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	<title>il Grimaldello &#187; rottamazione</title>
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		<title>Ecoincentivi: i conti che non tornano</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 21:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri Ceschin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[automobile]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-medium wp-image-736" title="automobili" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/05/automobili-200x133.jpg" alt="automobili" width="200" height="133" />Lo scorso aprile il governo ha approvato il disegno di legge, poi convertito in legge, che riguarda il piano di aiuti al settore automobilistico ed in particolare gli incentivi di rottamazione ed i contributi di acquisto per una nuova autovettura. A questi incentivi e contributi si può accedere solo per via indiretta attraverso le case automobilistiche; sono infatti queste aziende che convertono sotto forma di sconti sull&#8217;acquisto di nuove autovetture, motocicli e autocarri, le grandi somme di denaro (750 milioni di euro) che lo stato, e quindi i contribuenti, assegna loro.<span id="more-670"></span></p>
<p>Gli incentivi approvati per l&#8217;anno 2009 si possono quindi riassumere in:</p>
<p><strong>Rottamazione auto</strong>: bonus di 1.500 euro. Il beneficio spetta a chi rottama auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2 immatricolate fino al 31 dicembre 1999 e acquista una vettura Euro 4 o Euro 5 (con emissioni massime 140 grammi CO2/Km per i veicoli benzina e massimo 130 grammi CO2/Km per i diesel).<br />
<strong>Auto ecologiche</strong>. Incentivi, senza rottamazione, per l&#8217;acquisto di auto ecologiche di 1.500 euro per auto a metano, elettriche e a idrogeno con emissioni non superiori a 120 g/km di Co2. Questi incentivi sono cumulabili a quello per la rottamazione.<br />
<strong>Contributo per impianti a Gpl e a metano</strong>. Contributo statale di 500 euro per un impianto a Gpl e di 650 euro per uno a metano da installare sugli autoveicoli di categoria &#8221; euro 0&#8243;, &#8221; euro 1&#8243; ed &#8221; euro 2&#8243;, fino all&#8217;esaurimento dei fondi statali previsti.<br />
<strong>Incentivi per le due ruote</strong>. Incentivo di 500 euro per la rottamazione di motocicli o ciclomotori Euro 0 o Euro 1 per acquistare un motociclo nuovo Euro 3, fino a 400 cm³ di cilindrata.<br />
<strong>Veicoli commerciali leggeri</strong>. Bonus di 2.500 euro per l&#8217;acquisto di veicoli nuovi in seguito alla rottamazione di veicoli euro 0, 1 e 2 immatricolati entro il 31 dicembre 1999. Gli incentivi salgono a 4.000 euro per l&#8217;acquisto, senza rottamazione, di veicoli nuovi a metano, Gpl o idrogeno. L&#8217;incentivo è cumulabile a quello per la rottamazione.<br />
<strong>Autocarri e caravan</strong>. Per autoveicoli per trasporto promiscuo, autocarri leggeri entro le 3,5 tonnellte, autoveicoli per trasporti specifici, autoveicoli per uso speciale e autocaravan contributo di 2.500 euro per l&#8217;acquisto di veicoli nuovi Euro 4 ed Euro 5 a fronte della contestuale rottamazione di veicoli Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 immatricolati prima del 31 dicembre 1999.</p>
<p><strong>Secondo il governo</strong> questo piano di aiuti potrebbe da una parte salvare il posto di lavoro alle migliaia di operai che lavorano nel settore automobilistico (300.000 seconda la Confindustria) e dall&#8217;altra portare ad un rinnovamento del parco circolante a favore di una rivoluzione dei trasporti a bassa emissione. Gli studi e le ricerche fatte da alcuni economisti ed ecologisti sembrano però dimostrare il contrario. L&#8217;aumento degli acquisti di auto porta con sé un inevitabile calo delle vendite di altri beni con la conseguenza che molti settori produttivi si sentirebbero autorizzati ad avanzare richieste di aiuti da parte dello stato, in una rincorsa i cui effetti si neutralizzerebbero a vicenda e che potrebbe compromettere la sostenibilità del debito pubblico. Si avrà infatti un sussidio che comporterà uno spreco di risorse perché il prezzo pagato dal consumatore per il veicolo diventerà inferiore al costo che la società sostiene per produrre il bene stesso. Se a questo aggiungiamo che la gran parte della produzione e assemblaggio dei veicoli é altamente automatizzata e non avviene nel nostro territorio, si capisce bene che i posti di lavoro rimarranno a rischio.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda l&#8217;acquirente</strong> la situazione non si dimostra poi tanto rosea e vantaggiosa come certe case automobilistiche amano pubblicizzare. A seguito di un&#8217;indagine sul campo condotta dal portale <a title="Indagine MotorBox" href="http://www.motorbox.com/Auto/Magazine/inchiestaincentivi2009.html" target="_blank">MotorBox</a>, si è riscontrato che il prezzo finale di un&#8217;automobile comprendente gli incentivi statali non é in media più basso di quanto già si spendeva. Questo é dovuto al fatto che le case automobilistiche sono solite applicare di norma dei forti sconti sul prezzo finale di un&#8217;automobile (dovuti ad offerte del mese, supervalutazione dell&#8217;usato ecc.); questo però non succede quando scattano gli incentivi di rottamazione e bonus di stato, che prendono spesso il posto dei normali sconti. Le auto più convenienti risultano invece essere quelle a kilomentri 0 e l&#8217;usato di 6-12 mesi di vita che mantengono una rapporto qualità/prezzo spesso imbattibile.</p>
<p>C&#8217;è però <strong>un altro aspetto</strong>, oltre a quello puramente economico, da tenere in seria considerazione e che viene spesso trascurato. Un articolo pubblicato nel 2000 dalla rivista Transportation Research arriva ad una conclusione sbalorditiva: sostituire le vecchie auto con quelle nuove fa aumentare l&#8217;inquinamento. Anche se lo studio risulta un po&#8217; datato (e forse sarebbe opportuno rifarlo, vista l&#8217;importanza) ci assicura che il 15-20% delle emissioni legate alle auto é prodotto in fase di fabbricazione e conviene quindi tenere in circolazione una macchina per 19 anni, a fronte di un&#8217;età media del parco circolante italiano di 7,5 anni. Secondo le ipotesi della rivista sarebbe dunque più sensato pagare gli automobilisti perché si tengano le loro auto invece di regalare soldi dei contribuenti sotto forma di &#8220;eco&#8221;-incentivi a grandi aziende che li userebbero per invogliare i contribuenti stessi a spendere degl&#8217;altri soldi per comprare le loro auto nuove fiammanti.</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="ACI Incentivi 2009" href="http://www.aci.it/index.php?id=2304" target="_blank">www.aci.it/ecoincentivi2009</a><br />
<strong>Link:</strong> <a title="Rottamazione chi ci guadagna?" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000925.html" target="_blank">www.lavoce.info/rottamazione-chi-ci-guadagna</a></p>
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