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	<title>il Grimaldello &#187; Informatica</title>
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		<title>Un nuovo modo di pensare?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Che lo si voglia oppure no, internet è ormai diventato parte essenziale nella vita di molte persone. Ogni giorno ne sentiamo tessere le lodi da una parte mentre dall&#8217;altra si tenta di demonizzarlo. Gran parte dei nostri politicanti lo vede come una minaccia mentre altrove nascono gruppi che lo candidano al &#8220;Nobel per la Pace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2566" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-nuovo-modo-di-pensare/larete/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2566" title="larete" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/larete-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Che lo si voglia oppure no, internet è ormai diventato parte essenziale nella vita di molte persone. Ogni giorno ne sentiamo tessere le lodi da una parte mentre dall&#8217;altra si tenta di demonizzarlo. Gran parte dei nostri politicanti lo vede come una minaccia mentre altrove nascono gruppi che lo candidano al &#8220;Nobel per la Pace 2010&#8243;.<br />
Ogni anno la rivista on-line Edge, che tratta argomenti di tecnologia e scienza, propone un argomento di discussione a cui rispondono numerosi scienziati, scrittori, filosofi, artisti ecc. La domanda di quest&#8217;anno era &#8220;L’uso della rete ha cambiato il nostro modo di pensare?&#8221;.<br />
Riporto di seguito due risposte che ho trovato molto interessanti, sia per il punto di vista insolito da cui viene affrontato il problema, sia per la divergenza di opinioni che ne risulta.</p>
<p><strong>UN UNICO INDIVIDUO</strong><br />
Richard Dawkins, <em>biologo evoluzionista</em></p>
<p>Il web è un’invenzione geniale, uno dei traguardi più alti raggiunti dalla specie umana. La sua qualità migliore è quella di non essere stato creato da un singolo genio come Tim Berners­Lee o Steve Wozniak o Alan Kay, né da una grande azienda come la Sony o l’Ibm, ma da una comunità anarchica composta da singoli e gruppi per lo più anonimi sparsi in tutto il mondo. Le sue dimensioni sono sovrumane. Senza contare il fatto che collega computer di dimensioni diverse, che funzionano a velocità diverse e sono stati costruiti da aziende diverse. Internet è una rete che nessuno ha mai progettato, che è cresciuta in modo organico ma casuale, secondo princìpi non solo biologici ma specificamente ecologici. Naturalmente ci sono anche gli aspetti negativi, ma non sono gravi. Molte chat, che funzionano senza nessun controllo, hanno contenuti pessimi. La tendenza alla maleducazione e all’aggressività è favorita dall’anonimato, di cui un giorno bisognerà discutere. Insulti e oscenità che non ci sogneremmo mai di firmare con il nostro nome escono allegramente dalla tastiera quando usiamo pseudonimi come Tinkywinky, Flubpoodle o Archweasel.</p>
<p>E poi c’è l’eterno problema di distinguere le informazioni vere da quelle false. I motori di ricerca ci spingono a vedere l’intero web come una gigantesca enciclopedia, dimenticando che i contenuti delle enciclopedie tradizionali erano rigorosamente controllati e che gli autori delle loro voci erano esperti selezionati. Detto questo, mi meraviglio continuamente di quanto può essere fatta bene Wikipedia. Di solito misuro la sua attendibilità in base alle poche cose che rientrano davvero nelle mie competenze (e sulle quali avrei potuto scrivere una voce per un’enciclopedia tradizionale), come l’evoluzione e la selezione naturale. Sono così impressionato che quando mi mancano le conoscenze di prima mano vado a vedere anche altre voci. Senza dubbio c’è qualche errore, ma la vita di un errore prima che il naturale meccanismo di correzione lo elimini è molto breve. Il fatto stesso che il meccanismo funzioni, anche se solo in alcuni settori come la scienza, smentisce così apertamente il mio pessimismo iniziale che sono tentato di considerarlo una metafora di tutti gli aspetti del web, a cui bisogna guardare con più ottimismo.</p>
<p>Su internet, comunque, c’è molta spazzatura, più di quanta ce ne sia nei libri stampati, forse perché produrli costa di più. Ma la velocità e l’onnipresenza di internet ci spingono a essere più critici. Se le notizie riportate da un sito sembrano poco fondate, possiamo facilmente controllarle su altri siti (alcuni, per esempio, catalogano utilmente leggende metropolitane e altre informazioni false che si difondono come virus). Quando riceviamo uno di quegli avvisi terriicanti su un virus informatico pericolosissimo, non lo giriamo subito a tutti i nostri contatti, ma cerchiamo su Google e spesso viene fuori che si tratta del “falso allarme numero 76”.</p>
<p>Forse l’aspetto più negativo di internet è che navigare può diventare una dipendenza e una gran perdita di tempo. Il sistema ci fa svolazzare da un argomento all’altro invece di concentrarci su una cosa alla volta. Ma voglio fare anche delle considerazioni positive. L’inaspettata unificazione mondiale che il web sta realizzando (un amante della fantascienza potrebbe vederci la nascita di una nuova forma di vita) somiglia all’evoluzione del sistema nervoso degli animali pluricellulari. Una certa scuola di psicologia potrebbe considerarla il riflesso dello sviluppo della personalità dei singoli individui, come la fusione di inizi separati e distribuiti nell’infanzia.</p>
<p>Mi torna in mente un’intuizione di Fred Hoyle nel suo romanzo di fantascienza <em>La nuvola nera</em>. La nuvola è un viaggiatore interstellare sovrumano, il cui “sistema nervoso” è costituito da unità che comunicano tra loro via radio a una velocità superiore a quella dei nostri impulsi nervosi. Ma perché quella nuvola dev’essere considerata un unico individuo e non una società? La risposta è che la velocità delle connessioni cancella le distinzioni. Una società umana potrebbe davvero diventare un unico individuo se ognuno di noi fosse capace di leggere il pensiero degli altri grazie al passaggio diretto di onde radio ad alta velocità da un cervello all’altro. Una cosa simile prima o poi potrebbe fondere le varie unità che costituiscono internet.</p>
<p><strong>UN&#8217;ESAGERAZIONE</strong><br />
Steven Pinker, <em>psicologo</em></p>
<p>Sono una persona che crede sia nella natura umana sia nei principi immutabili della logica. Quindi sono molto scettico sull&#8217;idea che internet stia cambiando il nostro modo di pensare. I mezzi di comunicazione digitali non modificheranno mai i meccanismi con cui il cervello elabora le informazioni né sostituiranno il ragionamento diretto o il teorema della probabilità di Bayes. L&#8217;affermazione che internet stia cambiando il nostro modo di pensare nasce da una serie di fattori: le pressioni esercitate sugli esperti perché annuncino che questo o quello &#8220;ha cambiato tutto&#8221;, un&#8217;idea superficiale di cos&#8217;è il &#8220;pensiero&#8221;, la mentalità neofobica secondo cui &#8220;se i giovani fanno qualcosa che io non faccio, la cultura è in declino&#8221;.<br />
Una generazione che usa gli sms, naviga su internet e scrive su Twitter ha sviluppato l&#8217;invidiabile capacità di elaborare parallelamente più flussi di nuove informazioni? La maggior parte degli psicologi cognitivi ne dubita, e gli ultimi studi di Clifford Nass confermano il loro scetticismo. I cosiddetti <em>multitasker</em> sono come Woody Allen quando dice che dopo aver seguito un corso di lettura veloce ha divorato <em>Guerra e Pace</em> in una sera e ha capito che &#8220;parla di certi russi&#8221;.</p>
<p>E&#8217; molto diffusa anche l&#8217;idea che gli studenti non siano più capaci di scrivere senza usare abbreviazioni, emoticon e frasi prese dalla rete senza controllare. Ma gli studenti si abbandonano a questo tipo di pigrizia solo se glielo permettono gli insegnanti. Io non ho mai visto niente di simile tra i miei allievi, e una ricerca di Andrea Lunsford sui lavori degli studenti universitari dimostra che si tratta di fantasie dei cosiddetti esperti.<br />
Il fatto che gli standard intellettuali condizionino i prodotti dell&#8217;intelletto è particolarmente evidente in campo scientifico. Gli scienziati sono consumatori insaziabili di internet e tutte le altre cose che si fanno con il computer e che ci starebbero rendendo stupidi, come le presentazioni Powerpoint e l&#8217;email. Tuttavia sarebbe ridicolo dire che gli scienziati pensano in modo diverso rispetto a dieci anni fa o che il progresso della scienza è rallentato.</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante dello sviluppo di internet non è come sta cambiando il modo di pensare delle persone, ma che la rete si sta adattando al loro modo di pensare. La diffusione di internet cominciata più di dieci anni fa è stata favorita essenzialmente dalla disponibilità dell&#8217;interfaccia grafica, quella del browser, un mondo visivo più familiare fatto di finestre, icone e bottoni che superava il funzionamento lineare dei vecchi computer. I cambiamenti successivi sono stati favoriti da interfaccia ancora più naturali (oggi è possibile impartire comandi con una parola o un gesto), da una migliore imitazione dell&#8217;espressione umana (come nel caso dei consigli sui film, libri o musica e dei metodi di ricerca sempre più intelligenti) e dall&#8217;uso del web a scopi emotivi e sociali (come nel caso dei social network). Senza dubbio internet ha influito su molti aspetti del funzionamento della mente. I faldoni, la posta, le librerie, i registri, i documenti sono stati sostituiti dai software, influendo sul nostro uso del tempo. Ma credo che parlare di un cambiamento del modo di pensare sia un&#8217;esagerazione.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Internazionale</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html">The </a><em><a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html">Edge</a></em><a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html"> Annual Question</a></p>
<p><strong>Link</strong>: <a href="http://www.edge.org/q2010/Internazionale.pdf">Le risposte in italiano</a></p>
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		<title>Tutti virtualizzati</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/07/tutti-virtualizzati/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 23:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<category><![CDATA[vmware]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di virtualizzare le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo.
Realtà molto diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1647" title="3040894815_2e06343996" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/3040894815_2e06343996-200x125.jpg" alt="3040894815_2e06343996" width="200" height="125" />Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di <em>virtualizzare</em> le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo.<span id="more-1835"></span></p>
<p><strong>Realtà molto diverse </strong>tra di loro sono accomunate dal desiderio di &#8220;ottenere di più con meno<strong>&#8220;</strong>. In quest&#8217;ottica un&#8217;azienda che desidera risparmiare deve analizzare le proprie necessità e organizzarsi in modo da avere le risorse adeguate. È inutile che il panettiere locale acquisti un server da qualche decina di migliaia di euro per inviare/ricevere ordini. D&#8217;altra parte una azienda che progetta siti web con 20 impiegati non può farli lavorare a turni su 5 postazioni.<br />
Queste scelte, spesso, non possono essere basate solo sul buon senso. Ci sono aziende che prosperano analizzando la situazione di altre realtà per realizzare la migliore lista della spesa da proporre.</p>
<p><strong>Per capire meglio</strong> l&#8217;uso più comune della <em>virtualizzazione</em> possiamo considerare la seguente situazione:<br />
un&#8217;azienda con 30 impiegati ha una serie di clienti, che vengono registrati con i loro dati – nome, cognome, numero di telefono, ecc. &#8211; su una base di dati che risiede su un server. Per la gestione delle pratiche viene usato un sistema diverso che funziona solo su macchine Linux, di fatto incompatibile con il precedente. A questo punto l&#8217;azienda dovrebbe avere due server operativi nello stesso orario lavorativo.<br />
In alternativa si può usare un unico calcolatore – che non deve essere più potente dei precedenti – dove siano attive entrambe le funzionalità (base di dati e gestionale), ognuna con la sua <em>macchina virtuale </em>indipendente dall&#8217;altra. Si avrà così il 50% di risparmio sul costo iniziale e sulla bolletta elettrica. Inoltre c&#8217;è anche un guadagno d&#8217;<em>efficienza</em>: se la base di dati viene interrogata una volta ogni 20 minuti impegnando la macchina per qualche secondo impatterebbe pochissimo sul gestionale perché questo non ha bisogno di risposte in tempo reale.</p>
<div id="attachment_1631" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1631" title="Esempio divisione parti" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/virtualizzazione.png" alt="Esempio divisione parti" width="400" height="276" /><p class="wp-caption-text">Esempio divisione parti</p></div>
<p>La tecnologia che sta dietro a questo sistema è relativamente semplice. In una visione a livelli, la macchina ospite, ovvero quella dove risiede fisicamente l&#8217;hardware, è alla base. Al livello sopra c&#8217;è la &#8220;piattaforma&#8221; o <em>Hypervisor</em>, software che comunica con il sistema operativo dell&#8217;ospite, reinterpretando le richieste delle macchine virtuali in modo da poterle eseguire correttamente. Infine ci sono gli ambienti virtualizzati. Questi sistemi operativi considerano un calcolatore come se avesse delle caratteristiche che si possono impostare a piacere: spazio sul disco rigido, memoria RAM, schede di rete, scheda audio, unità ottiche. Quindi è possibile impostare dei limiti ben precisi sulle risorse dedicate al singolo ambiente.</p>
<p>La chiave del successo di una soluzione di virtualizzazione rispetto ad un&#8217;altra sta nella &#8220;piattaforma&#8221;. Vista la complessità dei sistemi e le infinite possibili combinazioni hardware è estremamente difficile rendere tale componente efficiente. Per venire incontro alle esigenze degli sviluppatori e degli utenti i costruttori di processori hanno introdotto nei loro prodotti alcune direttive. Queste consentono di aumentare le prestazioni direttamente – maggiore numero di processi che possono essere eseguiti contemporaneamente – o indirettamente – consentendo a sistemi a 32 bit di gestire memoria RAM fino a 64 GB (normalmente ne potrebbero gestire appena 4GB).</p>
<p>Sono due le principali tipologie di &#8220;piattaforma&#8221;:</p>
<ul>
<li>ospitata o Full virtualization</li>
<li>nativa o Paravirtualization</li>
</ul>
<p>Nel primo caso tutte le comunicazioni tra la <em>macchina virtuale</em> ed l&#8217;hardware vengono intercettate dalla &#8220;piattaforma&#8221; per essere interpretate e poi indirizzate ai driver corretti del sistema operativo ospite. Questo tipo di sistema è  facilmente implementabile – basta installare un programma – e consentono di ottenere buone performance. Tra i nomi di maggiore successo c&#8217;è <strong><em>Vmware Inc.</em></strong> che offre soluzioni a tutti i livelli: da versioni gratuite per l&#8217;utente casalingo a quelle per multinazionali.<br />
Nel secondo caso viene ridotta all&#8217;osso la parte di software della &#8216;piattaforma&#8217; così da impattare il meno possibile sui tempi di calcolo. Questa soluzione richiede che il sistema ospite sia stato configurato in modo adeguato. <strong><em>Xen</em></strong> è tra i nomi più conosciuti, nato in ambiente accademico è stato sviluppato come free software sotto licenza GPL2.</p>
<p><strong><em>Per approfondire:</em></strong></p>
<ul>
<li><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_machine" target="_blank">Wikipedia &#8211; La macchina virtuale</a><br />
</em></li>
</ul>
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		<title>WiMax: vita e miracoli</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[wifi]]></category>
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		<description><![CDATA[WiMax si pone la sfida di allentare la presa del digital divide &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-515" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax-wireless-connessione-italia-gentiloni.png" alt="wimax" width="200" height="100" />WiMax si pone la sfida di allentare la presa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank"><em>digital divide</em></a> &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine vedremo a che punto è lo sviluppo e le aree coperte al momento.<br />
<span id="more-514"></span></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Introduzione alla tecnologia</strong></p>
<p>4.2 milioni di cittadini italiani (7.5% della popolazione e 32% dei comuni) sono privi di banda larga. WiMax e&#8217; una tecnologia molto flessibile, con una grande efficienza e capacità di trasporto dati. E&#8217; inoltre in grado di supportare comunicazioni punto-a-multipunto e multipunto-a-multipunto (un &#8220;punto&#8221; può essere un&#8217;antenna oppure un apparecchio), diverse tecniche di crittografia ed autenticazione, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QoS" target="_blank">QoS</a> per applicazioni quale VoIP, video, Ftp, ecc. La ciliegina sulla torta è la facilità d&#8217;installazione: basta una antenna.</p>
<p>Come il WiFi, WiMax può funzionare su differenti frequenze. In particolare queste frequenze devono essere concesse in utilizzo dal governo. Quelle messe all&#8217;asta in Italia ed in generale nel Sud Europa, 3.4 e 3.5 GHz, sono diverse da quelle utilizzate in altri paesi quali Gran Bretagna e Stati Uniti dove è stata assegnata una fascia intorno ai 2.5 GHz.<br />
Il problema, se tale si possa chiamare, non è a livello hardware: basta modificare un valore (o un interruttore come quello per scegliere il voltaggio: 120/220 V) e apparecchi proveniente dagli USA funzionerebbero anche da noi. A 2.5 GHz c&#8217;è una migliore propagazione del segnale: una frequenza altissima è simile ad un fascio di luce e quindi può essere fermato da un foglio di alluminio; se invece la frequenza è bassa può attraversare muri più facilmente. Probabilmente WiMax aprirà la strada anche a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LTE_(Long_Term_Evolution)" target="_blank">LTE (Long Term Evolution)</a> come ponte tra tecnologie 3G (UMTS) e 4G. Molte aziende sperano in un&#8217;unione di fatto tra LTE e WiMax e rimangono in attesa prima di lanciare i propri prodotti/servizi.<br />
Persino <strong>Intel</strong>, che ha investito considerevole risorse in questa tecnologia, ritiene che si debba aspettare e vedere come procederanno le discussioni sulle frequenze intorno ai 2.5GHz in Italia. Nel frattempo si impegna ad offrire una piattaforma scalabile per ogni necessità: Intel Centrino 2 può supportare WiFi e WiMax.</p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>WiMax a confronto con HSDPA e WiFi</strong></p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>HSDPA</strong></p>
<p>HSDPA è l&#8217;evoluzione dell&#8217;UMTS, rilasciato dalla 3GPP &#8211; il consorzio internazionale che si occupa di standardizzare sistemi di telecomunicazione. Introduce una serie di miglioramenti rispetto all&#8217;UMTS che consentono di indirizzare in modo veloce i pacchetti dati apportando grossi miglioramenti in una rete con capacità limitata.<br />
Il principale vantaggio di questa tecnologia è data dal fatto che i costi per implementarla sono irrisori. Le strutture sono le stesse già presenti per le reti attuali. Si tratta di aggiornare il software oppure, al massimo, installare dei MODEM specifici.</p>
<p>WiMax è stato pensato (anche) per comunicazioni usando VoIP. Il Mobile WiMax (IEEE 802.16E &#8211; in fase di sviluppo) consentirà all&#8217;utente di essere sempre connesso, anche durante i suoi spostamenti.</p>
<p>La concorrenza sta diventando efferata: se WiMax, nato in &#8220;ambito&#8221; scambio dati si sta spostando verso la telefonia attraverso l&#8217;utilizzo del VoIP, HSDPA invece cerca di fornire banda larga per i dispositivi mobili.</p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>WiFi</strong></p>
<p>WiFi e&#8217; ormai diffuso in tutte le case, uffici, scuole, biblioteche, eccetera; ormai anche le TV hanno schede che consentono una connessione alla rete senza l&#8217;ausilio di fili. Grazie alla standardizzazione promossa dalla Wi-Fi Alliance i prodotti presentano le stesse caratteristiche tecniche ma, a differenza del WiMax, che può funzionare su bande di frequenza con licenza o senza, WiFi funziona utilizzando solo bande senza licenza quindi soggette ad <em>interferenze</em>. Questo impatta negativamente sulla copertura ed anche sulla larghezza di banda. Onde ovviare a questo tipo di problemi, con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11#802.11n" target="_blank">versione &#8220;N&#8221;</a>, è stata introdotta la possibilità di utilizzare più antenne per la ricezione ed invio dati attraverso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MIMO" target="_blank">MIMO</a> (Multiple-input and multiple-output).</p>
<p><img class="size-large wp-image-568 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wifi-contro-wimax-600x185.jpg" alt="wifi-contro-wimax" width="600" height="185" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Confronto copertura Wi</em>Fi e WiMax</p>
<p><strong>Intel</strong> afferma in una brochure: &#8220;WiMAX won’t replace Wi-Fi, but rather will fill in between hotspots and extend your Internet access on the go.&#8221; &#8211; <em>WiMax non sostituirà il WiFi, piuttosto si posizionerà tra hotspot ed estenderà il vostro accesso  ad Internet. </em> E&#8217; quindi possibile creare una rete dove gli utenti finali si connetteranno attraverso WiFi ad Internet (o Intranet) mentre i singoli punti d&#8217;accesso (hotspot) saranno collegati tra di loro attraverso WiMax.</p>
<p><img class="size-full wp-image-592 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax.jpg" alt="Uso WiMax" width="466" height="480" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una rete WiMax</em></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Comparazione</strong></p>
<p>Confronteremo le caratteristiche fondamentali di ogni tecnologia:</p>
<ul>
<li><strong>copertura</strong>: superficie coperta con distinzione tra zone urbane e rurali.</li>
<li><strong>larghezza di banda</strong>: quella massima e quella correntemente disponibile.</li>
<li><strong>investimento iniziale:</strong> necessario per avere una rete funzionante. Vista la scarsa documentazione disponibile verrà fatta una valutazione per ordini di grandezza.</li>
<li><strong>mobilità</strong>: distinzione tra statico (uscendo fuori dall&#8217;area coperta si perde la connessione), nomadico (entrando in un area coperta posso connettermi con le stesse credenziali) e mobile (disponibile virtualmente ovunque).</li>
<li><strong>sicurezza</strong>: disponibilità di protocolli di criptazione ed autenticazione.</li>
<li><strong>QOS (qualità del servizio)</strong>: capacita&#8217; di adattarsi al carico della rete, garantire una certa larghezza di banda in qualsiasi situazione.</li>
</ul>
<p><img class="size-large wp-image-657 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/riassunto-600x242.jpg" alt="Confronto - Riassunto" width="600" height="242" /></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Stato attuale</strong></p>
<p>I <a id="stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX#WiMAX_in_Italia" target="_blank">vincitori della gara</a> d&#8217;appalto per l&#8217;assegnazione delle licenze d&#8217;utilizzo delle bande radio comprese tra i 3.4 e 3.5GHz sono stati pubblicati più di un anno fa dal Ministero delle Comunicazioni. Ai vincitori fu chiesto di impegnarsi entro 30 mesi perché almeno il 60% del territorio controllato fosse coperto. Ecco la situazione 15 mesi dopo.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.linkem.com/max/" target="_blank">Linkem</a></strong></em>, aggiudicatasi le licenze in 13 regioni ed a livello nazionale, elogia i ridotti costi d&#8217;installazione e manutenzione nonché l&#8217;impatto ambientale. Secondo i loro piani raggiungeranno, entro il 2012, 75% della popolazione: 500.000 clienti senza banda larga con un investimento di 200 milioni di euro.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ariadsl.it/" target="_blank">Aria</a></strong></em> è stata tra le compagnie che hanno investito maggiormente nell&#8217;acquisizione delle licenze. Il loro obbiettivo non è quello di coprire l&#8217;intero paese ma di raggiungere chi ne ha bisogno. Le aree coperte possono essere velocemente espanse qualora necessario.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.retelit.it/" target="_blank">Retelit</a></strong></em> opera principalmente nel Centro-Nord. I test eseguiti durante l&#8217;inverno scorso hanno dimostrato, oltre ogni ombra di dubbio, che WiMax non risente di condizioni meteorologiche avverse, come avviene di solito con trasmissioni radio ad alte frequenze. Sono partite delle reti pilota in Emilia e Valtellina con un ampliamento in Lombardia.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.mandarin.it/" target="_blank">Mandarin</a></strong></em>, attiva in Sicilia, si auspica di creare un prodotto molto semplice attorno al quale i rivenditori possano costruire i loro servizi. Il loro modello di vendita prevede l&#8217;apertura di una rete di Mandarin Point (punti di contatto all&#8217;interno di negozi d&#8217;informatica, SKY e piccoli distributori). Un rapporto di 3 Mandarin Point per 5 mila abitanti consentirebbe di fornire l&#8217;assistenza necessaria all&#8217;utente finale in modo veloce.</p>
<p><img class="size-full wp-image-666 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/italia1.jpg" alt="Distribuzione WiMax in Italia - Aprile 2009" width="400" height="479" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Distribuzione delle reti WiMax sul territorio nazionale &#8211; Aprile 2009</em></p>
<p>Dal lato dei produttori di hardware abbiamo:</p>
<p><strong>Samsung</strong> ritiene che la tecnologia sia matura almeno dal 2006. In occasione delle Olimpiadi di Torino è stata utilizzata una rete che si è dimostrata molto affidabile. Anche se WiMax e LTE dovessero confluire, le opportunità ci saranno per tutti, basta saper rispondere alle esigenze del cliente.</p>
<p><em><strong>Alvarion</strong></em> non si limita a considerare il trasferimento di dati o VoIP ma prende in considerazione anche applicazioni machine-to-machine utilizzate da consorzi o distretti scolastici.</p>
<p><em><strong>Alcatel-Lucent</strong></em> cita stime secondo le quali nel 2013 l&#8217;80-90% degli utenti utilizzerà il WiMax per applicazioni fisse o nomadiche, il 20% invece saranno mobili.  WiMax e LTE possono convivere e loro si impegnano a svilupparle in parallelo.</p>
<p>Nel secondo quadrimestre 2008 <em>Infonetics Research</em> <a href="http://www.infonetics.com/pr/2009/cr09.wmx01.nr.asp" target="_blank">ha stimato</a> che Motorola e Alcatel-Lucent contavano da sole i due terzi dell&#8217;equipaggiamento globale WiMax Mobile. Alvarion contava invece un quarto dei dispositivi fissi garantendosi una posizione leader.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: Top Trade Informatica, n°4, anno XVII, pagine 64, 65 66, 67 e 68.</em></p>
<p><strong>Ulteriori Approfondimenti</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.comitatobandalarga.it/index.php" target="_blank"><em>Comitato Banda</em>Larga</a></li>
<li><a href="http://home.intekom.com/satnac/proceedings/2007/papers/access/Paper%2078%20-%20Amimo-Rayolla.pdf" target="_blank"><em>Wireless Broadband: Comparative Analysis of HSDPA vs. WiMAX</em></a></li>
<li><a href="http://www.knightcenter.org/FileUploads/Z6003%20WiMAX%20Overview%20-%20January%202009.pdf" target="_blank"><em>Knight Center of Digital Excellence Resource Center &#8211; WiMAX Overview</em></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>La tecnologia dei giovani</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 13:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-379" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/young-family-using-internet.jpg" alt="La famiglia su internet" width="200" /> Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  7 e 11 anni e tra 12 e 19 anni. <span id="more-367"></span> Agli intervistati è stato chiesto di rispondere ad alcune domande sulla loro conoscenza ed utilizzo delle tecnologia di ultima ed ultimissima generazione.</p>
<p><strong>Bambini</strong> Il 73,4% degli intervistati dichiara di avere un computer ed oltre la metà afferma di usarlo almeno un&#8217;ora al giorno. In particolare:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</p>
<p>L&#8217;utilizzo di Internet è un altro importante fattore di avvicinamento dei più piccoli alla tecnologia. Più della metà (il 56.3 %) dichiara di utilizzare regolarmente internet:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>L&#8217;età in cui si impara a navigare nella rete è molto diminuita negli ultimi anni. Una buona percentuale dei bambini &#8211; età compresa tra 7 e 11 anni  &#8211; si confronta con Internet già dalle scuole elementari:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;utilizzo della connessione ad Internet si ha una concentrazione principalmente nelle aree di &#8216;trend&#8217; ovvero quelle più gettonate:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
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</object>
</p>
<p>Il 60.6% dei bambini ha a casa una console portatile/videogioco ma solamente il 25.3% dichiara di possedere un televisore al plasma con maxischermo; il 64.2% possiede un televisore tradizionale. Il 32.4% gioca al massimo un&#8217;ora al giorno, contro 19% che gioca tra 1 e 2 ore. Un dato preoccupante è che il 47.6% ha dichiarato di aver giocato con videogiochi non adatti alla propria età, contro il 47% che sostiene il contrario. Un bimbo su 5 afferma di riconoscere che i videogiochi non adatti impattano sul comportamento.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della TV è molto elevato in queste fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5901"></param>
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</object>
</p>
<p>Il lettore collegato alla TV viene utilizzato almeno un&#8217;ora al giorno dagli intervistati e, nel 26.5% dei casi, tra 1 ora e 2 ore; 19.8% afferma di non utilizzarlo affatto.</p>
<p>I bambini hanno una propria percezione del grado di conoscenza in ambito tecnologico delle persone che li circondano:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
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</p>
<p><strong>Adolescenti</strong> Appena il 3.2% afferma di non avere il telefono cellulare e il 5.4% un personal computer. Gli adolescenti ascoltano musica utilizzando il proprio lettore MP3 almeno un ora al giorno nel 39.2% dei casi contro il 9.3% nel caso dei bambini.</p>
<p>Per quanto riguardo l&#8217;utilizzo del lettore DVD le percentuali sono del tutto simili nelle due fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Gli adolescenti trascorrono anche più tempo in Rete:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Il periodo in cui si iniziano a fare i primi passi nell&#8217;intricato mondo di Internet risale, in entrambe le fasce d&#8217;età, a circa 4 anni fa. Questo rende i bambini molto più precoci dei ragazzi:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
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</object>
</p>
<p>Gli adolescenti tendono ad utilizzare la Rete per ricercare informazioni di interesse, scaricare musica, guardare video, mantenersi in contatto con altri e prendere confidenza con l&#8217;acquisto di prodotti online:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5908"></param>
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</object>
</p>
<p>Cambia anche la percezione dell&#8217;alfabetizzazione informatica delle persone vicine. Il personale docente risulta &#8220;abbastanza&#8221;o &#8220;molto&#8221; preparato nel 48.1% e nel 10.2% dei casi. La divisione tra i genitori vede come vincitore ancora una volta il padre. I nonni invece vengono visti, nell&#8217;84.9% dei casi, come totalmente all&#8217;oscuro delle tematiche informatiche.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: TopTrade Informatica, n° 3, anno XVII, pagine 40 e 41.</em></p>
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		<title>Firefox supera IExplorer</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/firefox-supera-iexplorer/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 11:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Persegona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Browser]]></category>
		<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile Browser]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mozilla Firefox, questa settimana, è ufficialmente diventato il browser (programma utilizzato dai personal computer per la navigazione in internet) più diffuso in europa scalzando Internet Explorer 7 della Microsoft.
Le cifre fornite da Statcounter pongono Firefox al 35,05% e Internet Explorer 7 al 34.54%. E&#8217; la prima volta che un programma non Microsoft raggiunge il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-311" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/firefox-sorpassa-internet-explorer-200x193.jpg" alt="firefox-sorpassa-internet-explorer" width="200" height="193" /> Mozilla Firefox, questa settimana, è ufficialmente diventato il browser <em>(programma utilizzato dai personal computer per la navigazione in internet)</em> più diffuso in europa scalzando Internet Explorer 7 della Microsoft.</p>
<p>Le cifre fornite da Statcounter pongono Firefox al 35,05% e Internet Explorer 7 al 34.54%. E&#8217; la prima volta che un programma non Microsoft raggiunge il primo posto nelle preferenze dei navigatori del web a livello europeo.  <span id="more-304"></span>Il sorpasso è dovuto anche al recente lancio di Internet Explorer 8 che ha &#8220;rubato&#8221; al predecessore un 2,3% dell&#8217;utenza. Ovviamente la vittoria è relativa dato che la somma di tutte le versioni del browser Microsoft detengono quasi il 48% del mercato Europeo.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-316" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/browser-600x351.jpg" alt="browser-europa0409" width="600" height="351" /></p>
<p>Invece la situazione è differente a livello mondiale: Internet Explorer in tutte le sue versioni fa da padrone con un 62% del mercato contro il 29% di Firefox.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-322" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/statcounterglobal-600x351.jpg" alt="browser-mondo0409" width="600" height="351" /></p>
<p>Per quanto concerne i browser mobile <em>(cioè i browser utilizzati da dispositivi di piccole dimensioni quali i cellulari)</em> Stacounter rivela che Opera Mobile e il Safari degli Iphone si contendono a parimerito il 22% del mercato mondiale a testa. Subito a seguire troviamo il software utilizzato dai cellulari Nokia con un 18% e il Safari dell&#8217;Ipod Touch con un 15%. In Nord America si impone quasi totalmente la Apple e il suo Safari con un 34%+27%. L&#8217;unica concorrenza arriva dal BlackBerry con il 15%. In europa rimane il predominio della casa della mela (Apple) con il 31%+12% del mercato, seguita dalla Nokia con un 18% e da Opera con un 22%. In Asia, invece, la situazione è totalmente diversa: il mercato è di Opera con il 45% e Nokia con il 36%. Il tutto è in attesa di Fennec, il mobile browser nato da Firefox.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-325" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/statcounterglobal1-600x351.jpg" alt="mobilebrowser-0409" width="600" height="351" /></p>
<p>StatCounter raccoglie le statistiche su un campione di 3 milioni di siti web, raggiungengo 4 milioni di visite al mese. Questo rende i dati non propriamente scientifici ma comunque utili a fornire una idea sull&#8217;andamento del mercato.</p>
<p>Link: <a href="http://gs.statcounter.com/" target="_blank">statcounter.com</a></p>
<p>Link: <a href="http://punto-informatico.it/2591426/PI/News/firefox-batte-ie-europa-sorpasso.aspx" target="_blank">punto-informatico.it</a></p>
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		<item>
		<title>Giochi Online: nuova droga?</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/mmorp/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 10:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Persegona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Browsergame]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
		<category><![CDATA[MMORPG]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un nuovo mondo in continuo sviluppo, specialmente in oriente, è quello dei videogiochi online. La categoria comprende varie tipologie caratterizzate da differenze sia di ambientazioni e finalità sia di caratteristiche tecniche per il corretto funzionamento su un computer. Si può variare da programmi con notevoli richieste a livello di computer sino ad arrivare ai browser [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-289" title="42-17031265" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/videogame-200x131.jpg" alt="42-17031265" width="200" height="131" /></p>
<p>Un nuovo mondo in continuo sviluppo, specialmente in oriente, è quello dei videogiochi online. La categoria comprende varie tipologie caratterizzate da differenze sia di ambientazioni e finalità sia di caratteristiche tecniche per il corretto funzionamento su un computer. Si può variare da programmi con notevoli richieste a livello di computer sino ad arrivare ai browser games, dove basta un semplice &#8220;internet explorer&#8221; o &#8220;firefox&#8221; nel computer per giocare. <span id="more-215"></span></p>
<p>I browser games si affiancano al fenomeno sempre più diffuso dello &#8220;svago&#8221; durante il lavoro. Principale promotore è il noto Facebook, social network che permette anche l&#8217;accesso a giochi e svaghi. A rendere il tutto accattivante è la competizione: ogni gioco possiede una classifica da scalare. Noti browsergame con milioni di iscritti sono Ogame, dove si gestisce un impero galattico, Travian, dove si governa un impero ai tempi dei romani, ma ve ne sono molti altri con i più disparati scopi.</p>
<p>Di differente approccio sono videogiochi che necessitano l&#8217;installazione nel proprio computer di un apposito software. Parte predominante sono i MMORPG  (Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game): videogiochi di ruolo dove il giocatore guida un personaggio virtuale in un mondo popolato da altre migliaia di persone. Per citarne alcuni: World of Myr 2-3, Lineage II, Word Of Warcraft etc&#8230; Ciò che rende il tutto accattivante non è la storia, ma la crescita del personaggio: aumentare di livello e procurarsi l&#8217;equipaggiamento più forte. Per ottenere risultati degni di nota sono richieste quantità notevoli di tempo. Il tutto viene inserito in un contesto dove il giocatore si trova a relazionarsi con altra gente e finisce per sentirsi parte attiva di un gruppo.</p>
<p>A seguito della diffusione di questi giochi si è creato un vero e proprio mercato nero. Molti giocatori, specialmente quelli provenienti da paesi poveri, sfruttano la cosa per vendere account già avviati, oggetti specifici o soldi virtuali. Molte di queste transizioni ovviamente sono totalmente illegali e vietate. Persino alcuni giochi si sovvenzionano rendendo disponibili alcuni equipaggiamenti o vantaggi solamente a pagamento. Altri, invece, utilizzano un canone mensile. Altri ancora &#8220;obbligano&#8221; l&#8217;acquisto di aggiornamenti ogni tot mesi per proseguire il gioco. Degno di nota è il mondo di Second Life: realtà parallela virtuale del mondo reale dove moneta virtuale e reale si scambiano liberamente.</p>
<p>Una recente inchiesta condotta dal Guardian ha rivelato che dal 2004 oltre 1700 dipendenti pubblici in Inghilterra sono stati licenziati o sottoposti a controllo disciplinare per uso improprio di internet. Pare che tali provvedimenti stiano venendo adottati pure in Italia da alcune aziende. Impressionante è che l&#8217;84% dei giocatori in oriente sia catturata da questo genere di giochi e una buona fetta sacrifichi la vita reale per quella virtuale. Nonostante l&#8217;Assemblea Nazionale Popolare Cinese definisca questi  giochi &#8220;deleteri per la salute delle nuove generazioni&#8221;, il settore è in continua crescita. Preoccupa il fatto che questo fenomeno, di riflesso, stia colpendo pure il mondo occidentale.</p>
<p>Link: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Videogioco_per_browser" target="_blank">it.wikipedia.org</a></p>
<p><a href="http://www.otakuforum.it" target="_blank"></a></p>
<p>Link: <a href="http://punto-informatico.it/2517369/PI/News/gamer-cinesi-preferiscono-farlo-online.aspx">punto-informatico.it</a></p>
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		<title>Il Sole dell&#8217;Oracolo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 20:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[oracle]]></category>
		<category><![CDATA[sun]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Oracle Corporation (Oracle DB), in un communicato stampa, ha dichiarato di voler acquisire Sun Microsystems (Java e Solaris) per $ 7.4 miliardi. Il principale obiettivo è di entrare nel competitivo campo del corporate computing (capacità di calcolo per ambienti con &#62;1000 utenti) cercando di sottrarre quote di mercato al leader I.B.M.
Voci dell&#8217;acquisizione di Sun da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-216" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/sunoracle2.png" alt="sunoracle2" width="200" height="100" />L&#8217;Oracle Corporation (Oracle DB), in un <a href="http://www.oracle.com/us/corporate/press/018363" target="_blank">communicato stampa</a>, ha dichiarato di voler acquisire Sun Microsystems (Java e Solaris) per $ 7.4 miliardi. Il principale obiettivo è di entrare nel competitivo campo del <em>corporate computing</em> (capacità di calcolo per ambienti con &gt;1000 utenti) cercando di sottrarre quote di mercato al leader I.B.M.<span id="more-145"></span></p>
<p>Voci dell&#8217;acquisizione di Sun da parte si Oracle si sono susseguite per diversi mesi da fonti più o meno attendibili. Pare però che la compagnia ideatrice della diffusissima piattaforma Java fosse conducendo accordi con I.B.M. ma le trattative si sono interrotte; la causa potrebbe essere l&#8217;abbassamento dell&#8217;investimento di Big Blue da $10/azione a $9.4. Due settimane dopo arriva l&#8217;annuncio ufficiale dell&#8217;acquisizione. Oracle ha offerto $9.5 per azione.</p>
<p>Da una parte c&#8217;è l&#8217;<strong>Oracle Corporation</strong> è considerato uno dei leader nella realizzazione di prodotti a livello <em>corporate</em>, in particolare sistemi per la gestione della basi di dati (DBMS). Nel 2007 Oracle fu stimata come la <a href="http://www.softwaretop100.org/" target="_blank">terza maggiore azienda</a> realizzatrice di software dopo Microsoft e I.B.M. Il reddito netto a fine 2008 è stato di circa $ 5.5 miliardi. Questa acquisizione è l&#8217;ultima di una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Oracle_Corporation#Oracle_acquisitions" target="_blank">lunga lista</a> che permetterà ad Oracle di creare un pacchetto servizi completo per le aziende.</p>
<p>Dall&#8217;altra c&#8217;è la <strong>Sun Microsystems</strong>, famosa in tutto il mondo per la piattaforma Java. L&#8217;azienda della <em>Silicon Valley </em>produce anche server e workstation basati su CPU proprietarie, ha realizzato e supporta il sistema operativo SunOS e Solaris &#8211; utilizzati su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unix" target="_blank">architetture UNIX</a>. Il redditto netto a fine 2008 è stato di circa $403 milioni. Seppure fosse considerata da molti una compagnia &#8216;moderna&#8217; Sun stava iniziando a soffrire la crisi. L&#8217;investimento da parte di Oracle è stato un vero e proprio toccasana per l&#8217;azienda.</p>
<div id="attachment_149" class="wp-caption alignleft" style="width: 198px"><img class="size-full wp-image-149" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/snap_chart_bufferasp.png" alt="Andamento Borsa SUN" width="188" height="160" /><p class="wp-caption-text">Andamento Borsa SUN </p></div>
<div id="attachment_150" class="wp-caption alignright" style="width: 198px"><img class="size-full wp-image-150" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/snap_chart_bufferasp_oracle.png" alt="Andamento Borsa ORACLE" width="188" height="160" /><p class="wp-caption-text">Andamento Borsa ORACLE</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Vediamo qui l&#8217;andamento in borsa delle due aziende. L&#8217;andamento delle azioni della Sun è chiaro. Per quanto riguarda l&#8217;Oracle c&#8217;è stato un po&#8217; di sconcerto iniziale ma dopo che le vere intenzioni sono venute a gala il valore delle azioni ha ricominciato a crescere.</p>
<p>L&#8217;azienda che nascerà da questa acquisizione avrà la possibilità di fornire delle soluzioni complete per imprese molto grandi. Grazie alla capacità della Sun di fornire l&#8217;hardware ed il sistema operativo sottostante, Oracle può aggiungere il suo sistema di gestione delle basi di dati e software <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enterprise_Resource_Planning" target="_blank">ERP</a> . Quindi sarà un prodotto <em>end-to-end</em> completo.</p>
<p>Non essendo ancora passato il periodo di crisi per fare fronte ai costi di acquisizione ed adeguamento una taglio del personale sarà sicuramente necessario. I dirigenti delle due compagnie non hanno fatto commenti a tal proposito ma analisti del settore ritengono che almeno 10.000 lavoratori Sun &#8211; dei circa 30.000 &#8211; saranno mandati a casa.</p>
<p>Per l&#8217;utente &#8216;normale&#8217; non ci saranno cambiamenti: la piattaforma Java è stata valutata dall&#8217;Oracle come uno dei principali software acquisiti. Si spera quindi che continuino a supportarlo anche in futuro.</p>
<p>Link: <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/21/technology/companies/21sun.html" target="_blank">www.nytimes.com</a></p>
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		<title>La baia affonda?</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 17:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[thepiratebay]]></category>
		<category><![CDATA[torrent]]></category>

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		<description><![CDATA[A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le major. 
Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-139" title="piratebay" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/piratebay-200x200.jpg" alt="piratebay" width="200" height="200" />A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le <em>major</em>. <span id="more-125"></span></p>
<p>Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; sulla pagina principale del portale compare la scritta <em>Don&#8217;t worry &#8211; we&#8217;re from the internets. It&#8217;s going to be alright. <img src='http://www.ilgrimaldello.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </em>- il processo costituirà un precedente che, probabilmente, porterà a processi &#8211; e condanne &#8211; del tutto simili.</p>
<p>Normalmente il principale argomento della difesa consiste nel sostenere che non viene ospitato alcun tipo di materiale sul proprio portale. Nel caso di questo processo la decisione della corte verte sul fatto che il portale fornisce i mezzi, in particolare un motore di ricerca, ed ospita i file <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BitTorrent#Il_file_.torrent" target="_blank">torrent</a> utilizzati poi dagli utenti per scambiarsi materiale coperto, in buona parte, da diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Il portale è stato al centro di accuse a livello internazionale da parte delle <em>major</em> che sono state <a href="http://thepiratebay.org/legal" target="_blank">ridicolizzate</a> dagli accusati in più occasioni. Nel corso di un raid da parte della polizia svedese il principale server del portare fu confiscato. Da quel momento in poi, dopo una raccolta fondi da parte degli utilizzatori del sito stesso, il portale è ospitato su più server contemporaneamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://torrentfreak.com/images/tpb-museum.jpg" alt="Server TPB in museo" width="400" height="225" /></p>
<p>Il National Museum of Science and Technology svedese ha acquistato il server confiscato &#8211; per $ 243 &#8211; espondendolo nell&#8217;ala dedicata alle macchine che hanno cambiato la vita all&#8217;umanità.</p>
<p>Un&#8217;analista della <em>Forrester Research Inc.</em> sostiene che la conclusione del processo non avrà un impatto &#8220;considerevole&#8221; sulla pirateria informatica. Gli utenti utilizzano un insieme di tecnologie per lo scambio di musica, video, immagini, ecc. come streaming o servizi di messaggistica immediata che sono molto più difficili da tracciare.</p>
<p>La domanda però rimane: dopo Kazaa, Napster e Grokster è arrivata l&#8217;ora di PirateBay.org?</p>
<p>Link: <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/18/business/global/18pirate.html">www.nytimes.com</a></p>
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