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	<title>il Grimaldello &#187; italiani</title>
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		<title>La mafia di Gomorra a Vicenza</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 15:02:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liberainformazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pm vicentino Paolo Pecori ha chiuso un indagine per mafia con 32 indagati per una vicenda riguardante il clan dei casalesi di cui scrive anche Roberto Saviano in «Gomorra». I reati contestati dal pm sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa per sette milioni di euro, bancarotta fraudolenta, distrazione e favoreggiamento. Sulla vicenda Saviano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2193" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/01/la-mafia-di-gomorra-a-vicenza/tribunale/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2193" title="tribunale" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/tribunale-200x149.jpg" alt="" width="200" height="149" /></a>Il pm vicentino Paolo Pecori ha chiuso un indagine per mafia con 32 indagati per una vicenda riguardante il clan dei casalesi di cui scrive anche Roberto Saviano in «Gomorra». I reati contestati dal pm sono associazione per delinquere finalizzata alla truffa per sette milioni di euro, bancarotta fraudolenta, distrazione e favoreggiamento. Sulla vicenda Saviano dedica un&#8217;intero capitolo raccontando l&#8217;attività di Arturo Salvatore Di Caprio, l&#8217;uomo dei casalesi infiltrato nel tessuto economico veneto, fra Grisignano di Zocco, Camisano, Creazzo e Sovizzo. Di Caprio, secondo l&#8217;accusa, era in contatto con Michele Siciliano, detto il killer, partito da Mondragone per raggiungere Aberdeen in Scozia. I due avrebbero organizzato l&#8217;attività relativa alle persone indagate dal pm Pecori.</p>
<p>Questi avrebbero acquistato con assegni scoperti, per conto dei due boss, ogni tipo di bene &#8211; soprattutto alimentari e alcolici &#8211; che prendevano immediatamente la via della Scozia, il tutto mentre Di Caprio si dava da fare per ottenere anche dei cospicui fidi bancari. Per tutti i 32 indagati, compresa anche l&#8217;avvocato Patrizia Dall&#8217;Osto, accusata di tentato favoreggiamento e concorso in bancarotta fraudolenta documentale, ci sono adesso una ventina di giorni per presentare memorie difensive o farsi interrogare.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=9936" target="_blank">Libera Informazione</a></p>
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		<title>Black Italian</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 06:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italiadallestero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[“Sono italiano e ho la pelle nera. Un ‘Black Italian’, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da due afroamericane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera nell’Italia del 2009?” Pap Khouma, di origine senegalese, italiano da quindici anni, libraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2038" title="home_ viso" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/home_-viso-200x200.jpg" alt="home_ viso" width="200" height="200" /></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">“Sono italiano e ho la pelle nera. Un ‘Black Italian’, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell’aeroporto di Boston da due afroamericane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera nell’Italia del 2009?” Pap Khouma, di origine senegalese, italiano da quindici anni, libraio e scrittore, ha saputo trovare le parole. Il pezzo sulla sua “vita ad ostacoli”, pubblicato sul quotidiano La Repubblica, ha rilanciato il dibattito sul razzismo in Italia.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Autore di due opere, ha semplicemente raccontato la sua vita di tutti i giorni. Quando si è presentato in un ufficio del comune per un certificato, si sono fermati alla sua pelle nera. “L’impiegata non ha neppure guardato la carta d’identità che le mostravo e mi ha chiesto il permesso di soggiorno. Quando le ho detto che non l’avevo ma che bastava leggere quello che c’era scritto sulla carta, “italiano”, è rimasta sconcertata ed ha chiesto l’aiuto di due colleghi. Per i tre, era apparentemente un caso fuori dal comune”.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Quando si è trasferito nel suo immobile, il suo vicino lo ha scambiato per un venditore abusivo ed ha voluto metterlo alla porta. E i passanti erano sul punto di avvisare la polizia mentre apriva banalmente la portiera della sua auto. Nel tram, racconta, si prepara ogni volta ad essere umiliato.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Mille piccoli gesti segnati da pregiudizi e dal rifiuto dell’altro. “E il fatto di sapere che la persona nera o dagli occhi a mandorla che hanno di fronte è italiana non aggiusta le cose. Al contrario. Questo potrebbe essere inteso come una sorta di circostanza aggravante, una colpa. ‘Non soltanto sei nero ma pretendi pure di essere italiano!’” afferma ridendo.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">La sua lettera ha sciolto le lingue. Sono seguite altre testimonianze schiaccianti di “nuovi” italiani. Secondo il rapporto annuale della Caritas, gli immigrati in Italia sono oggi più di 4.300.000, ossia il 7,2% della popolazione. Molti diventano italiani in seguito ad una lunga procedura: 40.000 solo nel 2008, ossia quattro volte più che nel 2000. Ma restano stranieri per molti dei loro concittadini. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, si è detta scioccatta ed ha esortato le vittime di atti di razzismo a denunciarli.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">L’Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali (UNAR) è peraltro appena stato rafforzato. È disponibile un numero verde. Jamil Ajouz, un influente “mediatore culturale” libanese dell’ufficio, spiega che, tra le decine di telefonate quotidiane, i casi più gravi sono orientati verso un’assistenza giuridica. “Molti altri hanno soprattutto bisogno di un sostegno semplicemente morale. È spesso il caso di quei bar in cui non ti vogliono servire perché sei nero o perché hai i capelli ricci oppure dove ti servono il caffé in un bicchiere di plastica”, spiega.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Gli italiani non sembrano ancora pronti ad accettare questi cittadini venuti da altri luoghi, dicono gli esperti. Le norme esistono, ma occorre uno sforzo supplementare, soprattutto da parte dei politici e dei rappresentanti dei media.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Ma per il sociologo Emilio Reyneri, dell’università di Milano, gli uni e gli altri non fanno sempre il loro dovere. Di conseguenza, nella società, al contrario, “è il messaggio negativo verso gli immigrati che passa; che sia per il comportamento criminale degli stranieri o per il loro impiego al fondo della scala sociale. Invece di far comprendere che l’immigrazione non è un problema, che gli immigrati non finiranno con l’andarsene, un giorno, come alcuni pensano, gli uomini politici gettano benzina sul fuoco”. Il problema, spiega il professore, è che altrove in Europa, non esiste un partito come la Lega Nord, accanitamente anti-immigrati e fondamentale per la coalizione di governo.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; padding: 0px;">Pap Khouma, quel giorno, è venuto ad incontrare il suo editore. Questi vede del buono nel dibattito in corso e pensa sia venuto il momento di affidargli un libro-intervista con Mario Balotelli. Questo italiano di origine ghanese è uno dei più dotati tra i giovani calciatori del campionato, ma negli stadi, è accolto al grido di “non ci sono negri italiani!”. Per molti una sola cosa potrà far tacere i razzisti: che Mario Balotelli porti la maglia della squadra Azzurra durante la coppa del mondo in Sud Africa, a giugno.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><strong>Salvatore Aloïse, Le Monde (Francia)</strong></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>traduzione di ItaliaDallEstero.info</em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Link: <a href="http://italiadallestero.info/archives/8697" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo tradotto</a></em></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-right: 0px; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; font-size: 14px; vertical-align: baseline; background-image: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; display: block; background-position: initial initial; padding: 0px; border: 0px initial initial;"><em>Link: <a href="http://www.lemonde.fr/europe/article/2010/01/02/en-italie-le-temoignage-de-pap-khouma-black-italian-lance-un-debat-sur-le-racisme_1286715_3214.html" target="_blank">il sito dell&#8217;articolo originale</a></em></p>
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		<title>Bamboccioni italiani</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 23:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thomas Soldera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovani italiani, bamboccioni o svantaggiati? Non è facile dirlo, ma un&#8217;indagine ISTAT cerca di svelare il mistero. Svolto tra il 2003 ed il 2007 (i risultati sono però usciti il 28 dicembre 2009) lo studio mette chiaramente in luce come sia sempre più difficile per i giovani italiani uscire dalla famiglia d&#8217;origine. “I dati dell’indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1967" title="bamboccioni-thumb" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/01/bamboccioni-thumb-200x233.jpg" alt="bamboccioni-thumb" width="200" height="233" />Giovani italiani, bamboccioni o svantaggiati? Non è facile dirlo, ma un&#8217;indagine ISTAT cerca di svelare il mistero. Svolto tra il 2003 ed il 2007 (i risultati sono però usciti il 28 dicembre 2009) lo studio mette chiaramente in luce come sia sempre più difficile per i giovani italiani uscire dalla famiglia d&#8217;origine.<br />
“I dati dell’indagine di ritorno hanno evidenziato che tra il 2003 e il 2007 pochi uomini e poche donne – il 20,8% nel complesso – hanno lasciato la casa dei genitori. Su 100 che nel 2003 avevano dichiarato di essere certi di uscire dalla famiglia di origine, ne sono usciti poco più della metà (53,4%).Tra coloro che invece avevano dichiarato che probabilmente avrebbero lasciato la casa dei genitori, solo il 24,2% l’ha fatto. Dunque, nonostante l’intenzione (certa o probabile), molti sono i giovani che poi non si sono resi indipendenti dalla famiglia.”<br />
In Italia il 70% dei giovani tra i 25 e i 30 anni vive con i genitori, in Francia e Germania sono il 20% e in Inghilterra il 10%.<br />
“Tra le persone di 18-39 anni al 2003 che sono rimaste in famiglia tra il 2003 e il 2007, il 47,8% dichiara che il motivo per cui vive con la famiglia di origine è la presenza di problemi economici, il 44,8% sta bene così mantenendo comunque la sua libertà e il 23,8% sta ancora studiando.”<br />
Ma davvero è così importante la questione economica? Perchè durante l&#8217;università molti studenti sperimentano con successo la coabitazione, e poi questo strumento viene dimenticato e non riproposto anche nel post laurea?<br />
Il 44,8% dichiara di star bene così, di mantenere bene comunque la propria libertà. Ma l&#8217;idea di libertà e di autonomia dei giovani italiani è così diversa dagli altri giovani d&#8217;europa da determinare questa disparità nella scelta di andar fuori di casa?<br />
Forse è vero che un po&#8217; in fondo siamo dei bamboccioni. Uscir di casa significa anche maggior fatica e il nostro desiderio di autonomia e libertà è così poco sviluppato da venir spazzato via dalla prospettiva di qualche sacrificio in più! Cari giovani, dobbiamo dirlo, abbiamo probabilemente meno voglia dei nostri coetanei europei di imposserssarci della nostra vita!</p>
<p>E voi cosa ne pensate? La discussione è aperta.</p>
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