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		<title>Un soggiorno a punti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 14:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2502" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-soggiorno-a-punti/schermata-2010-02-12-a-13-50-35/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2502" title="Schermata 2010-02-12 a 13.50.35" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/Schermata-2010-02-12-a-13.50.35-190x250.png" alt="" width="190" height="250" /></a>Con una nuova iniziativa giudicata “xenofoba” dall’opposizione, il governo di destra di Silvio Berlusconi ha deciso di inaugurare un nuovo sistema di “permesso di soggiorno a punti” per gli immigrati, che dovranno sottoporsi a esami di lingua e di cultura italiana, e che potranno essere espulsi se non otterranno i 30 punti necessari.<br />
Attualmente per ottenere il permesso di soggiorno, documento essenziale per poter risiedere legalmente in Italia, un immigrato deve dimostrare di avere un contratto di lavoro e un domicilio regolari. Questo ora non sarà più sufficiente.</p>
<p>Su iniziativa del Ministro degli Interni Roberto Maroni, membro della xenofoba Lega Nord, e del suo collega e Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, d’ora in poi gli immigrati che vorranno ottenere un nuovo permesso di soggiorno dovranno anche firmare un “accordo di integrazione” che li obbligherà a sottoporsi a quattro esami, in base ai quali potranno o meno raggiungere il punteggio richiesto per ottenere il documento.<br />
In questo modo, gli immigrati saranno tenuti a conoscere la lingua italiana e i costumi della penisola, così come i principi fondamentali della Costituzione e del funzionamento delle pubbliche istituzioni del Paese, con speciale attenzione alla sanità, all’istruzione, ai servizi sociali e agli obblighi fiscali. Un altro punto essenziale, per non correre il rischio di essere espulsi dal paese, sarà iscrivere regolarmente i figli minorenni alla scuola dell’obbligo.</p>
<p>Una volta concluse le suddette prove, che dureranno un periodo di circa due anni, “se il numero di crediti finale è uguale o superiore a 30”, secondo quanto indicato dalla bozza del nuovo regolamento, l’immigrato otterrà il permesso di soggiorno. In caso contrario, e solo se dimostrerà una buona disposizione, gli verrà dato un altro anno per raggiungere i 30 punti; in caso contrario sarà espulso.<br />
In linea con l’inasprimento della politica sull’immigrazione messa in atto dal governo Berlusconi, anche se lo straniero dovesse raggiungere i 30 punti, nel caso in cui sia stato condannato – anche in via non definitiva – a un periodo di detenzione non inferiore ai 3 mesi, verrà comunque espulso.</p>
<p>Il Ministro Maroni, che ha precisato che gli uffici per l’immigrazione si occuperanno di esaminare gli immigrati, ha spiegato che l’obiettivo del nuovo sistema è garantire loro l’integrazione. “Io ti indico cosa fare per integrarti nella comunità; se lo fai, ti do il permesso; se non lo fai, significa che non vuoi integrarti”, ha detto il ministro degli Interni. Maroni ha sottolineato che il permesso di soggiorno a punti “è già legge, perché è all’interno del piano per la sicurezza approvato l’anno scorso”, e nei prossimi giorni verrà pubblicato il decreto attuativo corrispondente. Secondo le stime, in Italia vivono circa 4,8 milioni di stranieri regolari e circa 418.000 stranieri irregolari.</p>
<p><strong>Lotteria social</strong>e</p>
<p>Come si poteva immaginare, l’iniziativa ha suscitato reazioni molto dure. Gianclaudio Bressa, del Pd, il partito principale dell’opposizione di centro-sinistra, considera il permesso di soggiorno a punti “una scandalosa lotteria sociale” che trasforma l’Italia nel “paese più xenofobo d’Europa”.<br />
“Il permesso di soggiorno a punti è una strada che ostacolerà l’integrazione e favorirà l’irregolarità”, ha dichiarato Livia Turco, dello stesso partito. “In un paese come l’Italia, dove per rinnovare il permesso di soggiorno bisogna aspettare più di un anno e dove i corsi di lingua e di cultura italiana sono in mano ad associazioni di volontariato o alla Chiesa, non si può agire come se fossimo in Canada” conclude la Turco.<br />
Paolo Ferrero, di Rifondazione Comunista, ha definito addirittura “demenziale” il nuovo sistema. “Con paletti come quelli previsti dal permesso di soggiorno a punti metà dei nostri connazionali emigrati all’estero in massa, nel Novecento, non sarebbero mai potuti entrare nei Paesi dove erano emigrati e dove invece si sono presto integrati”.<br />
Il permesso di soggiorno a punti è stato criticato anche da varie altre associazioni tra cui la Amsi, l’Associazione di medici stranieri in Italia. Quest’ultima ha dichiarato che il nuovo sistema “sicuramente non aiuterà l’integrazione, ma aumenterà lo stato di ansia e di stress dell’immigrato, che si sentirà ancora più isolato all’interno della società italiana”.</p>
<p>Elisabetta Pequé, La Nación (Argentina)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8955" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1230126" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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