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	<title>il Grimaldello &#187; vmware</title>
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		<title>Tutti virtualizzati</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 23:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alin A. Hantig</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[virtualizzazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di virtualizzare le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo. Realtà molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1647" title="3040894815_2e06343996" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/3040894815_2e06343996-200x125.jpg" alt="3040894815_2e06343996" width="200" height="125" />Oggigiorno si sente sempre più spesso parlare di <em>virtualizzare</em> le proprie risorse informatiche; questa tendenza coinvolge aziende con migliaia di dipendenti ma anche le PMI – Piccole e medie imprese. Vedremo qual è lo scopo principale di questa tecnologia, i benefici e l&#8217;impatto sulla qualità dei servizi offerti come anche il loro costo.<span id="more-1835"></span></p>
<p><strong>Realtà molto diverse </strong>tra di loro sono accomunate dal desiderio di &#8220;ottenere di più con meno<strong>&#8220;</strong>. In quest&#8217;ottica un&#8217;azienda che desidera risparmiare deve analizzare le proprie necessità e organizzarsi in modo da avere le risorse adeguate. È inutile che il panettiere locale acquisti un server da qualche decina di migliaia di euro per inviare/ricevere ordini. D&#8217;altra parte una azienda che progetta siti web con 20 impiegati non può farli lavorare a turni su 5 postazioni.<br />
Queste scelte, spesso, non possono essere basate solo sul buon senso. Ci sono aziende che prosperano analizzando la situazione di altre realtà per realizzare la migliore lista della spesa da proporre.</p>
<p><strong>Per capire meglio</strong> l&#8217;uso più comune della <em>virtualizzazione</em> possiamo considerare la seguente situazione:<br />
un&#8217;azienda con 30 impiegati ha una serie di clienti, che vengono registrati con i loro dati – nome, cognome, numero di telefono, ecc. &#8211; su una base di dati che risiede su un server. Per la gestione delle pratiche viene usato un sistema diverso che funziona solo su macchine Linux, di fatto incompatibile con il precedente. A questo punto l&#8217;azienda dovrebbe avere due server operativi nello stesso orario lavorativo.<br />
In alternativa si può usare un unico calcolatore – che non deve essere più potente dei precedenti – dove siano attive entrambe le funzionalità (base di dati e gestionale), ognuna con la sua <em>macchina virtuale </em>indipendente dall&#8217;altra. Si avrà così il 50% di risparmio sul costo iniziale e sulla bolletta elettrica. Inoltre c&#8217;è anche un guadagno d&#8217;<em>efficienza</em>: se la base di dati viene interrogata una volta ogni 20 minuti impegnando la macchina per qualche secondo impatterebbe pochissimo sul gestionale perché questo non ha bisogno di risposte in tempo reale.</p>
<div id="attachment_1631" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1631" title="Esempio divisione parti" src="http://www.ilgrimaldello.com/wp-content/uploads/2009/07/virtualizzazione.png" alt="Esempio divisione parti" width="400" height="276" /><p class="wp-caption-text">Esempio divisione parti</p></div>
<p>La tecnologia che sta dietro a questo sistema è relativamente semplice. In una visione a livelli, la macchina ospite, ovvero quella dove risiede fisicamente l&#8217;hardware, è alla base. Al livello sopra c&#8217;è la &#8220;piattaforma&#8221; o <em>Hypervisor</em>, software che comunica con il sistema operativo dell&#8217;ospite, reinterpretando le richieste delle macchine virtuali in modo da poterle eseguire correttamente. Infine ci sono gli ambienti virtualizzati. Questi sistemi operativi considerano un calcolatore come se avesse delle caratteristiche che si possono impostare a piacere: spazio sul disco rigido, memoria RAM, schede di rete, scheda audio, unità ottiche. Quindi è possibile impostare dei limiti ben precisi sulle risorse dedicate al singolo ambiente.</p>
<p>La chiave del successo di una soluzione di virtualizzazione rispetto ad un&#8217;altra sta nella &#8220;piattaforma&#8221;. Vista la complessità dei sistemi e le infinite possibili combinazioni hardware è estremamente difficile rendere tale componente efficiente. Per venire incontro alle esigenze degli sviluppatori e degli utenti i costruttori di processori hanno introdotto nei loro prodotti alcune direttive. Queste consentono di aumentare le prestazioni direttamente – maggiore numero di processi che possono essere eseguiti contemporaneamente – o indirettamente – consentendo a sistemi a 32 bit di gestire memoria RAM fino a 64 GB (normalmente ne potrebbero gestire appena 4GB).</p>
<p>Sono due le principali tipologie di &#8220;piattaforma&#8221;:</p>
<ul>
<li>ospitata o Full virtualization</li>
<li>nativa o Paravirtualization</li>
</ul>
<p>Nel primo caso tutte le comunicazioni tra la <em>macchina virtuale</em> ed l&#8217;hardware vengono intercettate dalla &#8220;piattaforma&#8221; per essere interpretate e poi indirizzate ai driver corretti del sistema operativo ospite. Questo tipo di sistema è  facilmente implementabile – basta installare un programma – e consentono di ottenere buone performance. Tra i nomi di maggiore successo c&#8217;è <strong><em>Vmware Inc.</em></strong> che offre soluzioni a tutti i livelli: da versioni gratuite per l&#8217;utente casalingo a quelle per multinazionali.<br />
Nel secondo caso viene ridotta all&#8217;osso la parte di software della &#8216;piattaforma&#8217; così da impattare il meno possibile sui tempi di calcolo. Questa soluzione richiede che il sistema ospite sia stato configurato in modo adeguato. <strong><em>Xen</em></strong> è tra i nomi più conosciuti, nato in ambiente accademico è stato sviluppato come free software sotto licenza GPL2.</p>
<p><strong><em>Per approfondire:</em></strong></p>
<ul>
<li><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Virtual_machine" target="_blank">Wikipedia &#8211; La macchina virtuale</a><br />
</em></li>
</ul>
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