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	<title>il Grimaldello &#187; armi</title>
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		<title>Le Banche Armate</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 14:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1448" title="banche_armate" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/06/banche_armate-200x99.gif" alt="banche_armate" /><strong>In questi tempi</strong> di crisi economica c&#8217;è un settore che non sembra subire perdite ma anzi segna un bel +222% nel 2008. Stiamo parlando dell&#8217;industria della armi che, limitandoci all&#8217;Italia, l&#8217;anno scorso ha mosso un volume d&#8217;affari pari a 4,2 miliardi di euro (contro l&#8217;1,3 del 2007). Sono raddoppiate le operazioni finanziarie autorizzate dal ministero dell&#8217;Economia (1612), aumentata di due volte e mezzo la quantità di denaro &#8220;movimentata&#8221;, triplicati i &#8220;compensi di intermediazione&#8221; (3-5%) che gli istituti di credito hanno incassato dalle aziende armiere, facendo tornare saldamente in vetta alla classidica le banche di &#8220;casa nostra&#8221;, comprese quelle – come Intesa-San Paolo e Unicredit – che in passato avevano annunciato di voler rinunciare ad attività legate al commercio delle armi. <span id="more-1233"></span>Dati questi che il ministero dell’Economia e la Presidenza del Consiglio sono obbligati a fornire in virtù di quanto previsto dalla legge 185/90.</p>
<div id="attachment_1449" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a title="tabella 2008" href="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/06/tabel.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1233]"><img class="size-medium wp-image-1449" title="Export di armi" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/06/tabel-200x208.jpg" alt="tabel" width="200" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Link a Tabella Operazioni Bancarie</p></div>
<p><strong>Al primo posto</strong> nel mondo troviamo quindi Bnl, Banca Nazionale del Lavoro del Gruppo Paribas, che nel 2007 aveva dato un misero contributo di 62 milioni di euro; quest&#8217;anno invece si è rifatta con un incassato di 1 miliardo e 253 milioni di euro, soprattutto per operazioni relative ad esportazioni di armi italiane all&#8217;estero, precisando, quasi a volersi discolpare, che comunque opera &#8220;unicamente con Paesi Ue e Nato&#8221;. Al quarto posto c&#8217;è Intesa-San Paolo, con 177 milioni, a cui vanno aggiunti gli 87 milioni della Cassa di Risparmio di La Spezia, ormai parte del gruppo, mentre al sesto posto troviamo il gruppo Ubi che con 206 milioni di euro detiene il 6% del mercato. Da segnalare poi al nono posto Unicredit con 119 milioni di euro (nettamente inferiori ai 404 milioni del 2007) mentre non più presente nella lista è la Banca Popolare di Milano, che ha stretti rapporti con Banca Etica, che nel 2008 non ha avuto nessuna autorizzazione concessa dal Ministero, anche se per gli anni precedenti sono segnalati 437 mila euro di importi relativi a transazioni ancora in corso nel mercato delle armi.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda</strong> le spese militari nel mondo, con 40,6 miliardi di dollari in valori correnti l&#8217;Italia mantiene anche nel 2008 l&#8217;ottavo posto: lo si apprende dall&#8217;annuale rapporto reso noto dal Sipri, l&#8217;autorevole Istituto di ricerche di Stoccolma. L&#8217;incremento del budget militare nazionale è dell&#8217;1,8%, ma il costo sociale per ogni italiano è molto più alto perché la spesa pro-capite del nostro Paese è di 689 dollari, una delle maggiori al mondo, e per il quinto anno consecutivo supera di gran lunga la Germania (568 dollari) e da diversi anni anche quella di altri paesi del G8 come Russia (413 dollari) e Giappone (361 dollari). Molto strano per un Paese che si reputa in periodo di pace e che si limita a tenere qualche sparuto gruppo di militari nelle zone calde del pianeta.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1463" title="banche" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/06/banche-200x192.jpg" alt="banche" width="200" height="192" />L&#8217;Italia non rimane</strong> sconosciuta neppure nella lista delle maggiori aziende produttrici di armi. Il gruppo Finmeccanica infatti, sostenuto dal Ministero dell&#8217;Economia che ne è il principale azionista, da diversi anni occupa un posto nella &#8220;top-ten&#8221; e anche nel 2008, con oltre 9,9 miliardi di dollari di fatturato, mantiene il nono posto nel mondo. Finmeccanica è segnalata dal Sipri anche per l&#8217;acquisizione nel 2008 dell&#8217;azienda americana di elettronica militare DRS Technologies, una delle principali fornitrici statunitensi del Pentagono, che gli è costata 5,2 miliardi di dollari, parte dei quali prestati da Goldman Sachs, Intesa SanPaolo, Mediobanca e Unicredit. Tra gli ordini più importanti del 2008 ci sono le forniture per i 51 elicotteri d’attacco e l’opzione per altri 41 alla Turchia, gli apparati e sistemi per i velivoli Eurofighter dell’Arabia Saudita, i sistemi missilistici Spada per il Pakistan, l&#8217;attività di supporto al sistema di difesa aerea Seawolf inglese e le commesse relative alle fregate navali italo-francesi Fremm.</p>
<p><strong>Nel 1990 in Italia</strong> è stata approvata la legge 185 che disciplina il commercio delle armi e vieta le esportazioni a Paesi belligeranti o responsabili di accertate violazioni dei diritti umani. Come allora dobbiamo considerare gli Stati Uniti? E il Pakistan? E la Turchia che ha invaso il Kurdistan? Negli ultimi mesi del 2008 il Ministro dell&#8217;Economia ha aumentato la sua quota azionaria finanziando Finmeccanica con altri 250 milioni di euro. Forse quei soldi potevano essere utili per altre finalità, vista la situazione di crisi che già si stava prefigurando in quel periodo. Forse potevano servire per migliorare la vita degli abitanti di questo Paese. Forse potevano servire per non peggiorare quella degli abitanti di molti altri Paesi.</p>
<p><strong>Link:</strong> <a title="Banche Armate" href="http://www.banchearmate.it" target="_blank">www.banchearmate.it</a><br />
<strong>Link:</strong> <a title="Sipri" href="http://www.sipri.org/yearbook" target="_blank">www.sipri.org</a><br />
<strong>Link:</strong> <a title="Unimondo" href="http://www.unimondo.org/Notizie/Sipri-nel-2008-l-Italia-ottava-per-spese-militari-e-nell-export-di-armi" target="_blank">www.unimondo.org</a><br />
<strong>Documento:</strong><a href="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/06/transizioni_bancarie_armi.pdf"> Transazioni Bancarie per il mercato delle armi 2008</a></p>
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