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	<title>il Grimaldello &#187; italia</title>
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		<title>Oroscopo di Marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 17:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tremme: l'inviato spaziale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oroscopo]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[ironia]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[zodiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Ariete Facciamo un riassunto della tua giovinezza: stato nell’esercito al posto di tuo fratello, imbarcato per la Malesia, quasi mangiato dagli squali, catturato dagli indigeni e costretto a sposarne la regina, salvato in extremis, spedito a Parigi, devo continuare? Se poi fai una strage a Bronte non è mica colpa tua! Dicono di lui: Garibaldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/ariete_big.jpg" alt="ariete" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Ariete</h4>
<p>Facciamo un riassunto della tua giovinezza: stato nell’esercito al posto di tuo fratello, imbarcato per la Malesia, quasi mangiato dagli squali, catturato dagli indigeni e costretto a sposarne la regina, salvato in extremis, spedito a Parigi, devo continuare?<br />
Se poi fai una strage a Bronte non è mica colpa tua!<span id="more-3737"></span><br />
<strong>Dicono di lui</strong>: Garibaldi aveva un socio | si chiamava Nino Bixio | venne giù da Busto Arsizio&#8230; (Bruno Lauzi).<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: NINO BIXIO</p>
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</div>
<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/toro_big.jpg" alt="toro" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Toro</h4>
<p>Non sei di certo un tipo che ami stare con le mani in mano, chi ti conosce infatti non esita a definirti un tipo turbolento. Quando hai un’idea in testa prendi subito l’iniziativa e cerchi di coinvolgere più gente possibile. Attento però, perché spesso risulti incompreso e chi dovrebbe appoggiarti si rivolta contro di te.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: La Natura, avendo concesso a tutti gli uomini i medesimi organi, le medesime sensazioni, i medesimi bisogni, li ha dichiarati eguali, ed ha, con tal fatto, concesso loro uguale diritto al godimento dei beni che essa produce. Come del pari, avendo creato ogni uomo capace di provvedere alla propria esistenza, l&#8217;ha dichiarato indipendente e libero. (Saggio sulla rivoluzione)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: CARLO PISACANE</p>
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</div>
<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/gemelli_big.jpg" alt="gemelli" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Gemelli</h4>
<p>Grazie alla tua capacità di comando, al tono suadente della voce, al romantico sprezzo del pericolo, sei un eroe già consolidato da tempo. Queste doti ti circondano di un carisma tale da riuscire a trascinare nelle tue imprese anche Mille uomini. E quando il gioco funziona sono trionfi, ma quando qualcosa va male sono sanguinose disfatte.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole. (citato in Franco Libero Manco, Biocentrismo. L&#8217;alba della nuova civiltà, Nuova Impronta Edizioni, Roma 1999, pp. 202-203)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: GIUSEPPE GARIBALDI</p>
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</div>
<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/cancro_big.jpg" alt="cancro" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Cancro</h4>
<p>Porti con te un bagaglio di buone letture, di delusioni e di voglia di agire. Soprattutto hai qualcosa che pochi oggi possono dire di avere: un’ideologia per cui lottare.<br />
Sono tuoi un fardello di idee e programmi da realizzare, quello che ancora ti manca sono lo strumento e l’ambiente adatta per mettere in pratica le tue idee.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Oggi ciò che importa anzitutto è moralizzare l&#8217;Italia. (citato in Arte e politica, Rivista contemporanea, Vol. XL, p. 266)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: GIUSEPPE MAZZINI</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/leone_big.jpg" alt="leone" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Leone</h4>
<p>La tua energia e la tua volontà di affermazione nel lavoro e intorno al tavolo da gioco ti rendono un ottimo statista. Sei fedele alle tue convinzioni pur sapendoti piegare alla politica del compromesso.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Il primo bene di un popolo è la sua dignità. (discorso alla Camera dei deputati, 16 aprile 1858, da Discorsi parlamentari del conte Camillo di Cavour)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/vergine_big.jpg" alt="vergine" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Vergine</h4>
<p>Per evitare che il tuo bel marinaio si trovi una donna in ogni porto in cui attracca, non c’è niente di più sicuro che seguirlo dappertutto. E va bene se hai un carattere forte e indomito, se ti adatti a fare il corsaro e pure a combattere accanto agli uomini e a difendere le munizioni.<br />
Ma tutto questo è inevitabile se devi incarnare l&#8217;ideale di donna-guerriero che combatte per i diritti dei popoli e per l&#8217;eguaglianza dei cittadini.<br />
<strong>Le hanno detto</strong>: «Tu devi essere mia.» (Giuseppe Garibaldi)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: ANA MARIA DE JESUS RIBEIRO DA SILVA (ANITA GARIBALDI)</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/bilancia_big.jpg" alt="bilancia" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Bilancia</h4>
<p>Parlare in pubblico forse non è il tuo forte, ma quando prendi in mano carta e penna, dalla tua testa cominciano a fuoriuscire i pensieri più spettacolari. A volte però anche i tuoi scritti risultano essere un po’ criptici, tanto che qualcuno è ancora confuso tra elmo, chioma, schiava e Roma.<br />
<strong>Frasi Celebri</strong>: Stringiamoci a coorte | siam pronti alla morte. | Siam pronti alla morte, | l&#8217;Italia chiamò, sì!<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: GOFFREDO MAMELI</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/scorpione_big.jpg" alt="scorpione" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Scorpione</h4>
<p>La fantasia di certo non ti manca e quando ti esprimi riesci a stimolare l’interesse di chi ti ascolta. Questa tua espansività a volte però ti caccia nei guai. Infatti, diciamolo, non sei proprio la persona più indicata per mantenere dei segreti; il più delle volte non riesci a non spifferare quello che sai dovendo poi subirne le conseguenze.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Per credere, è d&#8217;uopo voler credere, è d&#8217;uopo amare fortemente il vero.<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: SILVIO PELLICO</p>
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<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/sagittario_big.jpg" alt="sagittario" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Sagittario</h4>
<p>Sei un tipo acuto e di certo non lo nascondi. Ti piace intrattenere i tuoi amici con indovinelli e frasi un po’ criptiche. Sotto questo tuo modo di fare giocosa nascondi però valori profondi e un pelo di malinconia. Chiunque voglia provare a comprenderti non può sperare di farlo se si ferma solo alle apparenze.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Copiare il vero può essere una buona cosa, ma inventare il vero è meglio, molto meglio. (lettera a Clara Maffei, 20 ottobre 1876; citato in James P. Cassaro (ed.) Music, Libraries and the Academy (Middleton, Wisconsin: A-R Editions, 2007) p. 218)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: GIUSEPPE FORTUNIO FRANCESCO VERDI</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/capricorno_big.jpg" alt="capricorno" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Capricorno</h4>
<p>Sei intraprendente, determinato e accogli con entusiasmo ogni novità. Se qualcuno si trova in difficoltà sei sempre pronto ad accorrere in aiuto, senza badare alle conseguenze. Ma non sei solo un impulsivo uomo d’azione, anzi, ti piace riflettere e annotare i tuoi pensieri in diari e memorie. Come fossero delle vere e proprie confessioni. Si direbbe che a trent’anni potresti avere esperienza e saggezza di un uomo di ottanta.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Dove tuona un fatto, siatene certi, ha lampeggiato un&#8217;idea.<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: IPPOLITO NIEVO</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/acquario_big.jpg" alt="acquario" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Acquario</h4>
<p>Sicuramente sei una persona determinata e quando ti metti in testa una cosa non è proprio possibile farti cambiare idea.<br />
Però l’impegno che metti in tutto ti rende un prezioso alleato quando si tratta di conquistare la Patria. E certo non guastano le tue capacità organizzative, le tue risorse finanziarie e il tuo indubbio fascino.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Seguii d&#8217;ogni mia possa i nobili sforzi di qualche eletto, che aprir tentava le menti de&#8217; suoi fratelli d&#8217;ogni condizione, d&#8217;ogni provincia — nei loro interessi istruirli — inspirar loro fiducia nelle proprie sue forze. (L’Italia e la rivoluzione italiana)<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: CRISTINA BELGIOIOSO</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px; margin-bottom: 30px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/pesci_big.jpg" alt="pesci" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Pesci</h4>
<p>La forza di volontà estrema è il tuo punto forte. Ti prefiggi sempre di raggiungere importanti e prestigiosi risultati, pur sapendo che gli sforzi che dovrai fare saranno elevati. Una cosa riesce però a minare il tuo entusiasmo: l’indifferenza che spesso gli altri dimostrano nei tuoi confronti.<br />
<strong>Hanno detto loro</strong>: Attenzione a Boccheciampe<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: ATTILIO ED EMILIO BANDIERA</p>
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<div style="height: 120px; width: 615px;">
<p><img style="margin-right: 10px; float: left;" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/oroscopo/ofiuco_big.jpg" alt="ofiuco" /></p>
<div style="width: 493px; float: left;">
<h4 style="margin-bottom: 3px;">Ofiuco</h4>
<p>Nonostante la tua età non hai ancora trovato la tua strada: ogni giorno ti svegli senza saper bene che cosa vorresti fare. A volte ti senti un ballerino professionista, altre è la tua maestosa ugola a fare da padrona. Alcuni giorni ti senti anche di poter governare un regno tutto tuo. Un consiglio: comprati una sveglia che suoni più forte perché non ti sei ancora svegliato del tutto.<br />
<strong>Frase Celebre</strong>: Italia Amore Mio<br />
<strong>Personaggio che meglio ti rappresenta</strong>: EMANUELE UMBERTO REZA CIRO RENÉ MARIA FILIBERTO DI SAVOIA</p>
</div>
</div>
<p style="height: 70px;">
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		<title>Palazzi storici di Venezia “violati” dai cartelloni pubblicitari</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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		<description><![CDATA[Un gruppo composto dai più autorevoli esperti culturali del mondo ha lanciato un attacco feroce contro il governo italiano per l’utilizzo di pubblicità gigantesche collocate su alcuni degli scorci più famosi della città di Venezia. Il direttore del British Museum, del V&#38;A e del Museo di Arte Moderna di New York sono tra i firmatari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3481" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/10/palazzi-storici-di-venezia-%e2%80%9cviolati%e2%80%9d-dai-cartelloni-pubblicitari/a-coca-cola-hoarding-over-006/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3481" title="A-Coca-Cola-hoarding-over-006" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/10/A-Coca-Cola-hoarding-over-006-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a></p>
<p><strong>Un gruppo composto dai più autorevoli esperti culturali del mondo ha lanciato un attacco feroce contro il governo italiano per l’utilizzo di pubblicità gigantesche collocate su alcuni degli scorci più famosi della città di Venezia.</strong></p>
<p>Il direttore del British Museum, del V&amp;A e del Museo di Arte Moderna di New York sono tra i firmatari di una lettera in cui si chiede al Ministro della Cultura italiano, Sandro Bondi, di bandire i cartelloni pubblicitari, che “sono come un pugno in un occhio, rovinano la visita a una delle più belle creazioni dell’umanità”. La lettera, pubblicata da Art Newspaper, e sottoscritta dall’architetto Norman Foster, nonchè dai dirigenti dei musei di Boston, Dresda e Stoccolma e dell’Hermitage di San Pietroburgo, accusa il governo italiano di violare ciò che a Venezia l’Unesco ha proclamato patrimonio dell’umanità.</p>
<p>E’ dal 2008 che Venezia, alle prese con i debiti mentre le mura di alcuni antichi palazzi iniziavano a creparsi e crollare, ha cominciato ad offrire spazi pubblicitari sui teloni utilizzati per coprire le impalcature erette per i lavori di ristrutturazione intorno a Piazza San Marco e lungo il Canal Grande. Ma secondo gli ambientalisti locali l’uso di pubblicità per finanziare la manutenzione necessaria ha superato ogni limite quando, quest’estate, una pubblicità della Coca-Cola impediva la vista del Ponte dei Sospiri, dietro Palazzo Ducale. Ribattezzato ora il “ponte dei cartelli” e affittato per 40.000 euro al mese, la struttura supporta un’ampia pubblicità per i prodotti di lusso firmati Bulgari.</p>
<p>“Quando passiamo là vicino, i turisti ci chiedono ‘dov’è Palazzo Ducale?’” racconta Aldo Reato, capo dell’associazione veneziana Ente Gondola “Cosa possiamo rispondere? E’ nascosto sotto tutti quei cartelloni”.</p>
<p>Oltre al danno, la beffa: il comune ha ora concesso che le pubblicità vengano illuminate di notte. “Le loro dimensioni nascondono quei dettagli pregiati e (intere) parti dei palazzi e ora che vengono anche illuminate non si può ignorarle neppure di notte, essendo le luci più intense e forti della città, anche a una certa distanza” denunciano gli esperti culturali nella loro lettera, pubblicata dietro gli auspici dell’associazione Venice in Peril, l’organizzazione inglese che supporta i lavori di manutenzione di Venezia. “Ora c’è uno cono di luce intorno alla pubblicità, grande come un campo da tennis, che troneggia su Santa Maria della Salute”, dichiara la presidente Anna Somers Cocks “stanno portando via l’affascinante oscurità di Venezia”. Sostiene, inoltre, che le pubblicità sono probabilmente illegali, riferendosi a una legge italiana che ne proibisce l’utilizzo nel caso queste “danneggino l’aspetto, il decoro e la pubblica fruizione” di palazzi storici pubblici.</p>
<p>La notizia delle pubblicità si è diffusa in tutta la comunità architettonica internazionale, grazie anche alla Biennale di architettura che si è tenuta a Venezia il mese scorso, ha dichiarato Somers Cocks. ”Anche Frank Gehry, Rem Koolhaas e Norman Foster vi hanno partecipato e sono rimasti atterriti”.</p>
<p>Bondi, il ministro della Cultura, è stato informato venerdì scorso della lettera, ma si è rifiutato di rispondere, dichiarando che impegni precedenti gli impedivano di trovare del tempo per farlo.</p>
<p>Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha biasimato le critiche sostenendo di “esserne rimasto sorpreso (…) I teloni sono li per motivi di sicurezza e non capisco perchè a Venezia non possano essere utilizzati per la pubblicità, così come già avviene in altre città italiane”. Orsoni si è anche riferito al fatto che i milioni di euro necessari per i lavori ormai non vengono più forniti da Roma.</p>
<p>Un portavoce del sindaco ha dichiarato all’Observer che “Venezia, che ha l’obbligo di preservare questi monumenti preziosi, è stata costretta ad adottare questo sistema”. I 2,8 milioni di euro spesi per ristrutturare Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri verranno interamente finanziati con gli introiti pubblicitari. Ma gli esperti di Venice in Peril non ne sono convinti. “A coloro che affermano che i soldi portati dalle pubblicità sono necessari per ristrutturare quei palazzi, noi ricordiamo che dopo la grande alluvione del 1966, quando Venezia versava in uno stato notevolmente peggiore e l’Italia era un paese molto meno ricco, a nessuno venne in mente di utilizzare questo metodo per trovare fondi”, hanno scritto. “Bisogna torvare altri tipi di finanziamento per i lavori di ristrutturazione, altrimenti Venezia è condannata ad essere coperta da insegne per il resto della sua vita, poichè i suoi palazzi saranno sempre in ristrutturazione considerati gli anni e la fragilità ambientale della città.</p>
<p>Una soluzione è stata suggerita da Roberto Ciambetti, assessore regionale che ha proposto la vendita dei beni confiscati alla mafia per finanziare la manutenzione di Venezia.</p>
<p>Nel frattempo, tuttavia, la città di Firenze si è ribellata alla pubblicità invadente. L’anno scorso il comune aveva concesso a una catena di supermercati un’ampio spazio pubblicitario sul Ponte Vecchio, in cambio di finanziamenti utili ad alcuni lavori di ristrutturazione, prima però che una protesta pubblica costringesse il sindaco a ripensarci e il supermercato a porgere le proprie scuse. “Nessuna azienda interessata a pubblicizzare un evento potrebbe mai inserire il suo jingle nel mezzo di una sinfonia mozartiana” ha commentato l’ambientalista Nelli-Elena Vanzan Marchini.</p>
<p>“Immaginate la delusione per 17.5 milioni di turisti che visitano Venezia quest’anno” si legge nella lettera della Venice in Peril. “Arrivano in questa città-simbolo con un’immagine in mente e trovano invece i suoi celebri scorci sfregiati in modo grottesco.” Somers Cocks ha sottolineato che quasi ogni angolo di Venezia è stato ritratto nell’arte. “Sai bene che aspetto dovrebbe avere, per cui è sconvolgente quando arrivi lì”.</p>
<p>Tom Kington, The Guardian (Inghilterra)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/10243" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/oct/03/venice-violated-billboards-norman-foster" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Lettera dall’Università Italiana</title>
		<link>http://www.ilgrimaldello.com/2010/10/lettera-dalluniversita-italiana/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Tessariol</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[La mail che qui riportiamo è stata inviata la settimana scorsa dal preside della facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Padova a tutti gli studenti, per motivare lo slittamento dell&#8217;inizio delle lezioni. Lo stato di difficoltà descritto in questa lettera non riguarda solamente la facoltà di Ingegneria o l&#8217;Università di Padova ma l&#8217;intero apparato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-3446" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/10/lettera-dalluniversita-italiana/universita/"><img class="alignleft size-medium wp-image-3446" title="universita" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/10/universita-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>La mail che qui riportiamo</strong> è stata inviata la settimana scorsa dal preside della facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Padova a tutti gli studenti, per motivare lo slittamento dell&#8217;inizio delle lezioni. Lo stato di difficoltà descritto in questa lettera non riguarda solamente la facoltà di Ingegneria o l&#8217;Università di Padova ma l&#8217;intero apparato universitario italiano. I numeri riportati si riferiscono ad una sola facoltà, tuttavia ben rappresentano lo stato generale delle cose. E&#8217; per questo motivo che mi sembra doveroso pubblicarla, affinché anche chi non ha strettamente a che fare con l&#8217;università, possa capire un po&#8217; meglio cosa sta succedendo in questi giorni.</p>
<blockquote><p>Cari studenti della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova,</p>
<p>come Preside della Facoltà nella quale vi apprestate a intraprendere o a proseguire il percorso formativo che costituirà la base della vostra futura attività professionale, desidero informarvi sul particolare momento che sta vivendo la nostra Facoltà e, più in generale, l’intera Università italiana.</p>
<p>La Facoltà di Ingegneria di Padova, una delle prime in Italia con oltre 200 anni di storia alle spalle, eroga attualmente 12 Corsi di Laurea Triennale, 17 Corsi di Laurea Magistrale e 1 Corso di laurea quinquennale a ciclo unico.</p>
<p>Gli studenti iscritti sono complessivamente oltre 11000 e il numero di nuovi allievi annualmente in ingresso si aggira attorno a 2500, in costante crescita negli ultimi anni.<br />
L’attrattività del percorso formativo ha varie motivazioni: non ultima, la buona prospettiva di collocazione sul mercato del lavoro, in Italia e all’estero.</p>
<p>Le risorse di docenza sulle quali la Facoltà può contare sono oggi costituite da 116 Professori Ordinari, 122 Professori Associati e 140 Ricercatori (per un totale quindi di 378 unità), i quali hanno consentito alla Facoltà di predisporre un&#8217;offerta formativa ampia, qualificata e bene articolata, nonostante le limitazioni nella quantità delle risorse disponibili.</p>
<p>Infatti, una parte significativa delle attività didattiche è stata finora svolta dai docenti come compito aggiuntivo rispetto ai propri doveri istituzionali e il motivo che li ha indotti ad assumersi questi impegni non è certamente la retribuzione ulteriore, visti i compensi esigui e talora assenti.</p>
<p>La situazione è purtroppo molto cambiata negli ultimi mesi, a seguito innanzi tutto delle forti perplessità e riserve espresse dalla Facoltà su alcuni contenuti del DdL 1905 “Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l&#8217;efficienza del sistema universitario“. Tale provvedimento è stato già approvato dal Senato ed è oggi all’esame della Camera.</p>
<p>In particolare, i Ricercatori a tempo indeterminato attualmente in servizio (e non solo loro) hanno manifestato grande preoccupazione per il fatto che l’introduzione della nuova figura di Ricercatore a tempo determinato possa limitare fortemente le loro possibilità di progressione di carriera.</p>
<p>Conseguentemente, 106 Ricercatori della Facoltà, in segno di protesta hanno dichiarato la propria indisponibilità ad assumere la titolarità di insegnamenti, poiché ciò non è previsto dai loro doveri istituzionali.</p>
<p>Un forte sdegno si è poi diffuso tra tutti i docenti anche a causa della recente manovra finanziaria varata dal Parlamento: infatti, nella parte relativa all&#8217;Università, i provvedimenti previsti si traducono in una penalizzazione a carattere permanente, molto superiore a quanto accade per altre categorie, con effetti che si ripercuoteranno addirittura sul trattamento di fine rapporto e sul trattamento pensionistico.</p>
<p>Tutto ciò si aggiunge agli altri interventi attuati negli ultimi anni (blocco del turn-over, taglio del Fondo di Finanziamento Ordinario, riduzione dei fondi di ricerca ministeriali, rallentamento delle procedure concorsuali), che comportano uno svilimento del ruolo dell&#8217;Università e della figura del docente universitario.</p>
<p>In questa situazione di estremo disagio, circa 90 Professori Ordinari e Associati hanno dichiarato di non voler sostenere compiti didattici aggiuntivi rispetto a quelli istituzionali, già a partire dall’Anno Accademico che è appena iniziato.</p>
<p>Un’ulteriore conseguenza negativa della recente manovra finanziaria e più in generale del clima che si è instaurato nell’Università italiana, è il gran numero di pensionamenti anticipati, che rendono ancor più critico il mantenimento dell’offerta didattica.</p>
<p>Pertanto, la Facoltà di Ingegneria ha con rammarico dovuto prendere atto che, anche a Padova come in molte altre Sedi, i Manifesti degli Studi per l’A.A. 2010/11, a suo tempo approvati in base alla usuale disponibilità dei docenti, risultano non più sostenibili nei termini a suo tempo previsti.</p>
<p>Ponendosi quindi l’obiettivo primario di attivare tutti i Corsi di Laurea, per non venir meno all’impegno assunto da un lato con gli studenti e le loro famiglie, dall’altro con il mondo produttivo che ha sempre accolto con favore i laureati in Ingegneria a Padova, sono stati pianificati una serie di interventi di emergenza, limitati all’offerta formativa del corrente Anno Accademico, basati su:</p>
<p>a) aumento degli studenti presenti in aula, che si è finora mantenuto ai livelli consigliati dalla legge mediante l’erogazione di corsi in parallelo; dovendo ridurre i corsi in parallelo senza penalizzare troppo la qualità della didattica, è possibile che nel prossimo anno alcuni insegnamenti debbano essere erogati in collegamento audio/video.</p>
<p>b) cancellazione di insegnamenti non indispensabili al percorso formativo; tale scelta si è rivelata particolarmente dolorosa perché proprio questi insegnamenti hanno finora costituito un prezioso arricchimento tecnico-scientifico all’offerta didattica della Facoltà, in quanto spesso sono espressione delle attività di ricerca più all’avanguardia svolte presso i Dipartimenti.</p>
<p>Si è invece scelto di non attingere indiscriminatamente a docenti esterni al mondo accademico, ma di mantenere gli standard di qualità didattica da sempre adottati dalla Facoltà.</p>
<p>Bisogna comunque sottolineare che anche gli interventi sopra delineati non sarebbero stati sufficienti a consentire di attivare tutti i Corsi di Laurea: preso però atto della situazione, per senso di responsabilità e spirito di servizio un certo numero di Professori e Ricercatori hanno negli ultimi giorni ritirato la propria indisponibilità a compiti didattici aggiuntivi, pur mantenendo la propria totale adesione alle motivazioni della protesta. A queste scelte va dato il giusto rilievo, perché sono spesso frutto di un intenso travaglio interiore.</p>
<p>In conclusione, l’offerta didattica che la Facoltà riuscirà a garantire nel prossimo anno accademico, se da un lato sarà necessariamente meno ampia rispetto al passato, dall’altro manterrà almeno per ora sostanzialmente inalterato il livello di qualità e di serietà che da sempre l’ha contraddistinta.</p>
<p>Risulta tuttavia evidente che i provvedimenti legislativi recentemente approvati o in corso di approvazione, non solo fanno sì che la Facoltà si trovi oggi ad affrontare una situazione di estrema difficoltà, ma stanno anche portando alla perdita di quella carica di entusiasmo che è la maggiore garanzia di successo per le attività didattiche e di ricerca negli anni a venire.</p>
<p>La Facoltà auspica quindi che vengano introdotti a livello parlamentare opportuni correttivi (come quelli presentati dall’Ateneo ai Parlamentari veneti in un recente incontro) che consentano di non togliere ulteriormente dignità al mondo accademico, prima che la situazione risulti irrimediabilmente compromessa.</p>
<p>All’inizio di questo non facile anno accademico, vi auguro comunque un buon lavoro nelle aule e nei laboratori della Facoltà e colgo l’occasione per salutare cordialmente anche le vostre famiglie, pregandovi di estendere loro questo messaggio.</p>
<p>Pierfrancesco Brunello<br />
(Preside della Facoltà di Ingegneria)</p></blockquote>
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		<title>Intervista completa a Daniele Biacchessi &#8220;Il Paese della vergogna&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bortot</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornalista, autore di numerosi libri d’inchiesta e vice-caporedattore per Radio 24-Il Sole 24ore. Daniele Biacchessi è da sempre impegnato a non far dimenticare la storia del nostro paese e per farlo attualmente sta girando tutta l&#8217;Italia con lo spettacolo &#8220;Il Paese della vergogna&#8221; ed è proprio a Sernaglia della battaglia, un piccolo comune in provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2958" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/04/intervista-a-daniele-biacchessi-il-paese-della-vergogna-prima-parte/biachessi/"><img class="alignleft size-full wp-image-2958" title="biachessi" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/04/biachessi-e1272215603936.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>Giornalista, autore di numerosi libri d’inchiesta e vice-caporedattore per Radio 24-Il Sole 24ore. Daniele Biacchessi è da sempre impegnato a non far dimenticare la storia del nostro paese e per farlo attualmente sta girando tutta l&#8217;Italia con lo spettacolo &#8220;Il Paese della vergogna&#8221; ed è proprio a Sernaglia della battaglia, un piccolo comune in provincia di Treviso che l&#8217;abbiamo incontrato alla fine dello spettacolo. Gli abbiamo chiesto un’intervista di pochi minuti e invece ci ha concesso un&#8217;appassionante chiacchierata sui temi a lui più cari, la storia e la memoria.</p>
<p><a href="#seconda"><strong>Vai alla seconda parte dell&#8217;intervista</strong></a></p>
<p><strong>Come mai ha deciso di fare questo spettacolo? </strong><br />
“Il Paese della vergogna” è uno spettacolo anomalo, che parte da lontano e che nasce dall&#8217;esigenza di mettere su carta quello che avevo scritto per il teatro civile, storie italiane, quattro spettacoli che hanno girato l&#8217;Italia. Uno di questi &#8220;La storia della memoria&#8221; nacque nel 2004 quando l&#8217;ARCI mi chiese di andare a Cuba con loro. Mi dissero: &#8220;Noi portiamo alle case della cultura, non al regime cubano, 220.000 euro di solidarietà, che significano computer ecc&#8230; però sembriamo come gli americani che dopo il &#8217;45 a Napoli davano i cioccolatini&#8221; e quindi mi chiesero &#8220;Daniele tu che scrivi non hai un modo per poter raccontare la nostra storia italiana?&#8221;, e così nacque &#8220;La historia e la memoria&#8221;, in spagnolo. Ho cominciato a fare una decina di spettacoli per Cuba uno dei quali addirittura con l&#8217;orchestra di Tito Puente. Quando sono tornato in Italia ho pensato di tradurlo e ridurlo e da li è nata &#8220;La storia della memoria&#8221;, ed è nato anche il fatto che ho cominciato a raccontare queste cose in teatro. Quindi &#8220;Il Paese della vergogna” in realtà raccoglie tutta l&#8217;esperienza di quei tre anni dal 2004 al 2007: un migliaio di repliche in giro per l&#8217;Italia con varie collaborazioni, sempre lavorando con la musica e le immagini e in alcuni casi anche con i suoni d&#8217;archivio, come lo scoppio della bomba di Brescia, o come per esempio la voce di Peppino Impastato durante lo spettacolo a Cinisi. Questi spettacoli non sono mai completi,  “Il Paese della vergogna” con più di 450 repliche lo si potrebbe considerare finito e invece no perché ogni sera è diverso, ci sono atmosfere particolari, c&#8217;è gente diversa, c&#8217;è uno spirito diverso, luoghi diversi.<br />
<strong><br />
Sappiamo che a San Donà di Piave ha avuto dei problemi a mettere in scena il suo spettacolo, alla fine gliel&#8217;hanno fatto fare?</strong><br />
No, alla fine l&#8217;ho fatto in un paese vicino. Lo spettacolo era stato organizzato dall&#8217;anpi di San Donà, ma il comune ha preso la decisione di bloccarlo senza mai motivarla pubblicamente. Io lavoro con tutte le amministrazioni e quindi penso che non sia stata una questione politica, ma una questione di uomini, di persone, di sensibilità. Stasera sono qui a Sernaglia della battaglia con una giunta dello stesso colore politico di quella di San Donà (Lega Nord). Perché dunque stasera sì e a San Donà no? Per una questione di persone. Per me sarebbe più semplice dire che è stata una censura politica piuttosto che una questione di uomini; una questione di uomini è più grave, è una vergogna.</p>
<p>Non so dirvi quante repliche ho fatto dei miei spettacoli, ne ho scritti 16, ho lavorato con i più grandi musicisti italiani e sono andato in Francia, in Gran Bretagna e in America a fare spettacoli. Se la gente non apprezza quello che faccio sono problemi loro, io continuo. Sono tornato in Italia e alla fine vinco sempre io perché mi sono fatto carico del peso della storia e della memoria; quelli che dicono che sono cose vecchie, non sanno cosa dicono. Ad esempio la storia dell&#8217;avvocato Ambrosoli è una storia di oggi, perché ancora adesso può capitare che all&#8217;interno di una banca ci siano infiltrazioni mafiose; anche oggi, nel 2010. Quindi una figura come quella di Ambrosoli è una figura sempre moderna, non è di destra o di sinistra. I vecchi e i bambini di Marzabotto non sono di destra o di sinistra, sono storie che dovrebbero appartenere a un Paese.</p>
<p>Quelli che cercano di cambiare la storia o di dimenticare sono fascisti, nel senso politico del termine, eredi della politica di Salò. Non fanno i conti con la storia d&#8217;Italia, grazie anche a persone di sinistra che hanno creato un equivoco sulla vicenda. Quando racconti l&#8217;orrore dei partigiani prima devi parlare dei libri bruciati in piazza, delle migliaia di oppositori portati al confino, ecc&#8230; i partigiani stavano dalla parte della democrazia.</p>
<p><strong>Ma quindi oggi chi sono i fascisti?</strong><br />
Il fascismo ha avuto delle trasformazioni, si manifesta tutte le volte che si nega la storia, che si negano i fatti, i giorni, gli orari, quando si costruisce un&#8217;altra storia che non esiste, quando si impedisce a qualcuno di potersi esprimere, quando viene negata la libertà di espressione.<br />
<strong><br />
Proprio ieri Silvio Berlusconi ha dichiarato che libri come &#8220;Gomorra&#8221; sponsorizzano la mafia. Lei che ne pensa di questo?</strong><br />
Quando uno scrittore è costretto a girare con la scorta c&#8217;è odore di fascismo.<br />
Comunque a me non interessa Berlusconi, è un argomento che mi annoia abbastanza, tendo ad addormentarmi, per me non esiste. Alcuni oggi pensano che il problema sia Berlusconi, lo vedono come un burattinaio. In realtà, secondo me, anche lui è un burattino una delle ultime ruote del carro di un sistema più complesso e anche lui andrà a casa come tutti gli uomini. Sicuramente c&#8217;è qualcuno che lo ama, non c&#8217;è dubbio, infatti tre o quattro cose che ha fatto vanno nella direzione del piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Tuttavia neanche lui era un burattinaio, non c&#8217;è un burattinaio, c&#8217;è un sistema di potere che esiste, è esistito ed esisterà sempre, un coacervo di interessi politici ed economici che ad un certo punto decidono che sei tu piuttosto che un altro a governare la situazione perché tu garantirai meglio gli interessi del sistema stesso. Dopo la guerra fredda c&#8217;era bisogno che qualcuno si prendesse carico di questo tipo di progetto, altrimenti sarebbe fallito. Licio Gelli ha avuto un ruolo nel tentato colpo di stato Borghese, è fuggito in Uruguay, ha avuto contatti con il regime argentino di Pinochet e con dittatori sudamericani; qualcuno gli ha dato possibilità di avere questi contatti, non li li ha avuti per caso. E’ la commedia dell&#8217;arte, è mettere una maschera.</p>
<p><a name="seconda"></a></p>
<p><strong>E chi sono i comunisti di cui oggi tanto si parla?</strong><br />
Io da comunista ero contro l&#8217;unione sovietica e li ho bastonati in molti scritti per l&#8217;invasione di Praga. In Italia però, se eri di sinistra eri visto come un nemico dell&#8217;occidente e questo poteva avere un senso fino alla caduta del muro di Berlino, tuttavia questo marchio prosegue ancora oggi. Ma oggi dove sono i comunisti? Chi sono? Non si sa.<br />
Ieri sono andato alla COOP adriatica di Bologna e di fronte c&#8217;è un’ipercoop che è grande come mezzo veneto&#8230; comunisti&#8230; boh non lo so, secondo me sono degli ottimi capitalisti che hanno capito benissimo come va il mercato, e va bene così. Mi hanno regalato un cestello con i prodotti di “<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_self">Libera</a>”, provenienti dalle terre confiscate alla mafia. Sono contento che si possa entrare all&#8217;interno di un’ipercoop grande come mezzo veneto e che si possano trovare i prodotti di “<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">Libera</a>”.</p>
<p><strong>Cosa dovrebbero fare la sinistra e il Partito Democratico?</strong><br />
Berlusconi in questi anni è riuscito ad imporre dei disvalori. La vera battaglia che la sinistra dovrebbe fare non è marciare sullo stesso linguaggio ma riaffermare quei valori che sono stati sanciti in una delle più belle costituzioni mai scritte e che sono stati sostituiti da veline and company. Adesso il lavoro che dovrebbe fare la sinistra lo sta facendo e continuerà a farlo Fini perché è una persona intelligente, che ha capito il vuoto che si è andato a creare. Il PD invece è in alto mare, Basti pensare che, persa Mantova, il coordinatore del partito ha detto: &#8220;No, non abbiamo perso abbiamo vinto a Cologno Monzese, Minturno&#8230; &#8221; della serie continuiamo così, facciamoci del male.</p>
<p><strong>Com’è possibile che la gente non si accorga di questi cambiamenti? Perché non ci si ricorda più neanche quello che è successo ieri?</strong><br />
Le tecniche di comunicazione di oggi, quelle che i politici usano, vengono dagli strateghi americani della comunicazione. Se io adesso ti dico che hai i capelli neri e te lo ripeto di continuo, tu ti convinci di avere i capelli neri. Se poi io comincio ad affermare un principio differente, per esempio che hai i capelli biondi e te lo ripeto ancora e ancora e ancora, alla fine crederai di avere i capelli biondi. Queste sono banalmente tecniche di vendita commerciale, devo vendere un prodotto: la politica. E’ proprio questo che ha introdotto Berlusconi, la politica come una mela, un prodotto. Affermare un concetto e martellarlo continuamente, come la Lega con la Padania, invento un nuovo prodotto che non esiste.</p>
<p>Quindi io dico: “Va bene, ho capito la tua tecnica, adesso la uso anch&#8217;io”; ed è proprio questo che facciamo io, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Giulio Cavalli: riprendiamo dei concetti diversi e li ripetiamo, una volta a 100 persone di qua, un’altra a 2000 persone di là e così via. Un giorno un mio amico mi ha detto: &#8220;Daniele ma siamo sempre noi&#8221;. D’accordo, ma metti che ce n’è uno di nuovo! E’ un lavoro lungo e non abbiamo mezzi come la TV che genera grandi numeri, ma quando becchi la gente non te la perdi più.</p>
<p>In TV appari e scompari. Quando scrissi il mio primo libro &#8220;La fabbrica dei profumi&#8221; su Seveso ebbe un enorme successo. Avevo 37 anni e grazie a quel successo improvviso cominciarono a chiamarmi dappertutto: in TV, in radio. Ed io ci andavo. Poi una sera andai a Bologna e incontrai un mio vecchio amico e lui mi disse: &#8220;Ti vedo sempre in TV, mi hai rotto, tu non hai capito niente. Per avere successo tu non devi andare tutte le sere in TV a fare marchette. Il successo ce l&#8217;hai quando sì vai in TV a presentare il tuo libro, ma poi basta, scompari, sparisci. Devi essere a contatto con le persone&#8221;. Da quel giorno ho cominciato a metterci la faccia, ad incontrate fisicamente le persone. Questo va bene, incontro gente in tutta Italia, incontro persone diverse che non si conoscono tra loro ma che sono collegate da una linea di pensiero, che portano avanti una battaglia di civiltà, fanno resistenza culturale contro i disvalori. Come un bambino di Brescia che non può andare alla mensa perché la mamma non ha i soldi. Questo è un Paese indegno!</p>
<p><strong>Quindi il potere delle parole per cambiare le cose?</strong><br />
Nel 2007 è uscito un articolo su “La Stampa” in cui mi si definiva “Il cantastorie d&#8217;Italia”. Ma io credo che un Paese normale non dovrebbe affidare la propria storia ad un narratore. Io sono un giornalista e invece per far conoscere la storia italiana sono costretto a fare degli spettacoli teatrali. Perchè? Un Paese normale conosce Sant&#8217;Anna di Stazzema non glielo devo raccontare io; non se lo dimentica.<br />
In Italia c&#8217;è il falso storico. In Spagna è finito tutto dopo la dittatura, è un Paese riappacificato; chi doveva pagare ha pagato. Fine, si volta pagina. Tra poco è il 25 aprile e vedrete che succederà sui giornali. Ma di che cosa stiamo parlando? Sono cose di 65 anni fa? Ai fascisti è andata ancora bene e stanno ancora parlando. Ci sono partiti come Forza Nuova: partiti neofascisti illegali. Nella Costituzione c&#8217;è scritto: apologia di fascismo, no grazie. Da 2 a 6 anni di reclusione.</p>
<p><strong>Oltre allo spettacolo “Il Paese della vergogna” sta lavorando ad atri progetti?</strong><br />
Adesso sto lavorando al libro &#8220;teatro civile&#8221; che uscirà a settembre. E’ diviso in tante storie. E’ un manifesto di quello che noi facciamo partendo dai luoghi e dalle storie, c&#8217;è Vajont di Paolini, la fabbrica dei profumi il mio Seveso, le storie di Maghera di Paolini e Ascinio Celestini con radio clandestina. Affermare le parole e il potere della parola per non dimenticare.</p>
<p>Intervista a cura di <a href="http://www.ilgrimaldello.com/redazione/?uid=6" target="_blank">Elena Bortot</a> e <a href="http://www.ilgrimaldello.com/redazione/?uid=2" target="_blank">Marco Tessariol</a></p>
<p>Link: <a href="http://biacchessi.splinder.com/" target="_blank">Blog Daniele Biacchessi</a></p>
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		<title>Dove va l&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 06:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ai primi di febbraio la Procura di Firenze ha scoperto una rete di favori economici e sessuali gestita dai vertici della Protezione Civile, una delle poche istituzioni che nonostante tutto ancora godeva di un certo prestigio nell’Italia di Berlusconi. Non è stato l’unico scandalo nelle ultime settimane. Infatti la Procura Antimafia di Roma ha ordinato l’arresto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2682" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/dove-va-litalia/ripitalia/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2682" title="ripItalia" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/ripItalia-200x196.png" alt="" width="200" height="196" /></a>Ai primi di febbraio la Procura di Firenze ha scoperto una rete di favori economici e sessuali gestita dai vertici della Protezione Civile, una delle poche istituzioni che nonostante tutto ancora godeva di un certo prestigio nell’Italia di Berlusconi. Non è stato l’unico scandalo nelle ultime settimane. Infatti la Procura Antimafia di Roma ha ordinato l’arresto di altre 56 persone, alcune delle quali con incarichi ufficiali, per riciclaggio di denaro. Dalle indagini si è scoperto che uno dei senatori del partito del primo ministro, Nicola di Girolamo, era stato eletto con l’aiuto fraudolento della mafia.</p>
<p><strong>Non saranno</strong> forse i casi di corruzione più gravi e spettacolari che ha dovuto affrontare l’Italia, ma sicuramente quelli che sembrano aver colpito maggiormente la coscienza dei cittadini. A ciò ha contribuito la sensazione che nessuna istituzione dello Stato si possa sottrarre ai modi di fare di Silvio Berlusconi; e anche al fatto che il paese torni a essere vittima di mali conosciuti, come la promisquità tra la classe politica e la mafia. E si inizia a credere che l’immoralità delle vita pubblica abbia ormai superato ogni limite.</p>
<p><strong>Il clima di ansia</strong> che si vive nel Paese va aumentando per via del fatto che l’opposizione a Berlusconi risulta disarticolata come il sistema politico di cui fa parte. Se fino a ora un’alta percentuale di cittadini italiani pensava che il problema fosse solo il Governo, ora è la Repubblica nel suo complesso che inizia a preoccuparli. Le istituzioni italiane si stanno rivelando bacate, da un lato dalla corruzione e dall’altro da riforme giudiziarie che hanno l’obiettivo di invalidare lo Stato di diritto come strumento per fronteggiarle.</p>
<p><strong>Nessuno sembra</strong> conoscere con certezza dove stia andando l’Italia, un paese fondamentale nella costruzione europea, compresa la figura più evidente di questo deterioramento politico e morale senza precedenti, quella di Silvio Berlusconi. La strategia del primo ministro sembra aver perso qualsiasi altro orizzonte che non sia quello di garantire la propria immunità, spostando periodicamente l’attenzione verso problemi spesso artificiosi e creati con la sola intenzione di ottenere gradimento con una politica populista. Nel frattempo l’Italia continua ad avvicinarsi a un baratro dal quale nessuno sembra sapere come salvarla.</p>
<p>Editoriale, El Pais (Spagna)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="hhttp://italiadallestero.info/archives/9088" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://www.elpais.com/articulo/opinion/Adonde/va/Italia/elpepiopi/20100304elpepiopi_2/Tes" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Tasse e debito pubblico</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 06:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso si sente il politico di turno rilanciare l’idea della riduzione delle tasse. Veniamo al motivo per cui non possono venire tagliate così facilmente come viene propagandato. L’Italia è una delle Nazioni più indebitate al mondo. Allo stato attuale delle cose ogni cittadino italiano è portatore di un debito di circa 30.000 € nei confronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2643" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/tasse-e-debito-pubblico/debito_pubblico/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2643" title="debito_pubblico" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/debito_pubblico-200x135.jpg" alt="" width="200" height="135" /></a>Spesso si sente il politico di turno rilanciare l’idea della riduzione delle tasse. Veniamo al motivo per cui non possono venire tagliate così facilmente come viene propagandato.<br />
L’Italia è una delle Nazioni più indebitate al mondo. Allo stato attuale delle cose ogni cittadino italiano è portatore di un debito di circa 30.000 € nei confronti di chi ha sottoscritto i buoni del tesoro e le obbligazioni del nostro debito sovrano. La situazione è grave sia in termini assoluti (1.800 miliardi di euro a fine 2009) sia in termini relativi (circa 120% rispetto al PIL). La possibilità di un futuro fallimento dello Stato non è da escludere e di fronte ad un problema tanto serio, chi illude la popolazione che si possano ridurre alcune fonti di introito per il Tesoro (quali ad esempio la tassazione sul reddito imponibile) è un criminale. Sono convinto che il nostro deficit non sia un dramma irrisolvibile ma, prima ancora che lo affermi l’economia, è il buon senso a suggerire di tagliare le spese e solo poi di passare alla ristrutturazione dei ricavi.</p>
<p><strong>C’è una battuta</strong> che Tremonti fa spesso, ridendo ogni volta: “Tante cose non le possiamo fare perché noi abbiamo il terzo debito pubblico del mondo ma non siamo la terza economia del mondo”. Che noi non siamo la terza economia del mondo, ma la sesta/settima (sorpassiamo il Regno Unito di poco), si sa. Che abbiamo il terzo debito pubblico del mondo non è più vero, almeno in termini assoluti: da circa un anno siamo fuori dal podio, dietro a Stati Uniti, Giappone e Germania. Quello che interessa veramente però non è il valore assoluto del debito, bensì la sua incidenza sul PIL:  attualmente per gli USA è pari a circa l’80% e per la Germania intorno al 73%. L’Italia e il Giappone si assomigliano, sono amanti del rischio: il 120% l’una e 170% l’altra. Le due storie però sono diverse.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-2635" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/03/tasse-e-debito-pubblico/public_debt_percent_gdp_world_map/"><img class="aligncenter size-large wp-image-2635" title="Public_debt_percent_gdp_world_map" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/03/Public_debt_percent_gdp_world_map-600x277.png" alt="" width="600" height="277" /></a>Giappone e Italia</strong> sono Paesi Ocse e fanno parte dei G8, ai vertici del benessere mondiale, dell’invecchiamento della popolazione e dell’indebitamento pubblico. Il Giappone ha una popolazione doppia rispetto a quella italiana e un PIL triplo; entrambi i paesi però hanno toccato nel 2005 il massimo della forza lavoro ed ora la domanda non potrà che decrescere. Nel 2050 avranno il 30% in meno di cittadini in età lavorativa rispetto ad oggi. In entrambi i Paesi gran parte del debito è sottoscritto all’interno. Semplificando la questione potremmo dire che lo Stato si è certamente sovraesposto ma che si sente al sicuro dal fatto che le famiglie sono ricche e hanno acquistato i vari Buoni del Tesoro.<br />
Il debito giapponese toccò nell’estate del 2002 i 675.000 miliardi di yen, pari al 134% della ricchezza allora prodotta e da quel momento non ha fatto altro che salire. L’Italia invece toccò il suo massimo, pari al 124%, nel ’94 e da allora il trend è stato decrescente, fino ad arrivare sotto il 110% nel 2001 e a fermarsi un anno fa, cambiando tendenza. Questo perché l’Italia, dovendo rispettare i vincoli di Maastricht che molti politici criticano, ha ridotto il deficit di bilancio dall’11% del PIL del 1990 a valori inferiori al 3%. Il Giappone, invece, ha visto il surplus dell’1,9% del 1990 diventare uno squilibrio negativo del 6,3% nella spesa pubblica annuale nel 2000.</p>
<p><strong>Venendo allo studio</strong> delle cause di deficit, ci si rende conto che nei due Paesi sono molto diverse. In Italia si ha a che fare con un eccesso di spesa, spesso alla ricerca di un maggior consenso politico, scaricando il problema alle generazioni future. Nel nostro paese la pressione fiscale è valutata dall’Ocse pari al 43,1% del PIL (dati 2003) e recentemente è salita ulteriormente. Il totale delle entrate del settore pubblico è stimato (dati 2005) pari al 44% del PIL. In Giappone invece la pressione fiscale è del 25,3% e le entrate pubbliche sono pari al 31% della ricchezza creata, sempre nel 2005.</p>
<p><strong>Nel caso giapponese</strong> la massiccia crescita del debito pubblico è il risultato combinato della caduta delle entrate fiscali e delle spese pubbliche, decise a più riprese per stimolare l’economia, dopo che con gli anni ’80 l’eccezionale crescita giapponese (+10% negli Anni ’60, +5% negli Anni &#8217;70, +4% negli Anni &#8217;80) si è conclusa. Mentre il Giappone ha spazi per ricorrere alla leva fiscale, questi sono assai più ridotti in Italia. L’unica strada per il nostro Paese sembra essere la lotta all’evasione fiscale.</p>
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		<title>Uova rotte nel paniere</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Soldera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno, il paniere istat dei prezzi è stato modificato. Tra le novità principali troviamo l&#8217;entrata di servizi come badanti, voli low cost e la prestazione medica in regime privatistico; escono invece i fiammiferi, la lampadina tradizionale ad incandescenza e la riparazione di orologi. A parte la curiosa composizione del paniere che a volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2459" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/uova-rotte-nel-paniere/attachment_img/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2459" title="attachment_img" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/02/attachment_img-200x138.jpg" alt="" width="200" height="138" /></a>Come ogni anno, il paniere istat dei prezzi è stato modificato. Tra le novità principali troviamo l&#8217;entrata di servizi come badanti, voli low cost e la prestazione medica in regime privatistico; escono invece i fiammiferi, la lampadina tradizionale ad incandescenza e la riparazione di orologi. A parte la curiosa composizione del paniere che a volte può far sorridere, vista l&#8217;ampiezza delle voci e la particolarità di alcune di esse, darci un&#8217;occhiata può aiutare a capire quale sia la direzione verso cui la società italiana sta andando.</p>
<p>“In statistica, il paniere è un insieme di beni e servizi, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno”(Wikipedia). Questo paniere viene individuato per misurare il tasso di inflazione ma, per le persone a cui interessa capire qualcosa di più, diventa anche molto utile per capire i mutamenti che coinvolgono il nostro paese.<br />
Partiamo dall&#8217;uscita delle lampadine ad incandescenza. Finalmente da quest&#8217;anno verranno commercializzate solo lampadine a basso consumo, un primo passo importante, verso il risparmio energetico.</p>
<p>Se l&#8217;uscita dei fiammiferi può far semplicemente sorridere, che dire dell&#8217;entrata nel paniere della voce riferita alla spesa di badanti? Da questa voce possiamo capire che nel nostro paese aumentano le cure a cui devono essere sottoposti i nostri anziani e che la scelta delle famiglie italiane è indirizzata a tenere l&#8217;anziano a casa e a farsi assistere da una persona terza. Ma perchè? Diciamo che c&#8217;è una forte componente culturale che si esprime in forti legami famigliari che ci spingono a svolgere il lavoro di cura preferibilmente a casa; ma non possiamo dimenticare che i costi per una casa di riposo dignitosa sono proibitivi per molti. Entra nel paniere anche il costo per le prestazioni medica in regime privatistico. Ma non scordiamoci che in Italia c&#8217;è un servizio sanitario nazionale che dovrebbe garantire a tutti le cure necessarie! Il numero di persone che accetta di pagarsi le cure mediche nella speranza di avere un servizio migliore, o più rapido, è diventato quindi rilevante. Evidentemente il nostro servizio sanitario nazionale non è più in grado di fornire gratuitamente quei servizi per cui è stato creato. Tutte queste sono solo piccole riflessioni ma ci danno uno spaccato della nostra società, delle necessità e dei beni rilevanti per l&#8217;Italia, un paese di consumatori.</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="Istat" href="http://www.istat.it" target="_blank">www.istat.it</a></p>
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		<title>Quadrato rosso su fondo bianco</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bortot</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<description><![CDATA[È partita in questi giorni, in tutte le regioni d’Italia, la campagna di comunicazione della CGIL presentata a dicembre da Guglielmo Epifani. La campagna andrà a sostenere la mobilitazione per “un fisco giusto”, iniziativa nata per comunicare la posizione del sindacato in materia di politica fiscale. Durante tutto il mese di febbraio si discuteranno le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È partita in questi giorni</strong>, in tutte le regioni d’Italia, la campagna di comunicazione della <a href="http://www.cgil.it/" target="_blank">CGIL</a> presentata a dicembre da Guglielmo Epifani. La campagna andrà a sostenere la mobilitazione per “un fisco giusto”, iniziativa nata per comunicare la posizione del sindacato in materia di politica fiscale. Durante tutto il mese di febbraio si discuteranno le proposte di riforma. Attraverso manifesti e volantini informativi, la CGIL vuole sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica e far conoscere la situazione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, sottoposti ad una tassazione che è la più alta in Europa.</p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-2209" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/02/quadrato-rosso-su-fondo-bianco/cgil_1/"><img class="alignleft size-full wp-image-2209" title="cgil_1" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/cgil_1.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>Se il proposito sembra buono</strong>, accendere i riflettori su di un grosso problema che coinvolge tutti i cittadini italiani, l’approccio creativo non sembra esserlo altrettanto. Invece che cercare &#8220;l&#8217;immediatezza e la chiarezza”, come dichiarato in conferenza stampa, i manifesti rasentano la noia più tetra. Il quadrato rosso predominante comunica la solita retorica di sinistra e un messaggio veicolato con una comunicazione visiva così semplice ed essenziale, quasi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Suprematismo" target="_blank">Suprematista</a>, difficilmente potrà essere colto dalla mancanza di cultura visiva che attualmente caratterizza le menti italiche. Senz&#8217;altro l’impostazione grafica dà alla campagna un’immediata riconoscibilità. Se ne riconoscono, per esempio, lo schieramento politico e l’attenzione ai lavoratori tipica della CGIL ma aspetti negativi come la staticità e l’immobilismo tolgono senza ombra di dubbio una qualsiasi personalità alla campagna. L&#8217;utente non viene stimolato in alcun modo e, anche se i titoli sono molto diretti ed efficaci, la parte visiva non regge il confronto con la provocazione che si vuole lanciare. Il messaggio è giustamente molto duro e diretto, per far luce su di un tema molto ostico e sottovalutato. Ma questo suo essere così &#8220;pesante&#8221; può benissimo diventare un’arma a doppio taglio rivolta contro gli utenti, messi di fronte ad un documento freddo, poco attraente e faticoso da fruire.</p>
<p><strong>In un&#8217;epoca</strong> in cui siamo tutti sommersi da stimoli visivi, il mezzo vale come, o forse di piu, del messaggio (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank">M. McLuhan</a>); il manifesto o il volantino non sono certo il modo più nuovo per comunicare. Questo, unito ad una comunicazione poco attraente, non aiuta a trasmettere alla gente il messaggio per “un fisco giusto”, sul quale invece varrebbe la pena riflettere e confrontarsi.</p>
<p><strong>Link</strong>: <a href="http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=12816" target="_blank">CGIL dettaglio sulla campagna</a></p>
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		<title>Un anno di gaffes e scenate</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettere a posto cartelle e file alla fine dell’anno può essere un buon modo di tirare le somme del lavoro svolto nel 2009. E il mio 2009 professionale si riassume in un solo nome: Silvio Berlusconi. Stavo quasi pensando di mandargli un cesto di Natale per ringraziarlo, ma poi mi sono ricordata che è piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2137" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/01/un-anno-di-gaffes-e-scenate/berlusconi-mitra/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2137" title="berlusconi-mitra" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/berlusconi-mitra-200x189.jpg" alt="" width="200" height="189" /></a>Mettere a posto cartelle e file alla fine dell’anno può essere un buon modo di tirare le somme del lavoro svolto nel 2009. E il mio 2009 professionale si riassume in un solo nome: Silvio Berlusconi. Stavo quasi pensando di mandargli un cesto di Natale per ringraziarlo, ma poi mi sono ricordata che è piuttosto caro comporre una cesta degna di un multimiliardario. Di seguito presento la lista dei file e degli argomenti su cui ho scritto e quindi, indirettamente, l’agenda dell’anno di Berlusconi.</p>
<p>Gennaio: L’anno comincia bene. A gennaio il primo ministro italiano aveva una bella famiglia, l’immunità totale, e un viso tirato dall’ennesimo lifting. Molto diverso da quello attuale.</p>
<p>Febbraio: David Mills, l’avvocato inglese che lavorava per la Fininvest, una holding berlusconiana, è condannato per aver ricevuto una ricca tangente peraver dichiarato il falso in uno dei processi contro il capo. In quel momento Berlusconi possedeva ancora l’immunità, ma la corruzione venne provata.</p>
<p>Marzo è stato tranquillo, ma in compenso ad aprile comincia una serie nera. Durante un ricevimento con la regina Elisabetta ed altri capi di Stato e di governo a Londra, Berlusconi lancia un grido per richiamare l’attenzione del presidente Obama. La regina si infastidisce e chiede: “Perché questo tizio sta urlando?”. Berlusconi replica che le sue gaffes sono tutte costruite dai media nemici.</p>
<p>Aprile continua sullo stesso tono, questa volta la vittima è la cancelliera tedesca Angela Merkel, abbandonata da sola su un tappeto rosso mentre il leader italiano conversa al cellulare. E’ diventato uno dei video più cliccati su YouTube. Berlusconi si difende sostenendo che era in trattativa diplomatica con il primo ministro turco. Il 6 aprile la terra scuote il centro Italia distruggendo la città de L’Aquila, uccidendo 328 persone e lasciando 50mila sfollati. Berlusconi, con il suo ottimismo a prova di terremoto, tenta di rincuorare i cittadini de L’Aquila, obbligati a vivere nelle tende, consigliando di considerare la situazione come “un week end in campeggio”.</p>
<p>Maggio: la vita privata del primo ministro comincia a sgretolarsi pubblicamente. La moglie Veronica scrive una lettera al giornale La Repubblica criticando il marito per aver scelto donne solo giovani e attraenti come ministri del suo governo. Lui risponde esigendo pubbliche scuse. Veronica chiede il divorzio, citando tra l’altro la presenza del marito al festino dei 18 anni di una ragazza napoletana, Noemi Letizia. Berlusconi, 73 anni, giura che non è mai avvenuto qualcosa di “piccante” tra lui e Noemi.</p>
<p>Giugno: arriva a Roma il leader libico Gheddafi con un’enorme tenda da beduino che paralizza il traffico della capitale. I due capi, l’italiano e il libico, annunciano eterna amicizia bombardati dai fischi dei difensori dei diritti umani, che in Libia praticamente non esistono.</p>
<p>Luglio: i giornali cominciano a parlare di Patrizia D’Addario, prostituta di Bari, che annuncia di aver passato una notte molto “piccante” con Berlusconi, e di aver registrato e filmato tutto ciò che successe quella notte. Rivela che Berlusconi detesta il preservativo e che ha alcune difficoltà a letto. Il capo di governo italiano replica di non conoscere Patrizia e che non ha mai pagato per una prestazione sessuale: “Non ho mai capito qual è la soddisfazione quando si perde il piacere della conquista”.</p>
<p>Agosto: mese di ferie in Europa, Berlusconi prova a rifarsi una verginità con l’elettorato cattolico, ma il divorzio, le ragazzine minorenni e le prostitute che frequentano la sua residenza non lo aiutano.</p>
<p>Settembre: le voci circolano liberamente, raccontano di cocaina e la fila di prostitute intervistate sulle loro visite a casa Berlusconi sembra interminabile.</p>
<p>Ottobre e novembre: mesi difficili per il primo ministro. Un tribunale stabilisce che la Fininvest deve pagare ad un gruppo rivale più di un miliardo di dollari come indennizzo per un affare chiuso a suon di mazzette negli anni Novanta. La Corte Costituzionale italiana dichiara incostituzionale la legge che garantisce l’immunità al capo di governo. Ciò significa che nel 2010 Berlusconi dovrà difendersi in tre processi, tutti per corruzione.</p>
<p>Dicembre: un collaboratore di giustizia della mafia siciliana rivela che Berlusconi era in contatto con vari capi di Cosa Nostra. Il 5 di dicembre, milioni di italiani partecipano al “No Berlusconi day”. Il giorno senza Berlusconi è commemorato in altre città del mondo. Il 14 dicembre, dopo un comizio, un folle getta in faccia al primo ministro una miniatura del Duomo di Milano: naso e denti rotti, il volto coperto di sangue, Berlusconi passa quattro giorni in ospedale ea tutt’oggi sta recuperando dall’attacco subito (è in convalescenza a causa dell’aggressione) .<br />
L’unico augurio professionale che mi faccio per il 2010 è quello di cambiare argomento.</p>
<p>Vera Gonçalves de Araújo, Terra Magazine (Brasile)</p>
<p>traduzione di ItaliaDallEstero.info</p>
<p>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8758" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></p>
<p>Link: <a href="http://terramagazine.terra.com.br/interna/0,,OI4182090-EI6789,00-Um+ano+de+gafes+e+chanchadas.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></p>
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		<title>Ho cambiato idea sull&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 04:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente: razzista, di destra e corrotto. Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1919" title="italians" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/italians-200x169.jpg" alt="italians" width="200" height="169" />La mia storia d’amore con l’Italia è finita. L’idillio non c’è più. Ora vedo il Paese per quello che è veramente: razzista, di destra e corrotto. Mi sono chiesto a lungo come iniziare questo articolo che spiega come mai ho cambiato idea sull’Italia, come mai nel corso dell’ultimo decennio il mio sdegno sia cresciuto sempre di più nei confronti di un paese e di una cultura che prima mi deliziavano così tanto, e come mai adesso non m’importa quasi per niente se un giorno tornerò a mettere piede su quella terra. Ma non avrei dovuto preoccuparmi, un articolo pubblicato dal Guardian mi ha dato lo spunto.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Il reportage di John Hooper su Coccaglio, paese vicino Brescia, raccoglie la maggior parte di quello che non va nell’Italia moderna in un pacco natalizio, confezionato con carta regalo molto particolare e chiuso con un meraviglioso fiocco come solo gli italiani sanno fare. Hooper ci racconta come il Natale a Coccaglio sia segnato da una ricerca condotta casa per casa per scovare immigrati irregolari (ovvero neri). La retata, promossa dal consiglio comunale locale controllato dalla Lega Nord, è stata ufficialmente denominata Operazione Bianco Natale e finirà, oh oh oh, il 25 dicembre. Un consigliere di Coccaglio ha dichiarato che il Natale è una festa dell’identità cristiana, non una celebrazione dell’ospitalità. L’intera operazione è stata salutata e appoggiata dal governo di Silvio Berlusconi.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Essendo un europeo del nord, sono cresciuto con la propensione nordeuropea a innamorarsi dell’Italia, un paese dove c’è tepore al posto di freddo, luce al posto di buio, estroversione al posto di introversione, passione al posto di repressione. Visitare l’Italia, come ho fatto per un bel po’ di anni della mia vita, voleva dire entrare nel mondo dei sensi, in un posto dove il cuore ha la meglio sul cervello, dove la bellezza prende il posto della bruttezza e dove la naturalezza sciolta e tollerante rimpiazza la severità abbottonata del mondo protestante. Col passare degli anni mi sono interessato alla lingua, all’arte, alla storia e ovviamente anche all’opera e alle donne. Sono rimasto affascinato anche dalla politica. La sinistra italiana sembrava possedere un modo tutto suo, colto e acuto allo stesso tempo, di vedere il mondo e il proprio Paese. Era una combinazione accattivante di socialismo e stile. Mi pareva che a Bologna avessero inventato la città moderna perfetta, combinando dinamismo intellettuale, un’amministrazione locale straordinaria e alcuni esempi della cucina migliore d’Europa. Come tanti altri della mia generazione, mi sono bevuto tutto quanto e mi chiedevo come mai noi inglesi non potessimo somigliare un po’ di più agli italiani.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ma questo era tanto tempo fa. Adesso vedo le cose in maniera diversa. Sarebbe facile scaricare tutta la colpa su Berlusconi, sulla sua personalità grottesca, sulla sua corruzione, sulla sua mancanza di vergogna e sul suo razzismo , e fino ad un certo punto, certamente, lo faccio. Ciò che George W. Bush ha fatto per la reputazione mondiale degli Stati Uniti, Berlusconi l’ha fatto per la reputazione dell’Italia. Tuttavia, c’è una grossa differenza: l’ascesa di Bush ha reso possibile l’ascesa correttiva finale di Barack Obama. In maniera opposta, l’ascesa di Berlusconi sembra autoalimentarsi e sembra portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media. A volte ho paura che questo sia il nostro futuro anche nel Regno Unito se non staremo attenti. Il mio quiz natalizio per i lettori è questo: chi potrebbe essere il Berlusconi britannico?</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Torniamo in Italia. Quando gli osservatori inglesi guardavano gli Stati Uniti un decennio fa e si chiedevano come avessero fatto ad eleggere qualcuno come Bush, c’era almeno una chiara risposta psefologica alla loro domanda (la quale non era semplicemente la risposta ovvia che nel 2000 non l’avessero eletto). Gli americani hanno scelto Bush due volte perché gli elettori americani, soprattutto i maschi bianchi, sono tendenzialmente, sia culturalmente sia politicamente, più a destra dei votanti maschi e bianchi nella maggior parte d’Europa.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ci dobbiamo porre una domanda simile sugli italiani. Come hanno potuto eleggere Berlusconi, farlo una seconda volta e poi una terza? L’hanno fatto, sospetto, per le stesse ragioni psefologiche degli americani che hanno scelto Bush. Ripercorrendo gli ultimi 150 anni di storia italiana possiamo notare lunghi periodi di governo della destra, seguiti da un breve periodo di catastrofi e, successivamente, una riconferma della destra. L’Italia non è mai stata quel paradiso liberale di cui si illudono qualche volta i progressisti europei. In realtà è un Paese in cui c’è una maggioranza di destra. È molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto i turisti di classe media, pieni di fantasie ispirate da EM Forster e che vedono solo quello che vogliono vedere, possano immaginare. Coccaglio non è un mero  correttivo di tutto questo. L’Italia è così. Dimenticate l’Italia di Dante. Dimenticate l’Italia di Verdi. Dimenticate l’Italia delle vostre fantasie. Benvenuti nell’Italia che definisce una retata contro gli immigrati ‘Operazione Bianco Natale’, nell’Italia che dichiara che il Presidente degli Stati Uniti ha una bella tintarella, la stessa Italia che poi si mette anche a ridacchiare di queste cose.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><strong>Martin Kettle, The Guardian (Inghilterra)</strong></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>traduzione di ItaliaDallEstero.info</em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>Link: <a title="Italia dall'estero" href="http://italiadallestero.info/archives/8665" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;"><em>Link: <a title="The Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/dec/24/goodbye-noughties-italy-rightwing-racist" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo orginale</a></em></p>
<h6 style="text-align: right;"><em>foto by </em><em><a href="http://www.flickr.com/people/mozzarellahead/" target="_blank">Nino Modugno</a></em></h6>
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