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	<title>il Grimaldello &#187; storia</title>
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		<title>La Storia dell&#8217;Acqua in Bottiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 10:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Grimaldello</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La storia dell&#8217;acqua in bottiglia, utilizza lo stile di Story of Stuff per raccontare la storia di come la domanda costruita induca gli americani (e non solo!) ad acquistare più di mezzo miliardo di bottiglie di acqua ogni settimana, quando fluisce già dal rubinetto. In poco più di cinque minuti, il film esplora ed attacca l&#8217;industria dell&#8217;acqua in bottiglia a favore dell&#8217;acqua di rubinetto e l&#8217;uso della pubblicità seducente, a tema ambientale per coprire le montagne di rifiuti di plastica che produce. Il film si conclude con un invito a &#8216;riprendere il rubinetto&#8217;, non solo facendo un impegno personale per evitare l&#8217;acqua in bottiglia, ma per sostenere gli investimenti in acqua del rubinetto pulita e disponibile per tutti.</p>
<p><strong>Link</strong>: <a title="The story of stuff" href="http://www.storyofstuff.com/">www.storyofstuff.com</a></p>
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		<title>Intervista completa a Daniele Biacchessi &#8220;Il Paese della vergogna&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 07:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Bortot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornalista, autore di numerosi libri d’inchiesta e vice-caporedattore per Radio 24-Il Sole 24ore. Daniele Biacchessi è da sempre impegnato a non far dimenticare la storia del nostro paese e per farlo attualmente sta girando tutta l&#8217;Italia con lo spettacolo &#8220;Il Paese della vergogna&#8221; ed è proprio a Sernaglia della battaglia, un piccolo comune in provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2958" href="http://www.ilgrimaldello.com/2010/04/intervista-a-daniele-biacchessi-il-paese-della-vergogna-prima-parte/biachessi/"><img class="alignleft size-full wp-image-2958" title="biachessi" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2010/04/biachessi-e1272215603936.jpg" alt="" width="200" height="133" /></a>Giornalista, autore di numerosi libri d’inchiesta e vice-caporedattore per Radio 24-Il Sole 24ore. Daniele Biacchessi è da sempre impegnato a non far dimenticare la storia del nostro paese e per farlo attualmente sta girando tutta l&#8217;Italia con lo spettacolo &#8220;Il Paese della vergogna&#8221; ed è proprio a Sernaglia della battaglia, un piccolo comune in provincia di Treviso che l&#8217;abbiamo incontrato alla fine dello spettacolo. Gli abbiamo chiesto un’intervista di pochi minuti e invece ci ha concesso un&#8217;appassionante chiacchierata sui temi a lui più cari, la storia e la memoria.</p>
<p><a href="#seconda"><strong>Vai alla seconda parte dell&#8217;intervista</strong></a></p>
<p><strong>Come mai ha deciso di fare questo spettacolo? </strong><br />
“Il Paese della vergogna” è uno spettacolo anomalo, che parte da lontano e che nasce dall&#8217;esigenza di mettere su carta quello che avevo scritto per il teatro civile, storie italiane, quattro spettacoli che hanno girato l&#8217;Italia. Uno di questi &#8220;La storia della memoria&#8221; nacque nel 2004 quando l&#8217;ARCI mi chiese di andare a Cuba con loro. Mi dissero: &#8220;Noi portiamo alle case della cultura, non al regime cubano, 220.000 euro di solidarietà, che significano computer ecc&#8230; però sembriamo come gli americani che dopo il &#8217;45 a Napoli davano i cioccolatini&#8221; e quindi mi chiesero &#8220;Daniele tu che scrivi non hai un modo per poter raccontare la nostra storia italiana?&#8221;, e così nacque &#8220;La historia e la memoria&#8221;, in spagnolo. Ho cominciato a fare una decina di spettacoli per Cuba uno dei quali addirittura con l&#8217;orchestra di Tito Puente. Quando sono tornato in Italia ho pensato di tradurlo e ridurlo e da li è nata &#8220;La storia della memoria&#8221;, ed è nato anche il fatto che ho cominciato a raccontare queste cose in teatro. Quindi &#8220;Il Paese della vergogna” in realtà raccoglie tutta l&#8217;esperienza di quei tre anni dal 2004 al 2007: un migliaio di repliche in giro per l&#8217;Italia con varie collaborazioni, sempre lavorando con la musica e le immagini e in alcuni casi anche con i suoni d&#8217;archivio, come lo scoppio della bomba di Brescia, o come per esempio la voce di Peppino Impastato durante lo spettacolo a Cinisi. Questi spettacoli non sono mai completi,  “Il Paese della vergogna” con più di 450 repliche lo si potrebbe considerare finito e invece no perché ogni sera è diverso, ci sono atmosfere particolari, c&#8217;è gente diversa, c&#8217;è uno spirito diverso, luoghi diversi.<br />
<strong><br />
Sappiamo che a San Donà di Piave ha avuto dei problemi a mettere in scena il suo spettacolo, alla fine gliel&#8217;hanno fatto fare?</strong><br />
No, alla fine l&#8217;ho fatto in un paese vicino. Lo spettacolo era stato organizzato dall&#8217;anpi di San Donà, ma il comune ha preso la decisione di bloccarlo senza mai motivarla pubblicamente. Io lavoro con tutte le amministrazioni e quindi penso che non sia stata una questione politica, ma una questione di uomini, di persone, di sensibilità. Stasera sono qui a Sernaglia della battaglia con una giunta dello stesso colore politico di quella di San Donà (Lega Nord). Perché dunque stasera sì e a San Donà no? Per una questione di persone. Per me sarebbe più semplice dire che è stata una censura politica piuttosto che una questione di uomini; una questione di uomini è più grave, è una vergogna.</p>
<p>Non so dirvi quante repliche ho fatto dei miei spettacoli, ne ho scritti 16, ho lavorato con i più grandi musicisti italiani e sono andato in Francia, in Gran Bretagna e in America a fare spettacoli. Se la gente non apprezza quello che faccio sono problemi loro, io continuo. Sono tornato in Italia e alla fine vinco sempre io perché mi sono fatto carico del peso della storia e della memoria; quelli che dicono che sono cose vecchie, non sanno cosa dicono. Ad esempio la storia dell&#8217;avvocato Ambrosoli è una storia di oggi, perché ancora adesso può capitare che all&#8217;interno di una banca ci siano infiltrazioni mafiose; anche oggi, nel 2010. Quindi una figura come quella di Ambrosoli è una figura sempre moderna, non è di destra o di sinistra. I vecchi e i bambini di Marzabotto non sono di destra o di sinistra, sono storie che dovrebbero appartenere a un Paese.</p>
<p>Quelli che cercano di cambiare la storia o di dimenticare sono fascisti, nel senso politico del termine, eredi della politica di Salò. Non fanno i conti con la storia d&#8217;Italia, grazie anche a persone di sinistra che hanno creato un equivoco sulla vicenda. Quando racconti l&#8217;orrore dei partigiani prima devi parlare dei libri bruciati in piazza, delle migliaia di oppositori portati al confino, ecc&#8230; i partigiani stavano dalla parte della democrazia.</p>
<p><strong>Ma quindi oggi chi sono i fascisti?</strong><br />
Il fascismo ha avuto delle trasformazioni, si manifesta tutte le volte che si nega la storia, che si negano i fatti, i giorni, gli orari, quando si costruisce un&#8217;altra storia che non esiste, quando si impedisce a qualcuno di potersi esprimere, quando viene negata la libertà di espressione.<br />
<strong><br />
Proprio ieri Silvio Berlusconi ha dichiarato che libri come &#8220;Gomorra&#8221; sponsorizzano la mafia. Lei che ne pensa di questo?</strong><br />
Quando uno scrittore è costretto a girare con la scorta c&#8217;è odore di fascismo.<br />
Comunque a me non interessa Berlusconi, è un argomento che mi annoia abbastanza, tendo ad addormentarmi, per me non esiste. Alcuni oggi pensano che il problema sia Berlusconi, lo vedono come un burattinaio. In realtà, secondo me, anche lui è un burattino una delle ultime ruote del carro di un sistema più complesso e anche lui andrà a casa come tutti gli uomini. Sicuramente c&#8217;è qualcuno che lo ama, non c&#8217;è dubbio, infatti tre o quattro cose che ha fatto vanno nella direzione del piano di rinascita democratica di Licio Gelli. Tuttavia neanche lui era un burattinaio, non c&#8217;è un burattinaio, c&#8217;è un sistema di potere che esiste, è esistito ed esisterà sempre, un coacervo di interessi politici ed economici che ad un certo punto decidono che sei tu piuttosto che un altro a governare la situazione perché tu garantirai meglio gli interessi del sistema stesso. Dopo la guerra fredda c&#8217;era bisogno che qualcuno si prendesse carico di questo tipo di progetto, altrimenti sarebbe fallito. Licio Gelli ha avuto un ruolo nel tentato colpo di stato Borghese, è fuggito in Uruguay, ha avuto contatti con il regime argentino di Pinochet e con dittatori sudamericani; qualcuno gli ha dato possibilità di avere questi contatti, non li li ha avuti per caso. E’ la commedia dell&#8217;arte, è mettere una maschera.</p>
<p><a name="seconda"></a></p>
<p><strong>E chi sono i comunisti di cui oggi tanto si parla?</strong><br />
Io da comunista ero contro l&#8217;unione sovietica e li ho bastonati in molti scritti per l&#8217;invasione di Praga. In Italia però, se eri di sinistra eri visto come un nemico dell&#8217;occidente e questo poteva avere un senso fino alla caduta del muro di Berlino, tuttavia questo marchio prosegue ancora oggi. Ma oggi dove sono i comunisti? Chi sono? Non si sa.<br />
Ieri sono andato alla COOP adriatica di Bologna e di fronte c&#8217;è un’ipercoop che è grande come mezzo veneto&#8230; comunisti&#8230; boh non lo so, secondo me sono degli ottimi capitalisti che hanno capito benissimo come va il mercato, e va bene così. Mi hanno regalato un cestello con i prodotti di “<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_self">Libera</a>”, provenienti dalle terre confiscate alla mafia. Sono contento che si possa entrare all&#8217;interno di un’ipercoop grande come mezzo veneto e che si possano trovare i prodotti di “<a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank">Libera</a>”.</p>
<p><strong>Cosa dovrebbero fare la sinistra e il Partito Democratico?</strong><br />
Berlusconi in questi anni è riuscito ad imporre dei disvalori. La vera battaglia che la sinistra dovrebbe fare non è marciare sullo stesso linguaggio ma riaffermare quei valori che sono stati sanciti in una delle più belle costituzioni mai scritte e che sono stati sostituiti da veline and company. Adesso il lavoro che dovrebbe fare la sinistra lo sta facendo e continuerà a farlo Fini perché è una persona intelligente, che ha capito il vuoto che si è andato a creare. Il PD invece è in alto mare, Basti pensare che, persa Mantova, il coordinatore del partito ha detto: &#8220;No, non abbiamo perso abbiamo vinto a Cologno Monzese, Minturno&#8230; &#8221; della serie continuiamo così, facciamoci del male.</p>
<p><strong>Com’è possibile che la gente non si accorga di questi cambiamenti? Perché non ci si ricorda più neanche quello che è successo ieri?</strong><br />
Le tecniche di comunicazione di oggi, quelle che i politici usano, vengono dagli strateghi americani della comunicazione. Se io adesso ti dico che hai i capelli neri e te lo ripeto di continuo, tu ti convinci di avere i capelli neri. Se poi io comincio ad affermare un principio differente, per esempio che hai i capelli biondi e te lo ripeto ancora e ancora e ancora, alla fine crederai di avere i capelli biondi. Queste sono banalmente tecniche di vendita commerciale, devo vendere un prodotto: la politica. E’ proprio questo che ha introdotto Berlusconi, la politica come una mela, un prodotto. Affermare un concetto e martellarlo continuamente, come la Lega con la Padania, invento un nuovo prodotto che non esiste.</p>
<p>Quindi io dico: “Va bene, ho capito la tua tecnica, adesso la uso anch&#8217;io”; ed è proprio questo che facciamo io, Marco Paolini, Ascanio Celestini, Giulio Cavalli: riprendiamo dei concetti diversi e li ripetiamo, una volta a 100 persone di qua, un’altra a 2000 persone di là e così via. Un giorno un mio amico mi ha detto: &#8220;Daniele ma siamo sempre noi&#8221;. D’accordo, ma metti che ce n’è uno di nuovo! E’ un lavoro lungo e non abbiamo mezzi come la TV che genera grandi numeri, ma quando becchi la gente non te la perdi più.</p>
<p>In TV appari e scompari. Quando scrissi il mio primo libro &#8220;La fabbrica dei profumi&#8221; su Seveso ebbe un enorme successo. Avevo 37 anni e grazie a quel successo improvviso cominciarono a chiamarmi dappertutto: in TV, in radio. Ed io ci andavo. Poi una sera andai a Bologna e incontrai un mio vecchio amico e lui mi disse: &#8220;Ti vedo sempre in TV, mi hai rotto, tu non hai capito niente. Per avere successo tu non devi andare tutte le sere in TV a fare marchette. Il successo ce l&#8217;hai quando sì vai in TV a presentare il tuo libro, ma poi basta, scompari, sparisci. Devi essere a contatto con le persone&#8221;. Da quel giorno ho cominciato a metterci la faccia, ad incontrate fisicamente le persone. Questo va bene, incontro gente in tutta Italia, incontro persone diverse che non si conoscono tra loro ma che sono collegate da una linea di pensiero, che portano avanti una battaglia di civiltà, fanno resistenza culturale contro i disvalori. Come un bambino di Brescia che non può andare alla mensa perché la mamma non ha i soldi. Questo è un Paese indegno!</p>
<p><strong>Quindi il potere delle parole per cambiare le cose?</strong><br />
Nel 2007 è uscito un articolo su “La Stampa” in cui mi si definiva “Il cantastorie d&#8217;Italia”. Ma io credo che un Paese normale non dovrebbe affidare la propria storia ad un narratore. Io sono un giornalista e invece per far conoscere la storia italiana sono costretto a fare degli spettacoli teatrali. Perchè? Un Paese normale conosce Sant&#8217;Anna di Stazzema non glielo devo raccontare io; non se lo dimentica.<br />
In Italia c&#8217;è il falso storico. In Spagna è finito tutto dopo la dittatura, è un Paese riappacificato; chi doveva pagare ha pagato. Fine, si volta pagina. Tra poco è il 25 aprile e vedrete che succederà sui giornali. Ma di che cosa stiamo parlando? Sono cose di 65 anni fa? Ai fascisti è andata ancora bene e stanno ancora parlando. Ci sono partiti come Forza Nuova: partiti neofascisti illegali. Nella Costituzione c&#8217;è scritto: apologia di fascismo, no grazie. Da 2 a 6 anni di reclusione.</p>
<p><strong>Oltre allo spettacolo “Il Paese della vergogna” sta lavorando ad atri progetti?</strong><br />
Adesso sto lavorando al libro &#8220;teatro civile&#8221; che uscirà a settembre. E’ diviso in tante storie. E’ un manifesto di quello che noi facciamo partendo dai luoghi e dalle storie, c&#8217;è Vajont di Paolini, la fabbrica dei profumi il mio Seveso, le storie di Maghera di Paolini e Ascinio Celestini con radio clandestina. Affermare le parole e il potere della parola per non dimenticare.</p>
<p>Intervista a cura di <a href="http://www.ilgrimaldello.com/redazione/?uid=6" target="_blank">Elena Bortot</a> e <a href="http://www.ilgrimaldello.com/redazione/?uid=2" target="_blank">Marco Tessariol</a></p>
<p>Link: <a href="http://biacchessi.splinder.com/" target="_blank">Blog Daniele Biacchessi</a></p>
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		<title>La storia delle cose</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 06:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Grimaldello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Annie Leonard ci spiega qual&#8217;è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano. Link: www.storyofstuff.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Annie Leonard ci spiega qual&#8217;è il problema della corsa al consumismo iniziata negli anni 50. Il perchè oggi ci stiamo dirigendo contro un muro. Si ringrazia il progetto dePILiamoci a cura di Roberto Lorusso e Nello De Padova per la traduzione e il doppiaggio italiano.</p>
<p><strong>Link:</strong> <a title="Storyofstuff" href="http://www.storyofstuff.com/" target="_blank">www.storyofstuff.com</a></p>
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