>
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		<title>Sfida sui distributori di preservativi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 12:32:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta l’Italia è divisa, ma stavolta l’oggetto di discussione non è Berlusconi. Il Vaticano ha espresso grande preoccupazione mentre ragazzi, genitori e professori di tendenza laica parlano di un segnale di coraggio: la scuola pubblica Keplero di Roma è stata la prima in Italia a installare distributori di preservativi nei bagni degli studenti.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2728" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/sfida-sui-distributori-di-preservativi/condom/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2728" title="condom" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/condom-200x132.jpg" alt="" width="200" height="132" /></a>Ancora una volta l’Italia è divisa, ma stavolta l’oggetto di discussione non è Berlusconi. Il Vaticano ha espresso grande preoccupazione mentre ragazzi, genitori e professori di tendenza laica parlano di un segnale di coraggio: la scuola pubblica Keplero di Roma è stata la prima in Italia a installare distributori di preservativi nei bagni degli studenti.</p>
<p>Il cardinale Agostino Vallini – vicario del papa nella diocesi di Roma – ha criticato la decisione, e l’ha definita un modo per “banalizzare la sessualità”. Il preside del Keplero si è difeso invitando altri colleghi della capitale a seguire il suo esempio.</p>
<p>Secondo l’Unione degli studenti, solo in Italia un fatto del genere può provocare tante polemiche. In molti paesi europei e negli Stati Uniti nelle scuole secondarie si distribuiscono preservativi. Nel liceo francese di Roma per esempio la direzione ha preso l’iniziativa nel 2001. In Brasile dal 2008 il Ministero della Salute ha fatto installare distributori di preservativi nelle scuole di vari stati.</p>
<p>In Italia il basso indice di fertilità dimostra che molte coppie usano gli anticoncezionali. Ma nonostante questo il pregiudizio è ancora molto grande. Il 40% delle adolescenti non usa nulla e il 20% si affida all’astinenza per evitare rischi. Non è stato solo il Vaticano a criticare la decisione del preside del Keplero. Anche Mario Falconi, presidente dell’associazione dei medici romani, non ha gradito, e ha commentato: “È come riconoscere che si può fare sesso a scuola. Non mi piace la presenza dei profilattici nelle scuole in questo modo, soprattutto considerando che non è difficile comprare preservativi in tutto il paese”.</p>
<p>Al distributore della scuola Keplero un pacchetto di tre preservativi costa 2 euro, cioè la metà di quanto costa nelle farmacie e nei supermercati.</p>
<p>Ma il Vaticano promette di prendere provvedimenti. Dal 1968, data di pubblicazione della enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, la chiesa cattolica condanna ufficialmente qualsiasi atto che impedisca la gravidanza, prima durante o dopo una relazione sessuale. E anche di fronte all’Aids Benedetto XVI ha affermato che, per la Santa Sede, l’uso del preservativo non bisogna nemmeno pensarlo.</p>
<p>Vera Gonçalves de Araújo De Roma, Terra Magazine (Brasile)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/9208" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI4314999-EI6789,00-O+desafio+das+maquinas+de+camisinha.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Dove va l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2682" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/dove-va-litalia/ripitalia/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2682" title="ripItalia" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/ripItalia-200x196.png" alt="" width="200" height="196" /></a>Ai primi di febbraio la Procura di Firenze ha scoperto una rete di favori economici e sessuali gestita dai vertici della Protezione Civile, una delle poche istituzioni che nonostante tutto ancora godeva di un certo prestigio nell’Italia di Berlusconi. Non è stato l’unico scandalo nelle ultime settimane. Infatti la Procura Antimafia di Roma ha ordinato l’arresto di altre 56 persone, alcune delle quali con incarichi ufficiali, per riciclaggio di denaro. Dalle indagini si è scoperto che uno dei senatori del partito del primo ministro, Nicola di Girolamo, era stato eletto con l’aiuto fraudolento della mafia.</p>
<p><strong>Non saranno</strong> forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite.</p>
<p><strong>Il clima di ansia</strong> che si vive nel Paese va aumentando per via del fatto che l’opposizione a Berlusconi risulta disarticolata come il sistema politico di cui fa parte. Se fino a ora un’alta percentuale di cittadini italiani pensava che il problema fosse solo il Governo, ora è la Repubblica nel suo complesso che inizia a preoccuparli. Le istituzioni italiane si stanno rivelando bacate, da un lato dalla corruzione e dall’altro da riforme giudiziarie che hanno l’obiettivo di invalidare lo Stato di diritto come strumento per fronteggiarle.</p>
<p><strong>Nessuno sembra</strong> conoscere con certezza dove stia andando l’Italia, un paese fondamentale nella costruzione europea, compresa la figura più evidente di questo deterioramento politico e morale senza precedenti, quella di Silvio Berlusconi. La strategia del primo ministro sembra aver perso qualsiasi altro orizzonte che non sia quello di garantire la propria immunità, spostando periodicamente l’attenzione verso problemi spesso artificiosi e creati con la sola intenzione di ottenere gradimento con una politica populista. Nel frattempo l’Italia continua ad avvicinarsi a un baratro dal quale nessuno sembra sapere come salvarla.</p>
<p>Editoriale, El Pais (Spagna)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="hhttp://italiadallestero.info/archives/9088" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/Adonde/va/Italia/elpepiopi/20100304elpepiopi_2/Tes" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Un soggiorno a punti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con una nuova iniziativa giudicata “xenofoba” dall’opposizione, il governo di destra di Silvio Berlusconi ha deciso di inaugurare un nuovo sistema di “permesso di soggiorno a punti” per gli immigrati, che dovranno sottoporsi a esami di lingua e di cultura italiana, e che potranno essere espulsi se non otterranno i 30 punti necessari.
Attualmente per ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2502" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-soggiorno-a-punti/schermata-2010-02-12-a-13-50-35/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2502" title="Schermata 2010-02-12 a 13.50.35" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-12-a-13.50.35-190x250.png" alt="" width="190" height="250" /></a>Con una nuova iniziativa giudicata “xenofoba” dall’opposizione, il governo di destra di Silvio Berlusconi ha deciso di inaugurare un nuovo sistema di “permesso di soggiorno a punti” per gli immigrati, che dovranno sottoporsi a esami di lingua e di cultura italiana, e che potranno essere espulsi se non otterranno i 30 punti necessari.<br />
Attualmente per ottenere il permesso di soggiorno, documento essenziale per poter risiedere legalmente in Italia, un immigrato deve dimostrare di avere un contratto di lavoro e un domicilio regolari. Questo ora non sarà più sufficiente.</p>
<p>Su iniziativa del Ministro degli Interni Roberto Maroni, membro della xenofoba Lega Nord, e del suo collega e Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, d’ora in poi gli immigrati che vorranno ottenere un nuovo permesso di soggiorno dovranno anche firmare un “accordo di integrazione” che li obbligherà a sottoporsi a quattro esami, in base ai quali potranno o meno raggiungere il punteggio richiesto per ottenere il documento.<br />
In questo modo, gli immigrati saranno tenuti a conoscere la lingua italiana e i costumi della penisola, così come i principi fondamentali della Costituzione e del funzionamento delle pubbliche istituzioni del Paese, con speciale attenzione alla sanità, all’istruzione, ai servizi sociali e agli obblighi fiscali. Un altro punto essenziale, per non correre il rischio di essere espulsi dal paese, sarà iscrivere regolarmente i figli minorenni alla scuola dell’obbligo.</p>
<p>Una volta concluse le suddette prove, che dureranno un periodo di circa due anni, “se il numero di crediti finale è uguale o superiore a 30”, secondo quanto indicato dalla bozza del nuovo regolamento, l’immigrato otterrà il permesso di soggiorno. In caso contrario, e solo se dimostrerà una buona disposizione, gli verrà dato un altro anno per raggiungere i 30 punti; in caso contrario sarà espulso.<br />
In linea con l’inasprimento della politica sull’immigrazione messa in atto dal governo Berlusconi, anche se lo straniero dovesse raggiungere i 30 punti, nel caso in cui sia stato condannato – anche in via non definitiva – a un periodo di detenzione non inferiore ai 3 mesi, verrà comunque espulso.</p>
<p>Il Ministro Maroni, che ha precisato che gli uffici per l’immigrazione si occuperanno di esaminare gli immigrati, ha spiegato che l’obiettivo del nuovo sistema è garantire loro l’integrazione. “Io ti indico cosa fare per integrarti nella comunità; se lo fai, ti do il permesso; se non lo fai, significa che non vuoi integrarti”, ha detto il ministro degli Interni. Maroni ha sottolineato che il permesso di soggiorno a punti “è già legge, perché è all’interno del piano per la sicurezza approvato l’anno scorso”, e nei prossimi giorni verrà pubblicato il decreto attuativo corrispondente. Secondo le stime, in Italia vivono circa 4,8 milioni di stranieri regolari e circa 418.000 stranieri irregolari.</p>
<p><strong>Lotteria social</strong>e</p>
<p>Come si poteva immaginare, l’iniziativa ha suscitato reazioni molto dure. Gianclaudio Bressa, del Pd, il partito principale dell’opposizione di centro-sinistra, considera il permesso di soggiorno a punti “una scandalosa lotteria sociale” che trasforma l’Italia nel “paese più xenofobo d’Europa”.<br />
“Il permesso di soggiorno a punti è una strada che ostacolerà l’integrazione e favorirà l’irregolarità”, ha dichiarato Livia Turco, dello stesso partito. “In un paese come l’Italia, dove per rinnovare il permesso di soggiorno bisogna aspettare più di un anno e dove i corsi di lingua e di cultura italiana sono in mano ad associazioni di volontariato o alla Chiesa, non si può agire come se fossimo in Canada” conclude la Turco.<br />
Paolo Ferrero, di Rifondazione Comunista, ha definito addirittura “demenziale” il nuovo sistema. “Con paletti come quelli previsti dal permesso di soggiorno a punti metà dei nostri connazionali emigrati all’estero in massa, nel Novecento, non sarebbero mai potuti entrare nei Paesi dove erano emigrati e dove invece si sono presto integrati”.<br />
Il permesso di soggiorno a punti è stato criticato anche da varie altre associazioni tra cui la Amsi, l’Associazione di medici stranieri in Italia. Quest’ultima ha dichiarato che il nuovo sistema “sicuramente non aiuterà l’integrazione, ma aumenterà lo stato di ansia e di stress dell’immigrato, che si sentirà ancora più isolato all’interno della società italiana”.</p>
<p>Elisabetta Pequé, La Nación (Argentina)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8955" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1230126" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Un anno di gaffes e scenate</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mettere a posto cartelle e file alla fine dell’anno può essere un buon modo di tirare le somme del lavoro svolto nel 2009. E il mio 2009 professionale si riassume in un solo nome: Silvio Berlusconi. Stavo quasi pensando di mandargli un cesto di Natale per ringraziarlo, ma poi mi sono ricordata che è piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2137" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/01/un-anno-di-gaffes-e-scenate/berlusconi-mitra/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2137" title="berlusconi-mitra" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi-mitra-200x189.jpg" alt="" width="200" height="189" /></a>Mettere a posto cartelle e file alla fine dell’anno può essere un buon modo di tirare le somme del lavoro svolto nel 2009. E il mio 2009 professionale si riassume in un solo nome: Silvio Berlusconi. Stavo quasi pensando di mandargli un cesto di Natale per ringraziarlo, ma poi mi sono ricordata che è piuttosto caro comporre una cesta degna di un multimiliardario. Di seguito presento la lista dei file e degli argomenti su cui ho scritto e quindi, indirettamente, l’agenda dell’anno di Berlusconi.</p>
<p>Gennaio: L’anno comincia bene. A gennaio il primo ministro italiano aveva una bella famiglia, l’immunità totale, e un viso tirato dall’ennesimo lifting. Molto diverso da quello attuale.</p>
<p>Febbraio: David Mills, l’avvocato inglese che lavorava per la Fininvest, una holding berlusconiana, è condannato per aver ricevuto una ricca tangente peraver dichiarato il falso in uno dei processi contro il capo. In quel momento Berlusconi possedeva ancora l’immunità, ma la corruzione venne provata.</p>
<p>Marzo è stato tranquillo, ma in compenso ad aprile comincia una serie nera. Durante un ricevimento con la regina Elisabetta ed altri capi di Stato e di governo a Londra, Berlusconi lancia un grido per richiamare l’attenzione del presidente Obama. La regina si infastidisce e chiede: “Perché questo tizio sta urlando?”. Berlusconi replica che le sue gaffes sono tutte costruite dai media nemici.</p>
<p>Aprile continua sullo stesso tono, questa volta la vittima è la cancelliera tedesca Angela Merkel, abbandonata da sola su un tappeto rosso mentre il leader italiano conversa al cellulare. E’ diventato uno dei video più cliccati su YouTube. Berlusconi si difende sostenendo che era in trattativa diplomatica con il primo ministro turco. Il 6 aprile la terra scuote il centro Italia distruggendo la città de L’Aquila, uccidendo 328 persone e lasciando 50mila sfollati. Berlusconi, con il suo ottimismo a prova di terremoto, tenta di rincuorare i cittadini de L’Aquila, obbligati a vivere nelle tende, consigliando di considerare la situazione come “un week end in campeggio”.</p>
<p>Maggio: la vita privata del primo ministro comincia a sgretolarsi pubblicamente. La moglie Veronica scrive una lettera al giornale La Repubblica criticando il marito per aver scelto donne solo giovani e attraenti come ministri del suo governo. Lui risponde esigendo pubbliche scuse. Veronica chiede il divorzio, citando tra l’altro la presenza del marito al festino dei 18 anni di una ragazza napoletana, Noemi Letizia. Berlusconi, 73 anni, giura che non è mai avvenuto qualcosa di “piccante” tra lui e Noemi.</p>
<p>Giugno: arriva a Roma il leader libico Gheddafi con un’enorme tenda da beduino che paralizza il traffico della capitale. I due capi, l’italiano e il libico, annunciano eterna amicizia bombardati dai fischi dei difensori dei diritti umani, che in Libia praticamente non esistono.</p>
<p>Luglio: i giornali cominciano a parlare di Patrizia D’Addario, prostituta di Bari, che annuncia di aver passato una notte molto “piccante” con Berlusconi, e di aver registrato e filmato tutto ciò che successe quella notte. Rivela che Berlusconi detesta il preservativo e che ha alcune difficoltà a letto. Il capo di governo italiano replica di non conoscere Patrizia e che non ha mai pagato per una prestazione sessuale: “Non ho mai capito qual è la soddisfazione quando si perde il piacere della conquista”.</p>
<p>Agosto: mese di ferie in Europa, Berlusconi prova a rifarsi una verginità con l’elettorato cattolico, ma il divorzio, le ragazzine minorenni e le prostitute che frequentano la sua residenza non lo aiutano.</p>
<p>Settembre: le voci circolano liberamente, raccontano di cocaina e la fila di prostitute intervistate sulle loro visite a casa Berlusconi sembra interminabile.</p>
<p>Ottobre e novembre: mesi difficili per il primo ministro. Un tribunale stabilisce che la Fininvest deve pagare ad un gruppo rivale più di un miliardo di dollari come indennizzo per un affare chiuso a suon di mazzette negli anni Novanta. La Corte Costituzionale italiana dichiara incostituzionale la legge che garantisce l’immunità al capo di governo. Ciò significa che nel 2010 Berlusconi dovrà difendersi in tre processi, tutti per corruzione.</p>
<p>Dicembre: un collaboratore di giustizia della mafia siciliana rivela che Berlusconi era in contatto con vari capi di Cosa Nostra. Il 5 di dicembre, milioni di italiani partecipano al “No Berlusconi day”. Il giorno senza Berlusconi è commemorato in altre città del mondo. Il 14 dicembre, dopo un comizio, un folle getta in faccia al primo ministro una miniatura del Duomo di Milano: naso e denti rotti, il volto coperto di sangue, Berlusconi passa quattro giorni in ospedale ea tutt’oggi sta recuperando dall’attacco subito (è in convalescenza a causa dell’aggressione) .<br />
L’unico augurio professionale che mi faccio per il 2010 è quello di cambiare argomento.</p>
<p>Vera Gonçalves de Araújo, Terra Magazine (Brasile)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8758" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI4182090-EI6789,00-Um+ano+de+gafes+e+chanchadas.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Black Italian</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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“Sono italiano e ho la pelle nera. Un ‘Black Italian’, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da due afroamericane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera nell’Italia del 2009?” Pap Khouma, di origine senegalese, italiano da quindici anni, libraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2038" title="home_ viso" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/home_-viso-200x200.jpg" alt="home_ viso" width="200" height="200" /></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">“Sono italiano e ho la pelle nera. Un ‘Black Italian’, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da due afroamericane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera nell’Italia del 2009?” Pap Khouma, di origine senegalese, italiano da quindici anni, libraio e scrittore, ha saputo trovare le parole. Il pezzo sulla sua “vita ad ostacoli”, pubblicato sul quotidiano La Repubblica, ha rilanciato il dibattito sul razzismo in Italia.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Autore di due opere, ha semplicemente raccontato la sua vita di tutti i giorni. Quando si è presentato in un ufficio del comune per un certificato, si sono fermati alla sua pelle nera. “L’impiegata non ha neppure guardato la carta d’identità che le mostravo e mi ha chiesto il permesso di soggiorno. Quando le ho detto che non l’avevo ma che bastava leggere quello che c’era scritto sulla carta, “italiano”, è rimasta sconcertata ed ha chiesto l’aiuto di due colleghi. Per i tre, era apparentemente un caso fuori dal comune”.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Quando si è trasferito nel suo immobile, il suo vicino lo ha scambiato per un venditore abusivo ed ha voluto metterlo alla porta. E i passanti erano sul punto di avvisare la polizia mentre apriva banalmente la portiera della sua auto. Nel tram, racconta, si prepara ogni volta ad essere umiliato.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Mille piccoli gesti segnati da pregiudizi e dal rifiuto dell’altro. “E il fatto di sapere che la persona nera o dagli occhi a mandorla che hanno di fronte è italiana non aggiusta le cose. Al contrario. Questo potrebbe essere inteso come una sorta di circostanza aggravante, una colpa. ‘Non soltanto sei nero ma pretendi pure di essere italiano!’” afferma ridendo.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">La sua lettera ha sciolto le lingue. Sono seguite altre testimonianze schiaccianti di “nuovi” italiani. Secondo il rapporto annuale della Caritas, gli immigrati in Italia sono oggi più di 4.300.000, ossia il 7,2% della popolazione. Molti diventano italiani in seguito ad una lunga procedura: 40.000 solo nel 2008, ossia quattro volte più che nel 2000. Ma restano stranieri per molti dei loro concittadini. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, si è detta scioccatta ed ha esortato le vittime di atti di razzismo a denunciarli.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">L’Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali (UNAR) è peraltro appena stato rafforzato. È disponibile un numero verde. Jamil Ajouz, un influente “mediatore culturale” libanese dell’ufficio, spiega che, tra le decine di telefonate quotidiane, i casi più gravi sono orientati verso un’assistenza giuridica. “Molti altri hanno soprattutto bisogno di un sostegno semplicemente morale. È spesso il caso di quei bar in cui non ti vogliono servire perché sei nero o perché hai i capelli ricci oppure dove ti servono il caffé in un bicchiere di plastica”, spiega.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Gli italiani non sembrano ancora pronti ad accettare questi cittadini venuti da altri luoghi, dicono gli esperti. Le norme esistono, ma occorre uno sforzo supplementare, soprattutto da parte dei politici e dei rappresentanti dei media.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ma per il sociologo Emilio Reyneri, dell’università di Milano, gli uni e gli altri non fanno sempre il loro dovere. Di conseguenza, nella società, al contrario, “è il messaggio negativo verso gli immigrati che passa; che sia per il comportamento criminale degli stranieri o per il loro impiego al fondo della scala sociale. Invece di far comprendere che l’immigrazione non è un problema, che gli immigrati non finiranno con l’andarsene, un giorno, come alcuni pensano, gli uomini politici gettano benzina sul fuoco”. Il problema, spiega il professore, è che altrove in Europa, non esiste un partito come la Lega Nord, accanitamente anti-immigrati e fondamentale per la coalizione di governo.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Pap Khouma, quel giorno, è venuto ad incontrare il suo editore. Questi vede del buono nel dibattito in corso e pensa sia venuto il momento di affidargli un libro-intervista con Mario Balotelli. Questo italiano di origine ghanese è uno dei più dotati tra i giovani calciatori del campionato, ma negli stadi, è accolto al grido di “non ci sono negri italiani!”. Per molti una sola cosa potrà far tacere i razzisti: che Mario Balotelli porti la maglia della squadra Azzurra durante la coppa del mondo in Sud Africa, a giugno.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><strong>Salvatore Aloïse, Le Monde (Francia)</strong></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>traduzione di ItaliaDallEstero.info</em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8697" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Link: <a href="http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/01/02/en-italie-le-temoignage-de-pap-khouma-black-italian-lance-un-debat-sur-le-racisme_1286715_3214.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></em></p>
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		<title>Ho cambiato idea sull&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 04:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
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		<description><![CDATA[La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente: razzista, di destra e corrotto. Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1919" title="italians" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/italians-200x169.jpg" alt="italians" width="200" height="169" />La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente: razzista, di destra e corrotto. Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di più nei confronti di un paese e di una cultura che prima mi deliziavano così tanto, e come mai adesso non m’importa quasi per niente se un giorno tornerò a mettere piede su quella terra. Ma non avrei dovuto preoccuparmi, un articolo pubblicato dal Guardian mi ha dato lo spunto.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Il reportage di John Hooper su Coccaglio, paese vicino Brescia, raccoglie la maggior parte di quello che non va nell’Italia moderna in un pacco natalizio, confezionato con carta regalo molto particolare e chiuso con un meraviglioso fiocco come solo gli italiani sanno fare. Hooper ci racconta come il Natale a Coccaglio sia segnato da una ricerca condotta casa per casa per scovare immigrati irregolari (ovvero neri). La retata, promossa dal consiglio comunale locale controllato dalla Lega Nord, è stata ufficialmente denominata Operazione Bianco Natale e finirà, oh oh oh, il 25 dicembre. Un consigliere di Coccaglio ha dichiarato che il Natale è una festa dell’identità cristiana, non una celebrazione dell’ospitalità. L’intera operazione è stata salutata e appoggiata dal governo di Silvio Berlusconi.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Essendo un europeo del nord, sono cresciuto con la propensione nordeuropea a innamorarsi dell’Italia, un paese dove c’è tepore al posto di freddo, luce al posto di buio, estroversione al posto di introversione, passione al posto di repressione. Visitare l’Italia, come ho fatto per un bel po’ di anni della mia vita, voleva dire entrare nel mondo dei sensi, in un posto dove il cuore ha la meglio sul cervello, dove la bellezza prende il posto della bruttezza e dove la naturalezza sciolta e tollerante rimpiazza la severità abbottonata del mondo protestante. Col passare degli anni mi sono interessato alla lingua, all’arte, alla storia e ovviamente anche all’opera e alle donne. Sono rimasto affascinato anche dalla politica. La sinistra italiana sembrava possedere un modo tutto suo, colto e acuto allo stesso tempo, di vedere il mondo e il proprio Paese. Era una combinazione accattivante di socialismo e stile. Mi pareva che a Bologna avessero inventato la città moderna perfetta, combinando dinamismo intellettuale, un’amministrazione locale straordinaria e alcuni esempi della cucina migliore d’Europa. Come tanti altri della mia generazione, mi sono bevuto tutto quanto e mi chiedevo come mai noi inglesi non potessimo somigliare un po’ di più agli italiani.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ma questo era tanto tempo fa. Adesso vedo le cose in maniera diversa. Sarebbe facile scaricare tutta la colpa su Berlusconi, sulla sua personalità grottesca, sulla sua corruzione, sulla sua mancanza di vergogna e sul suo razzismo , e fino ad un certo punto, certamente, lo faccio. Ciò che George W. Bush ha fatto per la reputazione mondiale degli Stati Uniti, Berlusconi l’ha fatto per la reputazione dell’Italia. Tuttavia, c’è una grossa differenza: l’ascesa di Bush ha reso possibile l’ascesa correttiva finale di Barack Obama. In maniera opposta, l’ascesa di Berlusconi sembra autoalimentarsi e sembra portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media. A volte ho paura che questo sia il nostro futuro anche nel Regno Unito se non staremo attenti. Il mio quiz natalizio per i lettori è questo: chi potrebbe essere il Berlusconi britannico?</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Torniamo in Italia. Quando gli osservatori inglesi guardavano gli Stati Uniti un decennio fa e si chiedevano come avessero fatto ad eleggere qualcuno come Bush, c’era almeno una chiara risposta psefologica alla loro domanda (la quale non era semplicemente la risposta ovvia che nel 2000 non l’avessero eletto). Gli americani hanno scelto Bush due volte perché gli elettori americani, soprattutto i maschi bianchi, sono tendenzialmente, sia culturalmente sia politicamente, più a destra dei votanti maschi e bianchi nella maggior parte d’Europa.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ci dobbiamo porre una domanda simile sugli italiani. Come hanno potuto eleggere Berlusconi, farlo una seconda volta e poi una terza? L’hanno fatto, sospetto, per le stesse ragioni psefologiche degli americani che hanno scelto Bush. Ripercorrendo gli ultimi 150 anni di storia italiana possiamo notare lunghi periodi di governo della destra, seguiti da un breve periodo di catastrofi e, successivamente, una riconferma della destra. L’Italia non è mai stata quel paradiso liberale di cui si illudono qualche volta i progressisti europei. In realtà è un Paese in cui c’è una maggioranza di destra. È molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto i turisti di classe media, pieni di fantasie ispirate da EM Forster e che vedono solo quello che vogliono vedere, possano immaginare. Coccaglio non è un mero  correttivo di tutto questo. L’Italia è così. Dimenticate l’Italia di Dante. Dimenticate l’Italia di Verdi. Dimenticate l’Italia delle vostre fantasie. Benvenuti nell’Italia che definisce una retata contro gli immigrati ‘Operazione Bianco Natale’, nell’Italia che dichiara che il Presidente degli Stati Uniti ha una bella tintarella, la stessa Italia che poi si mette anche a ridacchiare di queste cose.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><strong>Martin Kettle, The Guardian (Inghilterra)</strong></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>traduzione di ItaliaDallEstero.info</em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>Link: <a title="Italia dall'estero" href="http://italiadallestero.info/archives/8665" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>Link: <a title="The Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/dec/24/goodbye-noughties-italy-rightwing-racist" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo orginale</a></em></p>
<h6 style="text-align: right;"><em>foto by </em><em><a href="http://www.flickr.com/people/mozzarellahead/" target="_blank">Nino Modugno</a></em></h6>
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