<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>il Grimaldello &#187; internet</title>
	<atom:link href="http://www.ilgrimaldello.com/tag/internet/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ilgrimaldello.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Sep 2010 15:55:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Un nuovo modo di pensare?</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-nuovo-modo-di-pensare/</link>
		<comments>http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-nuovo-modo-di-pensare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 10:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[pensare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgrimaldello.com/?p=2541</guid>
		<description><![CDATA[Che lo si voglia oppure no, internet è ormai diventato parte essenziale nella vita di molte persone. Ogni giorno ne sentiamo tessere le lodi da una parte mentre dall&#8217;altra si tenta di demonizzarlo. Gran parte dei nostri politicanti lo vede come una minaccia mentre altrove nascono gruppi che lo candidano al &#8220;Nobel per la Pace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2566" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-nuovo-modo-di-pensare/larete/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2566" title="larete" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/larete-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Che lo si voglia oppure no, internet è ormai diventato parte essenziale nella vita di molte persone. Ogni giorno ne sentiamo tessere le lodi da una parte mentre dall&#8217;altra si tenta di demonizzarlo. Gran parte dei nostri politicanti lo vede come una minaccia mentre altrove nascono gruppi che lo candidano al &#8220;Nobel per la Pace 2010&#8243;.<br />
Ogni anno la rivista on-line Edge, che tratta argomenti di tecnologia e scienza, propone un argomento di discussione a cui rispondono numerosi scienziati, scrittori, filosofi, artisti ecc. La domanda di quest&#8217;anno era &#8220;L’uso della rete ha cambiato il nostro modo di pensare?&#8221;.<br />
Riporto di seguito due risposte che ho trovato molto interessanti, sia per il punto di vista insolito da cui viene affrontato il problema, sia per la divergenza di opinioni che ne risulta.</p>
<p><strong>UN UNICO INDIVIDUO</strong><br />
Richard Dawkins, <em>biologo evoluzionista</em></p>
<p>Il web è un’invenzione geniale, uno dei traguardi più alti raggiunti dalla specie umana. La sua qualità migliore è quella di non essere stato creato da un singolo genio come Tim Berners­Lee o Steve Wozniak o Alan Kay, né da una grande azienda come la Sony o l’Ibm, ma da una comunità anarchica composta da singoli e gruppi per lo più anonimi sparsi in tutto il mondo. Le sue dimensioni sono sovrumane. Senza contare il fatto che collega computer di dimensioni diverse, che funzionano a velocità diverse e sono stati costruiti da aziende diverse. Internet è una rete che nessuno ha mai progettato, che è cresciuta in modo organico ma casuale, secondo princìpi non solo biologici ma specificamente ecologici. Naturalmente ci sono anche gli aspetti negativi, ma non sono gravi. Molte chat, che funzionano senza nessun controllo, hanno contenuti pessimi. La tendenza alla maleducazione e all’aggressività è favorita dall’anonimato, di cui un giorno bisognerà discutere. Insulti e oscenità che non ci sogneremmo mai di firmare con il nostro nome escono allegramente dalla tastiera quando usiamo pseudonimi come Tinkywinky, Flubpoodle o Archweasel.</p>
<p>E poi c’è l’eterno problema di distinguere le informazioni vere da quelle false. I motori di ricerca ci spingono a vedere l’intero web come una gigantesca enciclopedia, dimenticando che i contenuti delle enciclopedie tradizionali erano rigorosamente controllati e che gli autori delle loro voci erano esperti selezionati. Detto questo, mi meraviglio continuamente di quanto può essere fatta bene Wikipedia. Di solito misuro la sua attendibilità in base alle poche cose che rientrano davvero nelle mie competenze (e sulle quali avrei potuto scrivere una voce per un’enciclopedia tradizionale), come l’evoluzione e la selezione naturale. Sono così impressionato che quando mi mancano le conoscenze di prima mano vado a vedere anche altre voci. Senza dubbio c’è qualche errore, ma la vita di un errore prima che il naturale meccanismo di correzione lo elimini è molto breve. Il fatto stesso che il meccanismo funzioni, anche se solo in alcuni settori come la scienza, smentisce così apertamente il mio pessimismo iniziale che sono tentato di considerarlo una metafora di tutti gli aspetti del web, a cui bisogna guardare con più ottimismo.</p>
<p>Su internet, comunque, c’è molta spazzatura, più di quanta ce ne sia nei libri stampati, forse perché produrli costa di più. Ma la velocità e l’onnipresenza di internet ci spingono a essere più critici. Se le notizie riportate da un sito sembrano poco fondate, possiamo facilmente controllarle su altri siti (alcuni, per esempio, catalogano utilmente leggende metropolitane e altre informazioni false che si difondono come virus). Quando riceviamo uno di quegli avvisi terriicanti su un virus informatico pericolosissimo, non lo giriamo subito a tutti i nostri contatti, ma cerchiamo su Google e spesso viene fuori che si tratta del “falso allarme numero 76”.</p>
<p>Forse l’aspetto più negativo di internet è che navigare può diventare una dipendenza e una gran perdita di tempo. Il sistema ci fa svolazzare da un argomento all’altro invece di concentrarci su una cosa alla volta. Ma voglio fare anche delle considerazioni positive. L’inaspettata unificazione mondiale che il web sta realizzando (un amante della fantascienza potrebbe vederci la nascita di una nuova forma di vita) somiglia all’evoluzione del sistema nervoso degli animali pluricellulari. Una certa scuola di psicologia potrebbe considerarla il riflesso dello sviluppo della personalità dei singoli individui, come la fusione di inizi separati e distribuiti nell’infanzia.</p>
<p>Mi torna in mente un’intuizione di Fred Hoyle nel suo romanzo di fantascienza <em>La nuvola nera</em>. La nuvola è un viaggiatore interstellare sovrumano, il cui “sistema nervoso” è costituito da unità che comunicano tra loro via radio a una velocità superiore a quella dei nostri impulsi nervosi. Ma perché quella nuvola dev’essere considerata un unico individuo e non una società? La risposta è che la velocità delle connessioni cancella le distinzioni. Una società umana potrebbe davvero diventare un unico individuo se ognuno di noi fosse capace di leggere il pensiero degli altri grazie al passaggio diretto di onde radio ad alta velocità da un cervello all’altro. Una cosa simile prima o poi potrebbe fondere le varie unità che costituiscono internet.</p>
<p><strong>UN&#8217;ESAGERAZIONE</strong><br />
Steven Pinker, <em>psicologo</em></p>
<p>Sono una persona che crede sia nella natura umana sia nei principi immutabili della logica. Quindi sono molto scettico sull&#8217;idea che internet stia cambiando il nostro modo di pensare. I mezzi di comunicazione digitali non modificheranno mai i meccanismi con cui il cervello elabora le informazioni né sostituiranno il ragionamento diretto o il teorema della probabilità di Bayes. L&#8217;affermazione che internet stia cambiando il nostro modo di pensare nasce da una serie di fattori: le pressioni esercitate sugli esperti perché annuncino che questo o quello &#8220;ha cambiato tutto&#8221;, un&#8217;idea superficiale di cos&#8217;è il &#8220;pensiero&#8221;, la mentalità neofobica secondo cui &#8220;se i giovani fanno qualcosa che io non faccio, la cultura è in declino&#8221;.<br />
Una generazione che usa gli sms, naviga su internet e scrive su Twitter ha sviluppato l&#8217;invidiabile capacità di elaborare parallelamente più flussi di nuove informazioni? La maggior parte degli psicologi cognitivi ne dubita, e gli ultimi studi di Clifford Nass confermano il loro scetticismo. I cosiddetti <em>multitasker</em> sono come Woody Allen quando dice che dopo aver seguito un corso di lettura veloce ha divorato <em>Guerra e Pace</em> in una sera e ha capito che &#8220;parla di certi russi&#8221;.</p>
<p>E&#8217; molto diffusa anche l&#8217;idea che gli studenti non siano più capaci di scrivere senza usare abbreviazioni, emoticon e frasi prese dalla rete senza controllare. Ma gli studenti si abbandonano a questo tipo di pigrizia solo se glielo permettono gli insegnanti. Io non ho mai visto niente di simile tra i miei allievi, e una ricerca di Andrea Lunsford sui lavori degli studenti universitari dimostra che si tratta di fantasie dei cosiddetti esperti.<br />
Il fatto che gli standard intellettuali condizionino i prodotti dell&#8217;intelletto è particolarmente evidente in campo scientifico. Gli scienziati sono consumatori insaziabili di internet e tutte le altre cose che si fanno con il computer e che ci starebbero rendendo stupidi, come le presentazioni Powerpoint e l&#8217;email. Tuttavia sarebbe ridicolo dire che gli scienziati pensano in modo diverso rispetto a dieci anni fa o che il progresso della scienza è rallentato.</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante dello sviluppo di internet non è come sta cambiando il modo di pensare delle persone, ma che la rete si sta adattando al loro modo di pensare. La diffusione di internet cominciata più di dieci anni fa è stata favorita essenzialmente dalla disponibilità dell&#8217;interfaccia grafica, quella del browser, un mondo visivo più familiare fatto di finestre, icone e bottoni che superava il funzionamento lineare dei vecchi computer. I cambiamenti successivi sono stati favoriti da interfaccia ancora più naturali (oggi è possibile impartire comandi con una parola o un gesto), da una migliore imitazione dell&#8217;espressione umana (come nel caso dei consigli sui film, libri o musica e dei metodi di ricerca sempre più intelligenti) e dall&#8217;uso del web a scopi emotivi e sociali (come nel caso dei social network). Senza dubbio internet ha influito su molti aspetti del funzionamento della mente. I faldoni, la posta, le librerie, i registri, i documenti sono stati sostituiti dai software, influendo sul nostro uso del tempo. Ma credo che parlare di un cambiamento del modo di pensare sia un&#8217;esagerazione.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: Internazionale</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html">The </a><em><a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html">Edge</a></em><a title="The Edge Annual Question" href="http://www.edge.org/q2010/q10_index.html"> Annual Question</a></p>
<p><strong>Link</strong>: <a href="http://www.edge.org/q2010/Internazionale.pdf">Le risposte in italiano</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/un-nuovo-modo-di-pensare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>WiMax: vita e miracoli</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/wimax-vita-e-miracoli/</link>
		<comments>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/wimax-vita-e-miracoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[wifi]]></category>
		<category><![CDATA[wimax]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgrimaldello.com/?p=514</guid>
		<description><![CDATA[WiMax si pone la sfida di allentare la presa del digital divide &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-515" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax-wireless-connessione-italia-gentiloni.png" alt="wimax" width="200" height="100" />WiMax si pone la sfida di allentare la presa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank"><em>digital divide</em></a> &#8211; &#8216;divario digitale&#8217; &#8211; nel nostro caso assenza di infrastrutture per la banda larga. Dopo averne spiegato brevemente i pregi e difetti passeremo ad illustrare le principale differenze con due tra le tecnologie più in uso attualmente: HSDPA(il successore dell&#8217;UMTS) e WiFi. Infine vedremo a che punto è lo sviluppo e le aree coperte al momento.<br />
<span id="more-514"></span></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Introduzione alla tecnologia</strong></p>
<p>4.2 milioni di cittadini italiani (7.5% della popolazione e 32% dei comuni) sono privi di banda larga. WiMax e&#8217; una tecnologia molto flessibile, con una grande efficienza e capacità di trasporto dati. E&#8217; inoltre in grado di supportare comunicazioni punto-a-multipunto e multipunto-a-multipunto (un &#8220;punto&#8221; può essere un&#8217;antenna oppure un apparecchio), diverse tecniche di crittografia ed autenticazione, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QoS" target="_blank">QoS</a> per applicazioni quale VoIP, video, Ftp, ecc. La ciliegina sulla torta è la facilità d&#8217;installazione: basta una antenna.</p>
<p>Come il WiFi, WiMax può funzionare su differenti frequenze. In particolare queste frequenze devono essere concesse in utilizzo dal governo. Quelle messe all&#8217;asta in Italia ed in generale nel Sud Europa, 3.4 e 3.5 GHz, sono diverse da quelle utilizzate in altri paesi quali Gran Bretagna e Stati Uniti dove è stata assegnata una fascia intorno ai 2.5 GHz.<br />
Il problema, se tale si possa chiamare, non è a livello hardware: basta modificare un valore (o un interruttore come quello per scegliere il voltaggio: 120/220 V) e apparecchi proveniente dagli USA funzionerebbero anche da noi. A 2.5 GHz c&#8217;è una migliore propagazione del segnale: una frequenza altissima è simile ad un fascio di luce e quindi può essere fermato da un foglio di alluminio; se invece la frequenza è bassa può attraversare muri più facilmente. Probabilmente WiMax aprirà la strada anche a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/LTE_(Long_Term_Evolution)" target="_blank">LTE (Long Term Evolution)</a> come ponte tra tecnologie 3G (UMTS) e 4G. Molte aziende sperano in un&#8217;unione di fatto tra LTE e WiMax e rimangono in attesa prima di lanciare i propri prodotti/servizi.<br />
Persino <strong>Intel</strong>, che ha investito considerevole risorse in questa tecnologia, ritiene che si debba aspettare e vedere come procederanno le discussioni sulle frequenze intorno ai 2.5GHz in Italia. Nel frattempo si impegna ad offrire una piattaforma scalabile per ogni necessità: Intel Centrino 2 può supportare WiFi e WiMax.</p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>WiMax a confronto con HSDPA e WiFi</strong></p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>HSDPA</strong></p>
<p>HSDPA è l&#8217;evoluzione dell&#8217;UMTS, rilasciato dalla 3GPP &#8211; il consorzio internazionale che si occupa di standardizzare sistemi di telecomunicazione. Introduce una serie di miglioramenti rispetto all&#8217;UMTS che consentono di indirizzare in modo veloce i pacchetti dati apportando grossi miglioramenti in una rete con capacità limitata.<br />
Il principale vantaggio di questa tecnologia è data dal fatto che i costi per implementarla sono irrisori. Le strutture sono le stesse già presenti per le reti attuali. Si tratta di aggiornare il software oppure, al massimo, installare dei MODEM specifici.</p>
<p>WiMax è stato pensato (anche) per comunicazioni usando VoIP. Il Mobile WiMax (IEEE 802.16E &#8211; in fase di sviluppo) consentirà all&#8217;utente di essere sempre connesso, anche durante i suoi spostamenti.</p>
<p>La concorrenza sta diventando efferata: se WiMax, nato in &#8220;ambito&#8221; scambio dati si sta spostando verso la telefonia attraverso l&#8217;utilizzo del VoIP, HSDPA invece cerca di fornire banda larga per i dispositivi mobili.</p>
<p style="font-size: 1.1em;"><strong>WiFi</strong></p>
<p>WiFi e&#8217; ormai diffuso in tutte le case, uffici, scuole, biblioteche, eccetera; ormai anche le TV hanno schede che consentono una connessione alla rete senza l&#8217;ausilio di fili. Grazie alla standardizzazione promossa dalla Wi-Fi Alliance i prodotti presentano le stesse caratteristiche tecniche ma, a differenza del WiMax, che può funzionare su bande di frequenza con licenza o senza, WiFi funziona utilizzando solo bande senza licenza quindi soggette ad <em>interferenze</em>. Questo impatta negativamente sulla copertura ed anche sulla larghezza di banda. Onde ovviare a questo tipo di problemi, con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11#802.11n" target="_blank">versione &#8220;N&#8221;</a>, è stata introdotta la possibilità di utilizzare più antenne per la ricezione ed invio dati attraverso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MIMO" target="_blank">MIMO</a> (Multiple-input and multiple-output).</p>
<p><img class="size-large wp-image-568 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wifi-contro-wimax-600x185.jpg" alt="wifi-contro-wimax" width="600" height="185" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Confronto copertura Wi</em>Fi e WiMax</p>
<p><strong>Intel</strong> afferma in una brochure: &#8220;WiMAX won’t replace Wi-Fi, but rather will fill in between hotspots and extend your Internet access on the go.&#8221; &#8211; <em>WiMax non sostituirà il WiFi, piuttosto si posizionerà tra hotspot ed estenderà il vostro accesso  ad Internet. </em> E&#8217; quindi possibile creare una rete dove gli utenti finali si connetteranno attraverso WiFi ad Internet (o Intranet) mentre i singoli punti d&#8217;accesso (hotspot) saranno collegati tra di loro attraverso WiMax.</p>
<p><img class="size-full wp-image-592 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/wimax.jpg" alt="Uso WiMax" width="466" height="480" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Una rete WiMax</em></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Comparazione</strong></p>
<p>Confronteremo le caratteristiche fondamentali di ogni tecnologia:</p>
<ul>
<li><strong>copertura</strong>: superficie coperta con distinzione tra zone urbane e rurali.</li>
<li><strong>larghezza di banda</strong>: quella massima e quella correntemente disponibile.</li>
<li><strong>investimento iniziale:</strong> necessario per avere una rete funzionante. Vista la scarsa documentazione disponibile verrà fatta una valutazione per ordini di grandezza.</li>
<li><strong>mobilità</strong>: distinzione tra statico (uscendo fuori dall&#8217;area coperta si perde la connessione), nomadico (entrando in un area coperta posso connettermi con le stesse credenziali) e mobile (disponibile virtualmente ovunque).</li>
<li><strong>sicurezza</strong>: disponibilità di protocolli di criptazione ed autenticazione.</li>
<li><strong>QOS (qualità del servizio)</strong>: capacita&#8217; di adattarsi al carico della rete, garantire una certa larghezza di banda in qualsiasi situazione.</li>
</ul>
<p><img class="size-large wp-image-657 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/riassunto-600x242.jpg" alt="Confronto - Riassunto" width="600" height="242" /></p>
<p style="font-size: 1.2em;"><strong>Stato attuale</strong></p>
<p>I <a id="stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/WiMAX#WiMAX_in_Italia" target="_blank">vincitori della gara</a> d&#8217;appalto per l&#8217;assegnazione delle licenze d&#8217;utilizzo delle bande radio comprese tra i 3.4 e 3.5GHz sono stati pubblicati più di un anno fa dal Ministero delle Comunicazioni. Ai vincitori fu chiesto di impegnarsi entro 30 mesi perché almeno il 60% del territorio controllato fosse coperto. Ecco la situazione 15 mesi dopo.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.linkem.com/max/" target="_blank">Linkem</a></strong></em>, aggiudicatasi le licenze in 13 regioni ed a livello nazionale, elogia i ridotti costi d&#8217;installazione e manutenzione nonché l&#8217;impatto ambientale. Secondo i loro piani raggiungeranno, entro il 2012, 75% della popolazione: 500.000 clienti senza banda larga con un investimento di 200 milioni di euro.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.ariadsl.it/" target="_blank">Aria</a></strong></em> è stata tra le compagnie che hanno investito maggiormente nell&#8217;acquisizione delle licenze. Il loro obbiettivo non è quello di coprire l&#8217;intero paese ma di raggiungere chi ne ha bisogno. Le aree coperte possono essere velocemente espanse qualora necessario.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.retelit.it/" target="_blank">Retelit</a></strong></em> opera principalmente nel Centro-Nord. I test eseguiti durante l&#8217;inverno scorso hanno dimostrato, oltre ogni ombra di dubbio, che WiMax non risente di condizioni meteorologiche avverse, come avviene di solito con trasmissioni radio ad alte frequenze. Sono partite delle reti pilota in Emilia e Valtellina con un ampliamento in Lombardia.</p>
<p><em><strong><a href="http://www.mandarin.it/" target="_blank">Mandarin</a></strong></em>, attiva in Sicilia, si auspica di creare un prodotto molto semplice attorno al quale i rivenditori possano costruire i loro servizi. Il loro modello di vendita prevede l&#8217;apertura di una rete di Mandarin Point (punti di contatto all&#8217;interno di negozi d&#8217;informatica, SKY e piccoli distributori). Un rapporto di 3 Mandarin Point per 5 mila abitanti consentirebbe di fornire l&#8217;assistenza necessaria all&#8217;utente finale in modo veloce.</p>
<p><img class="size-full wp-image-666 aligncenter" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/italia1.jpg" alt="Distribuzione WiMax in Italia - Aprile 2009" width="400" height="479" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Distribuzione delle reti WiMax sul territorio nazionale &#8211; Aprile 2009</em></p>
<p>Dal lato dei produttori di hardware abbiamo:</p>
<p><strong>Samsung</strong> ritiene che la tecnologia sia matura almeno dal 2006. In occasione delle Olimpiadi di Torino è stata utilizzata una rete che si è dimostrata molto affidabile. Anche se WiMax e LTE dovessero confluire, le opportunità ci saranno per tutti, basta saper rispondere alle esigenze del cliente.</p>
<p><em><strong>Alvarion</strong></em> non si limita a considerare il trasferimento di dati o VoIP ma prende in considerazione anche applicazioni machine-to-machine utilizzate da consorzi o distretti scolastici.</p>
<p><em><strong>Alcatel-Lucent</strong></em> cita stime secondo le quali nel 2013 l&#8217;80-90% degli utenti utilizzerà il WiMax per applicazioni fisse o nomadiche, il 20% invece saranno mobili.  WiMax e LTE possono convivere e loro si impegnano a svilupparle in parallelo.</p>
<p>Nel secondo quadrimestre 2008 <em>Infonetics Research</em> <a href="http://www.infonetics.com/pr/2009/cr09.wmx01.nr.asp" target="_blank">ha stimato</a> che Motorola e Alcatel-Lucent contavano da sole i due terzi dell&#8217;equipaggiamento globale WiMax Mobile. Alvarion contava invece un quarto dei dispositivi fissi garantendosi una posizione leader.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: Top Trade Informatica, n°4, anno XVII, pagine 64, 65 66, 67 e 68.</em></p>
<p><strong>Ulteriori Approfondimenti</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.comitatobandalarga.it/index.php" target="_blank"><em>Comitato Banda</em>Larga</a></li>
<li><a href="http://home.intekom.com/satnac/proceedings/2007/papers/access/Paper%2078%20-%20Amimo-Rayolla.pdf" target="_blank"><em>Wireless Broadband: Comparative Analysis of HSDPA vs. WiMAX</em></a></li>
<li><a href="http://www.knightcenter.org/FileUploads/Z6003%20WiMAX%20Overview%20-%20January%202009.pdf" target="_blank"><em>Knight Center of Digital Excellence Resource Center &#8211; WiMAX Overview</em></a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/wimax-vita-e-miracoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La tecnologia dei giovani</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/la-tecnologia-dei-giovani/</link>
		<comments>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/la-tecnologia-dei-giovani/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 May 2009 13:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgrimaldello.com/?p=367</guid>
		<description><![CDATA[Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-379" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/young-family-using-internet.jpg" alt="La famiglia su internet" width="200" /> Eurispes e Telefono Azzurro hanno definito l&#8217;identikit dei bimbi e degli adolescenti in rapporto alla tecnologia che li circonda. Il rapporto marca una dimestichezza dei giovani con gli strumenti informatici come anche con la grande rete. Sono stati coinvolti circa 6.000 bambini ed adolescenti appartenenti a 41 scuole e distribuiti su due grandi fasce d&#8217;età: tra  7 e 11 anni e tra 12 e 19 anni. <span id="more-367"></span> Agli intervistati è stato chiesto di rispondere ad alcune domande sulla loro conoscenza ed utilizzo delle tecnologia di ultima ed ultimissima generazione.</p>
<p><strong>Bambini</strong> Il 73,4% degli intervistati dichiara di avere un computer ed oltre la metà afferma di usarlo almeno un&#8217;ora al giorno. In particolare:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5821"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5821" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>L&#8217;utilizzo di Internet è un altro importante fattore di avvicinamento dei più piccoli alla tecnologia. Più della metà (il 56.3 %) dichiara di utilizzare regolarmente internet:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5896"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5896" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>L&#8217;età in cui si impara a navigare nella rete è molto diminuita negli ultimi anni. Una buona percentuale dei bambini &#8211; età compresa tra 7 e 11 anni  &#8211; si confronta con Internet già dalle scuole elementari:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5898"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5898" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;utilizzo della connessione ad Internet si ha una concentrazione principalmente nelle aree di &#8216;trend&#8217; ovvero quelle più gettonate:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5900"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5900" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Il 60.6% dei bambini ha a casa una console portatile/videogioco ma solamente il 25.3% dichiara di possedere un televisore al plasma con maxischermo; il 64.2% possiede un televisore tradizionale. Il 32.4% gioca al massimo un&#8217;ora al giorno, contro 19% che gioca tra 1 e 2 ore. Un dato preoccupante è che il 47.6% ha dichiarato di aver giocato con videogiochi non adatti alla propria età, contro il 47% che sostiene il contrario. Un bimbo su 5 afferma di riconoscere che i videogiochi non adatti impattano sul comportamento.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della TV è molto elevato in queste fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5901"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5901" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Il lettore collegato alla TV viene utilizzato almeno un&#8217;ora al giorno dagli intervistati e, nel 26.5% dei casi, tra 1 ora e 2 ore; 19.8% afferma di non utilizzarlo affatto.</p>
<p>I bambini hanno una propria percezione del grado di conoscenza in ambito tecnologico delle persone che li circondano:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5904"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5904" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p><strong>Adolescenti</strong> Appena il 3.2% afferma di non avere il telefono cellulare e il 5.4% un personal computer. Gli adolescenti ascoltano musica utilizzando il proprio lettore MP3 almeno un ora al giorno nel 39.2% dei casi contro il 9.3% nel caso dei bambini.</p>
<p>Per quanto riguardo l&#8217;utilizzo del lettore DVD le percentuali sono del tutto simili nelle due fasce d&#8217;età:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5905"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5905" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Gli adolescenti trascorrono anche più tempo in Rete:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5906"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5906" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Il periodo in cui si iniziano a fare i primi passi nell&#8217;intricato mondo di Internet risale, in entrambe le fasce d&#8217;età, a circa 4 anni fa. Questo rende i bambini molto più precoci dei ragazzi:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="400" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5907"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5907" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Gli adolescenti tendono ad utilizzare la Rete per ricercare informazioni di interesse, scaricare musica, guardare video, mantenersi in contatto con altri e prendere confidenza con l&#8217;acquisto di prodotti online:</p>
<p style="text-align: center;">
<object width="500" height="300">
<param name="movie" value="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5908"></param>
<param name="quality" value="high"></param>
<param name="wmode" value="window"></param>
<param name="menu" value="false"></param>
<param name="bgcolor" value="#FFFFFF"></param>
<embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="300" src="http://chartgizmo.com/chart.swf?data=http://chartgizmo.com/GenerateFlash?id=5908" quality="high" bgcolor="#FFFFFF" wmode="window" menu="false" ></embed>
</object>
</p>
<p>Cambia anche la percezione dell&#8217;alfabetizzazione informatica delle persone vicine. Il personale docente risulta &#8220;abbastanza&#8221;o &#8220;molto&#8221; preparato nel 48.1% e nel 10.2% dei casi. La divisione tra i genitori vede come vincitore ancora una volta il padre. I nonni invece vengono visti, nell&#8217;84.9% dei casi, come totalmente all&#8217;oscuro delle tematiche informatiche.</p>
<p><strong>Fonte</strong><em>: TopTrade Informatica, n° 3, anno XVII, pagine 40 e 41.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilgrimaldello.com/2009/05/la-tecnologia-dei-giovani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La baia affonda?</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/la-baia-affonda/</link>
		<comments>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/la-baia-affonda/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 17:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[thepiratebay]]></category>
		<category><![CDATA[torrent]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilgrimaldello.com/?p=125</guid>
		<description><![CDATA[A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le major. Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-139" title="piratebay" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/04/piratebay-200x200.jpg" alt="piratebay" width="200" height="200" />A conclusione di uno dei processi più importanti in ambito informatico, i 3 fondatori del sito thepiratebay.org assieme ad uno dei loro finanziatori sono stati condannati ad una anno di carcere ed obbligati a pagare $ 3.6 milioni che verranno divisi tra le <em>major</em>. <span id="more-125"></span></p>
<p>Seppure i quattro condannati non si preoccupino della decisione guidiziaria &#8211; sulla pagina principale del portale compare la scritta <em>Don&#8217;t worry &#8211; we&#8217;re from the internets. It&#8217;s going to be alright. <img src='http://www.ilgrimaldello.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </em>- il processo costituirà un precedente che, probabilmente, porterà a processi &#8211; e condanne &#8211; del tutto simili.</p>
<p>Normalmente il principale argomento della difesa consiste nel sostenere che non viene ospitato alcun tipo di materiale sul proprio portale. Nel caso di questo processo la decisione della corte verte sul fatto che il portale fornisce i mezzi, in particolare un motore di ricerca, ed ospita i file <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BitTorrent#Il_file_.torrent" target="_blank">torrent</a> utilizzati poi dagli utenti per scambiarsi materiale coperto, in buona parte, da diritti d&#8217;autore.</p>
<p>Il portale è stato al centro di accuse a livello internazionale da parte delle <em>major</em> che sono state <a href="http://thepiratebay.org/legal" target="_blank">ridicolizzate</a> dagli accusati in più occasioni. Nel corso di un raid da parte della polizia svedese il principale server del portare fu confiscato. Da quel momento in poi, dopo una raccolta fondi da parte degli utilizzatori del sito stesso, il portale è ospitato su più server contemporaneamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://torrentfreak.com/images/tpb-museum.jpg" alt="Server TPB in museo" width="400" height="225" /></p>
<p>Il National Museum of Science and Technology svedese ha acquistato il server confiscato &#8211; per $ 243 &#8211; espondendolo nell&#8217;ala dedicata alle macchine che hanno cambiato la vita all&#8217;umanità.</p>
<p>Un&#8217;analista della <em>Forrester Research Inc.</em> sostiene che la conclusione del processo non avrà un impatto &#8220;considerevole&#8221; sulla pirateria informatica. Gli utenti utilizzano un insieme di tecnologie per lo scambio di musica, video, immagini, ecc. come streaming o servizi di messaggistica immediata che sono molto più difficili da tracciare.</p>
<p>La domanda però rimane: dopo Kazaa, Napster e Grokster è arrivata l&#8217;ora di PirateBay.org?</p>
<p>Link: <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/18/business/global/18pirate.html">www.nytimes.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ilgrimaldello.com/2009/04/la-baia-affonda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
