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	<title>il Grimaldello &#187; famiglia</title>
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		<title>Tra le Generazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flaminia Ripani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2011/01/generazioni.jpg" rel="lightbox[3683]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3688" title="generazioni" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2011/01/generazioni-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>C&#8217;era una volta una generazione, c&#8217;è ancora, quella che non si è sentita vicina ai propri genitori, che non si è sentita accudita e guardata&#8230;o meglio amata. Figli che hanno avvertito come se un muro senza confini li tenesse separati dai propri genitori, un muro fatto di silenzi.<br />
Quegli stessi figli hanno allora coltivato il desiderio segreto di diventare un giorno genitori, pronti ad ascoltare, a parlare, attenti al più piccolo dolore dei loro figli. Loro non erano stati amati, pensavano, ma avrebbero sicuramente amato.<br />
E arrivarono i figli di quei figli, il desiderio di quel sogno d&#8217;amore di chi era stato figlio prima di loro. Arrivarono e furono colmi di tutte le attenzioni di una generazione che stava aspettando il momento per proclamare le sue ragioni. Accadde poi qualcosa a quei figli, a quelle promesse di un’amore che si voleva dare.</p>
<p>La prima generazione aveva fatto semplicemente ciò che si doveva fare, essere genitori, impartire regole, non c&#8217;era niente da comunicare, si sentivano solo un tramite, un passaggio, e dai figli volevano soddisfazioni, chiedevano solo la loro realizzazione.<br />
La seconda generazione aveva amato i suoi facendo tutto ciò che si poteva fare, dando più di ciò che riteneva giusto dare. Voleva dei figli felici. Eppure&#8230;</p>
<p>La seconda generazione di genitori non si era sentita accolta a casa e aveva cercato accoglienza nel mondo, ovunque, di corsa, credendo che solo in questo modo avrebbe potuto curare quel dolore, facendo meglio. Nella loro reazione a quel silenzio immenso, a quella cura mancata, non si curarono loro per primi ma prepararono piani per curare. Ma se questa aveva cercato l&#8217;amore nel mondo e la sua soddisfazione in un progetto di rivalsa, qualcosa di diverso e simile accadde ai loro figli.</p>
<p>Quei figli si sentirono talmente accuditi nella loro casa (anche se spesso non amati) che pensarono che quello fosse l’unico posto dove essere sicuri e che il mondo fosse pericoloso. Quell’accoglienza, quei doni, divennero il ricatto d&#8217;amore di chi chiedeva loro la dimostrazione che quando si comunica non si soffre più.<br />
E quei figli invece soffrivano sempre di più, avevano tutto e soffrivano sempre di più.<br />
Fu allora, in un tempo molto lontano, che quelle due generazioni di genitori si incontrarono per capire meglio cosa si fosse sbagliato. Soprattutto la seconda non capiva come fosse stato possibile: aveva fatto di tutto per rendere felici i suoi figli ma qualcosa le era sfuggito e la risposta doveva trovarsi in qualcosa che negato era andato perso. Dopo lunghe discussioni sembrarono giungere ad una conclusione (o forse era solo la prima crepa in un muro che di li&#8217; a poco sarebbe crollato).</p>
<p>Si comprese che i genitori sono veramente dei tramiti e più di tanto non possono fare; e la prima generazione aveva quindi le sue ragioni. Si comprese anche che questo non vuol dire disegnare mura ma semplicemente disegnare confini che possano essere superati, purché non vengano ad essere nascosti.<br />
Ma poi, un pensiero nelle loro menti: l’amore non era qualcosa che potessero dare o ricevere, perché c&#8217;è già da sempre. E’ questo di cui ora avevano bisogno gli ultimi figli. Non più di un amore che potesse essere dato o tolto, di qualcosa da conservare frutto di un comportamento perfetto da ricercare, ma di una certezza che li lanciasse nel mondo solo con loro stessi.</p>
<p>Il pensiero fu così veloce che poterono soltanto accorgersene, sperando che qualcuno di li a poco lo avrebbe colto.</p>
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		<title>La famiglia italiana comincia a scricchiolare</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità. La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni. Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3125" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/05/la-famiglia-italiana-comincia-a-scricchiolare/famiglia/"><img class="alignleft size-large wp-image-3125" title="famiglia" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/05/famiglia-387x600.jpg" alt="" width="200" height="310" /></a>Molti italiani hanno la sgradevole sensazione che qualcuno gli stia togliendo il tappeto da sotto i piedi, un po’ per volta, strappando via tutto ciò che dà loro sicurezza e tranquillità.</p>
<p>La disoccupazione non era a questi livelli da molti anni.</p>
<p>Gli scandali della pedofilia nella chiesa hanno scosso i principi di molti credenti. Il vecchio detto che significa che tutto è peggiorato, “non c’è più religione”, non è mai sembrato così vero.</p>
<p>Ma la cosa più grave è il tracollo della famiglia, l’ultimo bastione della società italiana. In nessun paese al mondo la retorica della famiglia è altrettanto solenne. Ancora oggi a scuola, in occasione della festa della mamma e del papà, i bambini imparano a memoria poesiole che poi declamano a casa davanti a genitori con le lacrime agli occhi.</p>
<p>In omaggio alla sacra “famiglia normale” vengono allestite grandi manifestazioni, ed ogni tentativo di estendere questo concetto a costellazioni meno tradizionali muore già allo stadio embrionale. Ogni volta che se ne comincia a parlare, sui ponti di Roma si nota un intenso sfrusciare di tonache di cardinali diretti verso il parlamento: la famiglia è uomo, donna, figli, fine del discorso.</p>
<p>I figli del resto sono sacri, così come la madre, strettamente imparentata con la Vergine Maria, sempre che non si allarghi troppo, voglia lavorare a tempo pieno e pretenda un posto all’asilo per il figlio. Il padre non ha uno status altrettanto elevato, ma essendo, per così dire, necessario, può stare anche lui sul piedistallo. Il tutto benedetto dal papa, dal presidente del consiglio e da tutti i loro discepoli e i loro savi, che ovviamente hanno tutti una famiglia, (tranne il papa e i preti, si capisce, Dio ce ne scampi e liberi), e oltre ad essa alcuni hanno poi tante altre cose.</p>
<p>Ma nonostante tutti questi sforzi la famiglia comincia a vacillare. Nel 1995 divorziava l’8 % di tutte le coppie sposate in Italia. Nel 2005 il 15 %, nel 2007 il 27 %.</p>
<p>Poiché praticamente tutto stimola il commercio, lo scorso fine settimana ha aperto la prima fiera del divorzio italiana. Gli inesperti italiani potranno imparare come amministrare al meglio le loro nuove vite. Tra gli espositori si trovano detective privati, agenti matrimoniali, baby-sitter, dog-sitter, psicologi e truccatori.. La cosa senz’altro più divertente è lo stand dove i visitatori possono vendere o barattare i propri regali di nozze più brutti.</p>
<p>Il divorzio comunque non turba La Mamma, che nel bene e nel male rimane sempre la roccia nella vita di quasi tutti gli italiani. L’istituto di statistica italiano Istat ha appena pubblicato recenti statistiche sulla relazione tra madri e figlie adulte. Il 43 % delle figlie intervistate parla con la mamma ogni giorno e il 38 % la vede quotidianamente. Quando una coppia divorzia, è normale per l’uomo tornare a casa dalla mamma.</p>
<p>Infatti lì trova conforto, buona cucina, pulizia perfetta e camicie stirate. A meno che la mamma e il papà non se la prendano e trovino che l’improvvisa devozione del figlio puzzi un po’ di approfittatore. C’è anche un altro sintomo dei problemi della famiglia: succede infatti che i genitori si rivolgano al tribunale per liberarsi dei propri pargoli adulti per vie legali.</p>
<p>Per non parlare poi dei crimini violenti in seno alla famiglia. Nel paese in cui la venerazione della famiglia è maggiore, avvengono più omicidi tra le mura domestiche che in qualsiasi altro paese dell’UE.<br />
In Italia, un giorno sì e uno no viene commesso un omicidio in famiglia. La vittima è quasi sempre una donna.</p>
<p>Kristina Kappelin, Sydsvenskan (Svezia)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/9493" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.sydsvenskan.se/varlden/article870759/Det-knakar-i-den-italienska-familjen.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Uova rotte nel paniere</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Soldera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[istat]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, il paniere istat dei prezzi è stato modificato. Tra le novità principali troviamo l&#8217;entrata di servizi come badanti, voli low cost e la prestazione medica in regime privatistico; escono invece i fiammiferi, la lampadina tradizionale ad incandescenza e la riparazione di orologi. A parte la curiosa composizione del paniere che a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2459" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/uova-rotte-nel-paniere/attachment_img/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2459" title="attachment_img" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/attachment_img-200x138.jpg" alt="" width="200" height="138" /></a>Come ogni anno, il paniere istat dei prezzi è stato modificato. Tra le novità principali troviamo l&#8217;entrata di servizi come badanti, voli low cost e la prestazione medica in regime privatistico; escono invece i fiammiferi, la lampadina tradizionale ad incandescenza e la riparazione di orologi. A parte la curiosa composizione del paniere che a volte può far sorridere, vista l&#8217;ampiezza delle voci e la particolarità di alcune di esse, darci un&#8217;occhiata può aiutare a capire quale sia la direzione verso cui la società italiana sta andando.</p>
<p>“In statistica, il paniere è un insieme di beni e servizi, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno”(Wikipedia). Questo paniere viene individuato per misurare il tasso di inflazione ma, per le persone a cui interessa capire qualcosa di più, diventa anche molto utile per capire i mutamenti che coinvolgono il nostro paese.<br />
Partiamo dall&#8217;uscita delle lampadine ad incandescenza. Finalmente da quest&#8217;anno verranno commercializzate solo lampadine a basso consumo, un primo passo importante, verso il risparmio energetico.</p>
<p>Se l&#8217;uscita dei fiammiferi può far semplicemente sorridere, che dire dell&#8217;entrata nel paniere della voce riferita alla spesa di badanti? Da questa voce possiamo capire che nel nostro paese aumentano le cure a cui devono essere sottoposti i nostri anziani e che la scelta delle famiglie italiane è indirizzata a tenere l&#8217;anziano a casa e a farsi assistere da una persona terza. Ma perchè? Diciamo che c&#8217;è una forte componente culturale che si esprime in forti legami famigliari che ci spingono a svolgere il lavoro di cura preferibilmente a casa; ma non possiamo dimenticare che i costi per una casa di riposo dignitosa sono proibitivi per molti. Entra nel paniere anche il costo per le prestazioni medica in regime privatistico. Ma non scordiamoci che in Italia c&#8217;è un servizio sanitario nazionale che dovrebbe garantire a tutti le cure necessarie! Il numero di persone che accetta di pagarsi le cure mediche nella speranza di avere un servizio migliore, o più rapido, è diventato quindi rilevante. Evidentemente il nostro servizio sanitario nazionale non è più in grado di fornire gratuitamente quei servizi per cui è stato creato. Tutte queste sono solo piccole riflessioni ma ci danno uno spaccato della nostra società, delle necessità e dei beni rilevanti per l&#8217;Italia, un paese di consumatori.</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="Istat" href="http://www.istat.it" target="_blank">www.istat.it</a></p>
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