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	<title>il Grimaldello &#187; Ambiente</title>
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		<title>Santa Propaganda Nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate che il Vaticano appoggia il governo nella costruzione di nuove centrali nucleari in Italia? Io no, non lo sapevo. O almeno non pensavo che il Vaticano si occupasse persino di queste cose, del futuro energetico dell&#8217;Italia. Invece è così! L&#8217;ho scoperto leggendo un simpatico libretto in allegato a L&#8217;Azione, il settimanale della Diocesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3153" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/05/santa-propaganda-nucleare/energia_per_il_futuro/"><img class="alignleft size-large wp-image-3153" title="energia_per_il_futuro" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/05/energia_per_il_futuro-421x600.jpg" alt="" width="200" height="285" /></a><strong>Lo sapevate che il Vaticano</strong> appoggia il governo nella costruzione di nuove centrali nucleari in Italia? Io no, non lo sapevo. O almeno non pensavo che il Vaticano si occupasse persino di queste cose, del futuro energetico dell&#8217;Italia. Invece è così! L&#8217;ho scoperto leggendo un simpatico libretto in allegato a L&#8217;Azione, il settimanale della Diocesi di Vittorio Veneto (TV), molto diffuso dalle &#8220;nostre&#8221; parti. Non penso che il libretto in questione sia stato stampato a Roma e creato da una grande agenzia di comunicazione della capitale solo per essere diffuso nei nostri piccoli comuni trevigiani, per cui immagino che sia stato distribuito in altri modi a molte altre famiglie italiane.</p>
<p><strong>Come scritto nell&#8217;introduzione</strong> di questo opuscolo &#8220;informativo&#8221; di 48 pagine lo scopo è quello di &#8220;fornire un quadro completo della situazione energetica italiana e mondiale, valutare gli aspetti positivi e quelli, invece, più problematici (quindi non negativi, solo problematici ndr.) e lasciare alla valutazione del lettore il giudizio sulla necessità o meno del ritorno al nucleare.&#8221; Un obbiettivo importante. Un difficile compito quello di spiegare &#8220;oggettivamente&#8221; alla popolazione la situazione energetica ITALIANA e MONDIALE in così poche pagine e senza neanche uno scienziato nucleare nelle schiere del Vaticano&#8230;ma qualcuno doveva pur farlo.</p>
<p><strong>Non vi trascriverò qui</strong> tutto il contenuto del libretto ma penso che alcune frasi valgano la pena di essere analizzate, anzi lette per quello che sono, con il cervello acceso:<br />
- &#8220;<em>Il Vaticano, da sempre contrario all&#8217;utilizzo delle testate atomiche a scopi bellici, si è invece espresso positivamente nei confronti di politiche di sviluppo energetico a fini pacifici</em>&#8220;. Per fortuna che lo hanno specificato, non si sa mai di questi tempi.<br />
- &#8220;<em>In Europa il nucleare si pone in assoluto come la prima fonte energetica</em>&#8220;. Il nucleare in Europa contribuisce per circa il 30% della produzione di energia, nel mondo si ferma al 7% contro un 85% che deriva dai combustibili fossili come petrolio, carbone e gas naturale.<br />
- &#8220;<em>Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha proposto di soddisfare il 25% dei consumi di energia elettrica con la tecnologia nucleare</em>&#8220;. Ormai EX-ministro. Siamo sicuri che sia una buona idea dare in mano a gentaglia simile la costruzione di centrali nucleari? Ce le ritroveremmo costruite con la sabbia?<br />
- &#8220;<em>Il nucleare è davvero sicuro? Una centrale giapponese ha resistito a delle scosse del settimo grado della scala Richter</em>&#8220;. Appunto, in Giappone. Qui la situazione è ben diversa. In Giappone un terremoto come L&#8217;Aquila non avrebbe fatto vittime e neanche notizie in televisione. Qui in Italia non abbiamo una buona reputazione come costruttori, visto anche il fatto che abbiamo la mafia seduta in parlamento.<br />
- &#8220;<em>Con il passaggio al nucleare le nostre bollette energetiche saranno più leggere? Comunque vadano i prezzi delle materie prime energetiche, le bollette saranno del 30% inferiori a quelle attuali</em>&#8220;. Ma voi ci credete? Quando mai succede in questa Italia? Ci stanno dicendo che qualsiasi sia il rincaro delle materie che usano per produrre l&#8217;energia, in ogni caso noi pagheremo meno. Sarà il Vaticano a pagare la differenza?<br />
- e per finire &#8220;<em>Che fine faranno le scorie radioattive? Un impianto di ultima generazione produce rifiuti a bassa e media attività pari al contenuto di un container e mezzo da 12 metri di lunghezza</em>&#8220;. Parafrasando: non lo sappiamo ancora ma tu pensa solo che saranno poche.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-3154" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/05/santa-propaganda-nucleare/la_chiesa_e_il_nucleare/"><img class="alignleft size-large wp-image-3154" title="la_chiesa_e_il_nucleare" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/05/la_chiesa_e_il_nucleare-600x431.jpg" alt="" width="600" height="431" /></a></p>
<p><strong>Queste sono solo alcune delle questioni</strong> sul nucleare che vengono trattate nel depliant. Tra le varie pagine ci sono alcune citazioni di discorsi di Carlo Rubbia (premio nobel per la fisica 1984), che definisce assurdo il fatto che nel nostro paese si usino così poco le fonti energetiche alternative, e alcune parole del Cardinal Renato Martino, il quale pensa che con le dovute precauzioni &#8220;vi siano i presupposti per una politica energetica integrata che contempli quindi, accanto a forme di energia pulita, anche il nucleare&#8221; (quindi anche lui pensa che il nucleare non sia una forma di energia pulita, ndr).</p>
<p><strong>Non sono un tecnico</strong>. Non voglio aprire una questione sugli aspetti positivi o negativi del nucleare. Non penso che sarà la nostra salvezza né la nostra rovina. Ma se c&#8217;è una cosa che mi fa indignare è che il Vaticano, ben conscio dell&#8217;alta reputazione che ha sulla gente di una certa età, usi questo suo potere per fare della propaganda. Al giorno d&#8217;oggi le persone che seguono la Chiesa sono sempre più vecchie, magari poco informate e facilmente malleabili. Con quale &#8220;spirito cristiano&#8221; questi cardinali osano dire alla gente cosa deve pensare? Perché è proprio qui che sta il problema: la maggior parte delle persone che leggerà questo libretto, se non è ferrata nell&#8217;argomento, penserà che il nucleare sia una grande cosa, che sia indispensabile. La questione invece è complessa. Quando si parla di nucleare si parla di sicurezza, si parla di soldi che andranno alla mafia, si parla di ambiente ed inquinamento e soprattutto si parla di futuro per le generazioni che verranno.</p>
<p><strong>Forse il Vaticano dovrebbe</strong> occuparsi maggiormente delle cose di sua competenza piuttosto che entrare in argomenti che non lo riguardano. Forse in questo modo potrebbero migliorare la brutta aria che tira da quelle parti ultimamente. E voi che leggete queste righe, se vedete il libretto in questione in casa vostra, abbiate la pazienza di spiegare ai vostri familiari come non sia tutt&#8217;oro quello che la Chiesa fa sempre luccicare.</p>
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		<title>Se niente importa</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michela Tessariol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Se niente importa, non c’è niente da salvare. Questa considerazione offre a Jonathan Safran Foer lo spunto per una riflessione sull’industria dell’alimentazione e in particolare sulla produzione di carne. Una vicenda del tutto personale, quale la nascita del suo primo figlio, ha spinto lo scrittore a svolgere un’accurata indagine sugli allevamenti intensivi. Desideroso di conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2801" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/04/se-niente-importa/se-niente-importa/"><img class="alignleft size-full wp-image-2801" title="Se niente importa" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/04/Se-niente-importa.jpg" alt="" width="200" /></a><strong>Se niente importa</strong>, non c’è niente da salvare. Questa considerazione offre a Jonathan Safran Foer lo spunto per una riflessione sull’industria dell’alimentazione e in particolare sulla produzione di carne. Una vicenda del tutto personale, quale la nascita del suo primo figlio, ha spinto lo scrittore a svolgere un’accurata indagine sugli allevamenti intensivi. Desideroso di conoscere il cibo che sarebbe finito nel piatto del suo bambino, consapevole che un’alimentazione sana è fondamentale per la buona salute, J.S. Foer ha dedicato tre anni di ricerche al mondo dell’allevamento industriale, tre anni in cui ha visto un continuo susseguirsi di scene raccapriccianti. Il risultato di queste ricerche non è un trattato scientifico, ma un libro in cui lo scrittore, con la schiettezza e il taglio narrativo che gli sono propri, ci racconta delle storie.</p>
<p><strong>Sono storie di animali</strong> privi di storia, costretti a vite prive di vita, esistenze cancellate, trattati come fossero ingranaggi di un orologio da costruire. Se qualcosa si danneggia non ha importanza, se si rompe, economicamente è più conveniente gettarlo via che ripararlo. Nessun animale viene “riparato” (curato) negli allevamenti intensivi. Mai. Un pezzo di ricambio è sempre pronto all’uso. Non esistono singole vite negli allevamenti intensivi, e neppure vite di gruppo. Esiste solo il profitto.</p>
<p><strong>Sono storie di polli</strong> e di tacchini, stipati in spazi grandi quanto un foglio A4. Non hanno spazio per muoversi né vedono mai la luce del sole. Il loro cibo consiste in mangimi addizionati con farmaci, i loro corpi vengono gonfiati con ormoni della crescita e imbottiti di antibiotici. La riproduzione di questi animali avviene in tutti i casi attraverso l’inseminazione artificiale, il cibo e la luce saranno loro somministrati in modo controllato per aumentare la produttività. Oggi i polli da carne arrivano alla macellazione dopo meno di 40 giorni dalla nascita, affetti da ogni tipo di deformità, infezioni, malattie respiratorie.<br />
Un trattamento simile è riservato ai maiali, con amputazione senza anestesia di coda e denti a spillo nei piccoli, gabbie anguste, una mortalità nei maialini prima dello svezzamento che raggiunge una percentuale del quindici per cento.<br />
L’autore si sofferma spesso a raccontare anche le crudeltà inflitte ai pesci, animali che sentiamo più distanti, ma che per questo non soffrono di meno.</p>
<p><strong>Con le storie di questi animali</strong>, con le loro esistenze disprezzate e gettate via, J.S. Foer ci spinge a riflettere su due fronti. La prima domanda è ovvia: è lecito consumare ogni giorno un simile massacro solo per il gusto di mangiare carne? La seconda è meno immediata: quali conseguenze avranno tali forme di allevamento, in cui poco peso viene dato all’igiene e l’uso di antibiotici di ogni tipo è dilagante, sulla salute nostra, dei nostri figli, e sull’ambiente che ci circonda? Perché, è risaputo, l’allevamento intensivo è anche una delle maggiori cause di inquinamento. Negli Stati Uniti sono molte le battaglie legali intentate contro gli allevamenti industriali di maiali, ma ciò non spaventa le grandi aziende, per le quali pagare multe per aver inquinato è meno costoso che rinunciare all’intero sistema di allevamento intensivo. Un sistema solido, e ormai quasi esclusivo. Pochi sono gli allevamenti sani che sopravvivono alla dura legge del profitto. Sono allevamenti di modeste dimensioni, pochi ranch che continuano a campare grazie al coraggio e alla testardaggine di pochi allevatori. Allevamenti in cui gli animali vengono trattati come tali fino alla fine della loro vita. Se dobbiamo mangiarli, allora dimostriamo loro un minimo di riconoscenza. Sappiamo che toglieremo loro la vita, lasciamogli un minimo di dignità.</p>
<p><strong>J.S. Foer non vuole farci diventare tutti vegetariani</strong>. Se non vogliamo essere vegetariani, cerchiamo di essere degli onnivori selettivi. E’ molto difficile, ma non impossibile. Il suo libro non è un manifesto del vegetarianismo, lui stesso lo ribadisce più volte, ma vuole essere un incoraggiamento a pensare di più, ad informarci, a capire per poter scegliere. Perché l’indifferenza nata dalla disinformazione e dal disinteresse è la peggiore malattia. D’altronde, se niente importa, non c’è niente da salvare.</p>
<table cellpadding="3" style="margin-bottom:30px" width="610">
<tbody valign="top" style="height:160px;">
<tr style="height:200px;">
<td align="center" valign="top" width="104" style="height:160px;">
			<a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se-niente-importa.php?pn=1605" title="Se Niente Importa" ><br />
				<img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/data/cop/big/s/se-niente-importa_31579.jpg" height="160" alt="Se Niente Importa" /><br />
			</a>
		</td>
<td valign="top" style="height:160px;">
<div style="height:160px;">
<div><a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se-niente-importa.php?pn=1605" title="Se Niente Importa" style="font-weight:bold">Se Niente Importa</a></div>
<div>Perch&egrave; mangiamo gli animali?</div>
<p>			<a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/edizioni/_guanda.php?pn=1605" title="Guanda" >Guanda</a></p>
<p>Prezzo <strong>&euro; 18,00</strong></p>
<p>
			<a target="_blank" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__se-niente-importa.php?pn=1605" title="Se Niente Importa"><br />
				<img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.it/img/partner/carrello.gif" /><br />
			</a>
			</div>
</td>
</tr>
</tbody>
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		<title>La storia delle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 06:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Grimaldello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annie Leonard ci spiega qual&#8217;è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano. Link: www.storyofstuff.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annie Leonard ci spiega qual&#8217;è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano.</p>
<p><strong>Link:</strong> <a title="Storyofstuff" href="http://www.storyofstuff.com/" target="_blank">www.storyofstuff.com</a></p>
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		<title>La bambina che zittì il mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 23:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Grimaldello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso di Seven Suzuchi, allora 12enne, alla conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo &#8211; Rio de Janeiro, 1992]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso di Seven Suzuchi, allora 12enne, alla conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo &#8211; Rio de Janeiro, <strong>1992</strong></p>
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